Al top Aleotti, seguita da Bellemin e Cattaneo.Il comparto Salute e Scienze della Vita racconta una delle dinamiche più interessanti della terza rilevazione del Reputation Index (https://reputationindex.it/), l’osservatorio ideato dal Gruppo The Skill per analizzare l’andamento reputazionale dei principali manager italiani.
Nel trimestre febbraio-aprile 2026, segnato da risultati economici, acquisizioni, anniversari aziendali e questioni giuslavoristiche, a guidare il settore è Lucia Aleotti di Menarini, con 82,9 punti. Un risultato sostenuto dalla celebrazione dei 140 anni del gruppo e da ricavi record, che hanno rafforzato una narrazione fondata su continuità familiare, internazionalizzazione e ricerca.
Segue Jean-Marc Bellemin di Chiesi, con 79,6 punti. A sostenere il suo posizionamnto sono stati sia i risultati del 2025 che l’acquisizione di KalVista, la più grande operazione nella storia del gruppo.
Ai vertici anche Marcello Cattani di Farmindustria, con 74,9 punti, confermando il trend delle precedenti rilevazioni. La sua reputazione continua a distinguersi per essere divenuto voce del sistema farmaceutico e per la capacità di trasformare temi complessi e tecnici – come spesa, payback e Testo unico – in una narrazione più ampia sul valore industriale del pharma.
Da menzionare anche la traiettoria di Gianfelice Rocca di Humanitas, con 48,0 punti, sostenuto dalle celebrazioni per i 30 anni del gruppo e dall’inaugurazione del Proton Building. Più complesso, invece, il quadro reputazionale di Stefano Golinelli di Alfasigma, con 44,7 punti. A incidere sul saldo sono stati il ritiro di Ocaliva negli Stati Uniti e le tensioni animate dalla lettera aperta firmata da mille lavoratrici e lavoratori del Gruppo.
Nel quadro generale della terza rilevazione del Reputation Index emerge come manager indiscusso il CEO di Enel Cattaneo, con 96,4 punti. Seguono Luigi Lovaglio di Mps-Mediobanca (95,7 pt) e Matteo Del Fante di Poste Italiane (93,8 pt). Nel comparto Economia e Impresa, oltre a Lovaglio, si distinguono Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, con 90,4 punti, Carlo Cimbri di Unipol, con 79,7 punti, Philippe Donnet di Generali, con 76,4 punti, e Giovanni Azzone di Acri, con 66,9 punti. Andrea Orcel di UniCredit, che guidava il trimestre precedente, registra invece un lieve arretramento, fermandosi a 68,4 punti.
In Industria e Innovazione, dopo Del Fante, si collocano Pietro Labriola di TIM, con 72,5 punti, Lorenzo Mariani di Leonardo, con 68,8 punti. Più fragili i profili di Roberto Cingolani, con 62,7 punti e Antonio Filosa di Stellantis, con 7,3 punti.
Nelle Infrastrutture e Trasporti, il profilo più forte è Pietro Salini di Webuild, con 89,4 punti. Molto positiva anche la traiettoria di Pierroberto Folgiero di Fincantieri, con 87,6 punti, mentre Pasqualino Monti, con 79,5 punti. Completano il quadro Gianbattista La Rocca di Italo, Stefano Antonio Donnarumma di Ferrovie dello Stato e Marco Troncone di Aeroporti di Roma.
Nel settore Ambiente ed Energia, oltre alla leadership assoluta di Cattaneo, emergono Claudio Descalzi di Eni (79,3 pt), Gian Luca Artizzu di Sogin (74,55 pt) e Giuseppe Moles di Acquirente Unico (69,0 pt). Molto diversa la traiettoria di Giuseppina Di Foggia di Terna (25,35 pt), fortemente compromessa dalla vicenda della buonuscita.
La terza rilevazione conferma una tendenza chiara: nel trimestre febbraio-aprile 2026 vincono i manager capaci di associare risultati, continuità e utilità strategica. Rallentano invece i profili esposti a crisi di governance, tensioni interne, o fratture tra reputazione personale e reputazione aziendale.