Martedì 19 maggio 2026 si celebra la “Giornata Mondiale del Medico di Famiglia”, oggi chiamato “medico del ruolo unico di assistenza primaria”, che rappresenta la prima porta di accesso al Servizio Sanitario Nazionale ed è responsabile della salute globale del paziente. Il medico di assistenza primaria cura le malattie acute e croniche, prescrive farmaci ed esami, emette certificazioni, effettua visite domiciliari e indirizza verso visite specialistiche nei casi in cui è necessario un approfondimento.
I compiti principali del medico di base sono, quindi, effettuare:
– attività clinica attraverso visite ambulatoriali (previo appuntamento o libero accesso) e visite domiciliari, solitamente su richiesta entro le ore 10 del mattino;
– prescrizioni di farmaci, esami del sangue, visite specialistiche, radiografie e altri esami diagnostici nonché eventuali richieste di ricovero;
– certificazioni di malattia per l’INPS, di riammissione scolastica e di idoneità sportiva non agonistica, etc.
Il medico di assistenza primaria svolge, inoltre, una azione di prevenzione primaria, effettuando le vaccinazioni previste per la coorte dei propri assistiti (ad es. vaccinazioni antinfluenzali/anti-pneumococcica), secondaria e terziaria promuovendo l’adesione ai programmi di screening e occupandosi direttamente dei pazienti affetti da malattie croniche, come il diabete, lo scompenso cardiaco, l’ipertensione arteriosa etc, in alcuni casi in gestione integrata con gli specialisti attraverso percorsi consolidati (PDTA – Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali). Il medico, infine, provvede ad aggiornare la cartella clinica del paziente.
Nell’immediato futuro verranno implementate le Aggregazioni Funzionali territoriali (AFT) con obiettivi di salute e di attività indicati dall’Azienda Unità Sanitaria Locale nell’ambito della programmazione regionale, coerenti con gli obiettivi prioritari di politica sanitaria nazionale tra cui: Piano Nazionale della Prevenzione, Piano Nazionale della Cronicità, Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, accesso improprio al Pronto Soccorso e governo delle liste di attesa.
Le AFT, che saranno aggregazioni mono-professionali con un bacino di utenza non superiore a 30.000 assistiti, salvo necessità specifiche, e includeranno tutti i medici di assistenza primaria operanti nella Regione, avranno il compito di garantire la continuità dell’assistenza per l’intero arco della giornata 7 giorni su 7, anche mediante l’attività di assistenza domiciliare e nelle strutture residenziali e semiresidenziali. Nell’Azienda USL di Ferrara, secondo la proposta che è stata presentata e deliberata dalla Regione, sono attualmente previste 11 AFT.