Le criticità: chiusura dell’ingresso riservato ai disabili, ascensori rotti, fast track ostetrico.
Fp controreplica alla Asl: “Piuttosto che tentare di dettare la linea al sindacato farebbe meglio ad intervenire su criticità, alcune molto gravi, che attendono risposte da anni”
Lecce, 22 maggio 2026 – “A creare allarme, non a fare allarmismo, è la Asl di Lecce. Gravissima la situazione che riguarda la rimozione dell’insegna luminosa H. Mentre al Vito Fazzi gli ascensori rotti sono 11, più altri quattro nelle altre palazzine, quindi 15 non 12 come erroneamente scritto nella nostra nota”. Floriano Polimeno, segretario generale della Fp Cgil Lecce, controreplica alla Asl, che aveva bollato il comunicato stampa diffuso il 20 maggio scorso, sui disagi per l’accesso disabili al piano terra e la condizione generale degli ascensori, come allarmistico e contenente informazioni “non corrispondenti al vero”. “Rispediamo al mittente le accuse”, dice il sindacalista. “Piuttosto da servizi di stampa successivi alla replica della Asl emergono informazioni preoccupanti sulla sicurezza di pazienti, visitatori e lavoratori del Fazzi”.
H pericolante. Alle rimostranze espresse dalla Fp Cgil sui disagi causati dal transennamento dell’accesso ai disabili, costretti a scendere decine di metri lontano dall’ingresso loro dedicato, la Asl ha risposto che la situazione è dovuta alle “operazioni di smontaggio dell’insegna e della relativa struttura portante, particolarmente complesse, sono state rinviate a causa delle note avverse condizioni meteorologiche”. Come emerge dai servizi di stampa esistono solleciti sempre più ravvicinati da parte del direttore amministrativo del Fazzi Cosimo Dimastrogiovanni, che richiede alla Asl un urgente e immediato intervento per disinstallare e smaltire la segnaletica luminosa H. Esistono preventivi per quell’intervento datati novembre 2023, quindi la situazione di pericolo è nota quanto meno da quella data. E di certo non rassicura la messa in sicurezza dell’area, visto che il protrarsi del mancato intervento, come scrive Dimastrogiovanni, configura un grave, serio e concreto rischio per l’incolumità pubblica oltre a generare notevoli disagi per la circolazione veicolare interna per il transennamento dell’area sottostante. Proprio il transennamento è, secondo il direttore amministrativo del Fazzi, “misura inidonea a scongiurare qualsivoglia conseguenza dannosa in caso di un eventuale crollo della struttura”. Di fronte a tale situazione non ci resta che segnalare la situazione al presidente della Regione Puglia, Antonio De Caro (che è anche commissario ad acta per la gestione del disavanzo e il piano di rientro della sanità pugliese”, e all’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, oltre che a Spesal e Prefettura per le ragioni di sicurezza. “Fortunatamente in questi anni non è successo nulla di grave, ma non riusciamo a comprendere come sia possibile non essere intervenuti in tutto questo tempo”, dichiara Polimeno.
Ascensori. Quanto alla situazione degli ascensori, la Fp Cgil è assai diretta: “Altro che informazioni non corrispondenti al vero. Al Fazzi, tra i vari plessi (Dea compreso) ci sono ben 15 ascensori fermi. Per alcuni di essi ci sono preventivi datati addirittura dicembre 2022. “La situazione di disagio è conclamata. Non solo per i visitatori, ma soprattutto per gli operatori, come avevamo già evidenziato nel precedente comunicato”, spiega Polimeno. “Se lo sguardo si allarga all’intero territorio della Asl, gli ascensori fermi o dismessi sono addirittura 48, alcuni ormai da 3 anni”. Di seguito un elenco degli ascensori non funzionanti del Fazzi (tra parentesi il problema e la data del preventivo, quando predisposto, per avere un’idea di quanto tempo si attende per la sistemazione degli elevatori): ascensore n. 9 (fermo per ammodernamento, preventivo agosto ’23), 10 (da ammodernare, agosto ’23), 5 (nuovo ma non ancora messo in funzione), 12 (da ammodernare, maggio ’24), 14 e 15 (fermi per incendio vano macchina, febbraio ’24), 17 (montacarichi fermo da decenni), 19 (da ammodernare, dicembre ’22), 24 (da ammodernare, marzo ’23), 25 (nuovo da mettere in funzione), 30 (cambio quadro, ottobre 24); palazzina Uffici ascensore A (scheda operatore guasta), Polo Oncologico ascensore 5 (da ammodernare, febbraio ’26), Malattie infettive ascensore 4 (cambio quadro, settembre ’24), Dea ascensore 9 (in attesa di programmare il pesacarico). Nel resto della Asl disagi anche a: Campi Salentina (2 ascensori), Nel Distretto di Lecce (1), San Cesario (2), ospedale di Galatina (2), Distretto di Galatina (1), Copertino (4), Nardò (1), Maglie (2), Scorrano (5), Sannicola (1), Zollino (1), Racale (1), Casarano (3), Gallipoli (4), Gagliano (2). Tra le cause, oltre all’ammodernamento e all’obsolescenza, anche la difficoltà nel reperire ricambi, la presenza di acqua in fossa, il cedimento degli ancoraggi, la caduta di calcinacci nel vano macchina.
Fast track per Ostetricia. Resta poi un problema serio il fast track per le pazienti di Ostetricia. Le donne in gravidanza che hanno bisogno del pronto soccorso ostetrico (secondo piano del “Fazzi”) e giungono in Pronto Soccorso (quindi al Dea) sono costrette a percorrere (a piedi o su una carrozzina o una lettiga) un lungo corridoio che conduce dal Dea al Fazzi. Dove poi devono sperare di trovare gli ascensori funzionanti, per non perdere tempo prezioso. “La Asl di Lecce, piuttosto che tentare di dettare la linea alla Fp Cgil suggerendo come e quando denunciare disagi per il personale, visitatori e pazienti”, sostiene Polimeno, “farebbe meglio a pensare di risolvere nel più breve tempo possibile i problemi reali che vengono denunciati. Non è pensabile attendere oltre 40 mesi per ammodernare un ascensore, oltre due anni e mezzo per intervenire per scongiurare un rischio grave, serio e concreto come la rimozione della segnaletica luminosa ‘H’.