giovedì, 21 Maggio 2026

Stati Generali Radioterapia Oncologica, AIRO annuncia tre “cantieri”con le Istituzioni: regole europee, formazione e governance delle Reti

Alla seconda edizione degli Stati Generali, Istituzioni italiane ed europee, clinici e pazienti definiscono insieme le priorità: integrazione tra radioterapia e farmaci innovativi, rilancio della formazione specialistica, indicatori condivisi per l’impiego della radioterapia nelle Reti Oncologiche regionali.

Roma, 21 maggio 2026 – Tre cantieri aperti con le Istituzioni per rafforzare il ruolo della radioterapia oncologica nel Servizio Sanitario Nazionale. Il primo cantiere riguarda il percorso regolatorio europeo: indicazioni chiare e condivise per associare in sicurezza radioterapia e terapie farmacologiche, già nelle valutazioni EMA sull’immissione in commercio dei nuovi medicinali, e poi nei successivi aggiornamenti di schede tecniche e piani terapeutici. Il secondo cantiere riguarda la formazione: più crediti universitari dedicati, master per radio-oncologi, tecnici e fisici medici, borse di studio per gli specializzandi: obiettivo, invertire la carenza di radio-oncologi e di personale specializzato, indispensabile per far funzionare i reparti di radioterapia. Il terzo cantiere è sulla governance delle Reti Oncologiche regionali: linee di indirizzo e indicatori, messi a punto e condivisi con Age.Na.S., per monitorare l’effettivo impiego della radioterapia, valutando esiti clinici, qualità della vita, tollerabilità dei trattamenti e accesso equo su tutto il territorio nazionale. Sono i tre impegni di AIRO, Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica, al centro della seconda edizione degli Stati Generali della Radioterapia Oncologica, realizzatisu iniziativa del Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, Onorevole Ugo Cappellacci. Radio-oncologi, oncologi medici, radiologi, rappresentanti delle Istituzioni italiane ed europee e associazioni di pazienti si sono riuniti a Roma per affrontare le criticità che ancora limitano la piena valorizzazione della radioterapia: pilastro della cura per sei pazienti oncologici su dieci[1], ma ancora percepita troppo spesso come arma terapeutica di ultima istanza, se non addirittura palliativa.

La radioterapia è oggi uno degli strumenti più avanzati nella lotta contro il cancro, ma il suo potenziale resta solo in parte espresso: pesano criticità regolatorie, carenze formative e disomogeneità territoriali. Servono regole più chiare, investimenti nella formazione specialistica e strumenti condivisi di monitoraggio, per garantire ai pazienti un accesso equo e tempestivo alle cure più avanzate”, esordisce l’Onorevole Ugo Cappellacci.
 

Rispetto alla prima edizione degli Stati Generali, in cui la notizia erano le criticità, gli allarmi e la denuncia di una lunga serie di problemi – spiega Lorenzo Livi, organizzatore dell’iniziativa, Professore Ordinario e Direttore SOD Radioterapia Oncologica dell’AOU Careggi di Firenze, referente Radioterapia per il Collegio degli Ordinari in Radioterapia e delegato alle Relazioni istituzionali di AIRO – quest’anno la notizia sono i tre ‘cantieri’: ambiti di collaborazione con le Istituzioni – la cui presenza testimonia la concretezza di questo lavoro – con obiettivi pragmatici e ben definiti, sui quali stiamo fattivamente progredendo”.
 

“La radioterapia rappresenta un ambito cruciale nelle terapie oncologiche. Garantire il suo utilizzo ottimale è una sfida che richiede aggiornamento continuo, multidisciplinarietà e una forte capacità di innovazione organizzativa e clinica, per una efficace integrazione nei percorsi di cura. Una sfida che ci chiama tutti, Istituzioni, professionisti, associazioni, realtà accademiche, realtà della ricerca e della formazione a un impegno forte, ciascuno per la propria parte”, dichiara Orazio Schillaci, Ministro della Salute. “Il Ministero della Salute considera prioritario il rafforzamento dell’assistenza oncologica e per questo abbiamo già agito su più fronti. Attraverso il Pnrr, abbiamo, ad esempio,

investito in modo importante sul rinnovamento delle grandi apparecchiature ospedaliere, con l’obiettivo di mettere a disposizione strumenti sempre più all’avanguardia e cure di qualità e omogenee sul territorio nazionale. È fondamentale anche continuare a investire sul capitale umano per rendere la radioterapia più attrattiva per i giovani medici. Su questo cammino possiamo e dobbiamo proseguire insieme”.

Integrare radioterapia e farmaci: un’evoluzione del percorso autorizzativo europeo

Le evidenze scientifiche dimostrano che l’approccio combinato tra radioterapia e terapie farmacologiche migliora gli esiti clinici e amplia le possibilità di controllo di numerose malattie oncologiche. Ma il riconoscimento dell’associazione fra farmaci e radioterapia è ancora parziale, già a livello di valutazione dei nuovi medicinali: gli studi clinici sui farmaci raramente includono in modo sistematico le combinazioni con la radioterapia. Di conseguenza mancano indicazioni omogenee su sicurezza, interazioni ed eventuale tossicità aggiuntiva.

Come sottolinea la dottoressa Sandra Gallina, Direttrice Generale Salute e Sicurezza alimentare della Commissione Europea, “La convergenza tra radioterapia e terapie farmacologiche innovative è una delle frontiere più promettenti dell’oncologia, ma oggi il potenziale di queste combinazioni emerge troppo spesso solo nella pratica clinica, con opportunità perse per i pazienti. La nuova legislazione farmaceutica europea – con autorizzazioni più rapide per i prodotti combinati, l’introduzione dei regulatory sandboxes e il rafforzamento del Piano SAMIRA[2] – crea le condizioni per accelerare lo sviluppo di radiofarmaci innovativi e dare pieno spazio alle radiazioni ionizzanti nell’Europe’s Beating Cancer Plan”.

In questo scenario, il dialogo a livello europeo su evidenze scientifiche, sviluppo clinico e processi regolatori è la chiave per un uso più integrato delle opzioni terapeutiche disponibili. Istituzioni ed enti regolatori continentali possono favorire l’integrazione della radioterapia nella valutazione e quindi nello sviluppo dei farmaci, sostenendo evidenze scientifiche dedicate e aggiornamenti tempestivi di schede tecniche e piani terapeutici.


Formare la nuova generazione di radio-oncologi

In Italia la radioterapia vive una crisi di attrattività senza precedenti. Nel 2025, a fronte di 139 posti nelle scuole di specializzazione, si sono iscritti appena 42 specializzandiSe la tendenza non si inverte, il Servizio Sanitario Nazionale rischia di non garantire cure radioterapiche adeguate nell’arco di poco più di un decennio, proprio mentre le diagnosi di malattie neoplastiche e il fabbisogno clinico continuano ad aumentare. Questa minaccia richiede un impegno su più fronti: corsi obbligatori di radioterapia oncologica nelle lauree in Medicina e Chirurgia, con un numero di crediti formativi adeguati; master dedicati non solo ai radio-oncologi, ma anche a tecnici e fisici medici; borse di studio per gli specializzandi; campagne di sensibilizzazione che valorizzino il ruolo strategico della disciplina.

Radioterapia nelle reti oncologiche: governance e indicatori condivisi

L’oncologia è sempre più complessa sul piano clinico e organizzativo, e richiede strumenti condivisi a sostegno della programmazione sanitaria. La radioterapia ha assunto un ruolo crescente grazie all’innovazione tecnologica, ma permangono differenze territoriali rilevanti nell’accesso e nell’utilizzo dei trattamenti. L’introduzione di indicatori specifici per la radioterapia, da parte dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Age.Na.S.) consentirà una valutazione più completa dei percorsi oncologici: appropriatezza clinica, distribuzione territoriale dei trattamenti, qualità della vita, tollerabilità ed esiti funzionali. Strumenti che rafforzeranno la governance sanitaria, aumentando trasparenza e omogeneità territoriale e promuovendo cure oncologiche più eque e di qualità crescente.

“Gli Stati Generali sono ormai un tavolo autorevole e riconosciuto, che riunisce Istituzioni, comunità scientifica, professionisti e Associazioni dei pazienti attorno a un obiettivo comune: rafforzare il ruolo della radio-oncologia nei percorsi di cura e garantire un accesso più equo a questi trattamenti”, dichiara Stefano Pergolizzi, Presidente AIRO. “Questa sfida richiede un approccio sinergico: integrazione tra radioterapia e farmaci innovativi già nello sviluppo regolatorio a livello europeo, rilancio della formazione, indicatori Age.Na.S. per la governance delle terapie a livello regionale. Come AIRO, continueremo a stimolare il dialogo con le Istituzioni nell’interesse dei pazienti”.


[1] M. Krengli, A. Ciabattoni, L. Tagliaferri, S. Pergolizzi, 16° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, 12. La radioterapia in Italia: situazione attuale e problematiche, maggio 2024, https://osservatorio.favo.it/sedicesimo-rapporto/indice/

[2] Il Piano europeo SAMIRA (Strategic Agenda for Medical Ionising Radiation Applications), adottato nel febbraio 2021 nell’ambito dell’European Beating Cancer Plan, rappresenta una delle principali iniziative strategiche dell’Unione Europea per promuovere un utilizzo sicuro, efficace e di alta qualità delle tecnologie nucleari e radiologiche in medicina, con particolare attenzione alla diagnosi e al trattamento dei tumori.

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