Si punta su modalità condivise per uniformare la gestione del follow up post intervento chirurgico delle pazienti con carcinoma mammario dimesse dagli ospedali pubblici e del privato convenzionato della provincia di Bergamo.
Bergamo, lunedì 18 maggio 2026 – Una sala gremita, con la partecipazione di diverse centinaia di Medici di Assistenza Primaria, specialisti ospedalieri e professionisti sanitari del territorio, ha caratterizzato il convegno annuale del Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico (DIPO) dedicato al tema “Dal trattamento alla sorveglianza: il follow up del carcinoma mammario tra ospedale e territorio”, svoltosi sabato 16 maggio all’Auditorium “Lucio Parenzan” dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il DIPO è la rete oncologica interaziendale provinciale composta da ATS Bergamo, dalle tre ASST del territorio – ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est ed ASST Bergamo Ovest – congiuntamente con gli enti del privato accreditato, le organizzazioni di volontariato e i rappresentanti della medicina generale.
L’iniziativa, organizzata congiuntamente da ATS Bergamo e ASST Papa Giovanni XXIII, ha rappresentato un importante momento di confronto sul modello provinciale di presa in carico delle donne operate di tumore alla mammella e sul percorso che il DIPO sta promuovendo su tutto il territorio bergamasco per garantire una sorveglianza integrata, appropriata e sostenibile delle pazienti a basso rischio di recidiva, attraverso una stretta collaborazione tra specialisti ospedalieri e Medici di Assistenza Primaria. Un modello orientato a rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, valorizzando il ruolo delle Cure Primarie nella continuità assistenziale e assicurando, al tempo stesso, percorsi rapidi di rientro negli ambulatori specialistici in caso di necessità clinica.
Altissima la partecipazione alla giornata, con i posti a sedere dell’Auditorium “L. Parenzan” praticamente tutti occupati. Un risultato raggiunto anche grazie al lavoro del Centro Studi per la Formazione dei Medici delle Cure Primarie. Si tratta di un organismo — con sede presso l’ATS cui partecipano tutte le ASST — che seleziona gli eventi formativi proposti sul territorio. Quest’anno il Centro Studi ha individuato proprio questo come primo progetto, rendendolo obbligatorio per tutti i medici di assistenza primaria della provincia, grazie al lavoro di accreditamento scientifico svolto dall’ASST Papa Giovanni XXIII.
Durante il convegno sono stati approfonditi i temi legati alle linee guida del follow up nel carcinoma mammario, al ruolo dell’imaging, alla gestione del rischio eredo-familiare e agli aspetti della qualità della vita dopo le cure oncologiche. In conclusione del Convegno si è tenuta una tavola rotonda tra oncologi e Medici di Assistenza Primaria, che ha affrontato i temi dell’aderenza terapeutica, della salute dell’osso, della fertilità e della gestione del periodo che precede la menopausa. I vari interventi hanno fatto emergere la volontà condivisa di rendere la rete sempre più strutturata e coordinata.
Il convegno ha ribadito il ruolo strategico del DIPO nel coordinare le attività oncologiche provinciali, favorendo la collaborazione tra le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate e le Cure Primarie, nell’ottica di una presa in carico sempre più vicina ai bisogni delle pazienti e orientata alla qualità della vita. Al confronto hanno partecipato oncologi e professionisti dei centri ospedalieri pubblici e privati accreditati della provincia che trattano il tumore al seno: ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est, ASST Bergamo Ovest, Humanitas Gavazzeni, Casa di Cura San Francesco, Policlinico San Pietro e Istituti Ospedalieri Bergamaschi.
DICHIARAZIONI:
Alberto Zambelli, Direttore del DIPO: «L’appuntamento annuale del DIPO è stato una tappa importante nel percorso di coordinamento della rete oncologica provinciale. Intendiamo proseguire nella promozione della collaborazione tra Ospedali e Cure Primarie, nella costruzione di percorsi condivisi e di migliori pratiche assistenziali, per garantire cure appropriate, continuità assistenziale e una sorveglianza oncologica tempestiva e efficace. Ogni anno si registrano circa 900 donne con nuove diagnosi di tumore al seno in provincia».
Francesco Locati, Direttore generale ASST Papa Giovanni XXIII: «Il percorso promosso in collaborazione con ATS rappresenta un esempio concreto di come la rete oncologica provinciale possa tradursi in un miglioramento reale della qualità delle cure e della qualità di vita delle pazienti. Accompagnare le persone anche dopo la fase acuta della malattia significa garantire continuità assistenziale, appropriatezza clinica e attenzione ai bisogni che emergono nel rientro alla quotidianità. Quello che ci segnalano molti professionisti sanitari, in ospedale e sul territorio, è la necessità di modelli condivisi e sempre più coordinati di presa in carico, capaci di assicurare percorsi chiari, tempestivi e personalizzati. Anche attraverso il DIPO continueremo a sostenere il lavoro multidisciplinare e la collaborazione tra specialisti ospedalieri e Medici di Assistenza Primaria, con l’obiettivo di offrire ai pazienti oncologici cure sempre più appropriate, vicine e attente alla persona. È stata l’occasione anche per ascoltare chi ha contribuito sul nostro territorio alla nascita della rete oncologica e mi riferisco al prof. Labianca, al prof. Barni e al prof. Nastasi che ho conosciuto personalmente e apprezzato per il lavoro svolto».
Simonetta Cesa, Direttore Sociosanitario e ad interim Cure Primarie ASST Papa Giovanni XXIII: «Il follow up delle pazienti operate per carcinoma mammario richiede un’integrazione sempre più stretta tra ospedale e territorio, affinché la presa in carico possa proseguire in modo continuativo anche dopo la conclusione delle cure ospedaliere. In questo percorso il ruolo dei Medici di Assistenza Primaria è strategico: la collaborazione con gli specialisti consente di accompagnare la persona nel tempo, vicino al proprio contesto di vita, assicurando sorveglianza clinica appropriata, attenzione ai bisogni emergenti e tempestività nell’eventuale rientro nei percorsi specialistici. Il lavoro sviluppato all’interno del DIPO rafforza un modello di rete provinciale fondato sulla continuità assistenziale, sulla condivisione delle competenze e sull’integrazione concreta tra tutti i professionisti coinvolti. È necessario ricordare il ruolo centrale dei medici del territorio nei temi di prevenzione, tanto che abbiamo confermato anche per questo anno l’obiettivo di governo clinico sulla chiamata attiva agli screening oncologici».
Massimo Giupponi, Direttore generale ATS Bergamo: «La governance di ATS Bergamo sui Dipartimenti Interaziendali ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo di modelli di assistenza più efficienti e centrati sulle esigenze delle persone. Intendiamo costruire e consolidare, assieme, percorsi che si spingano oltre i confini dello specifico ambito clinico e supportino trasversalmente la continuità delle cure. Questo significa accompagnare i cittadini lungo tutto il loro percorso di salute, rafforzando la presa in carico integrata, migliorando l’accessibilità ai Servizi e garantendo risposte sempre più appropriate, tempestive e di qualità, con un impatto concreto sul benessere complessivo della Comunità. Questo incontro rappresenta un importante momento di condivisione di questo spirito, e l’ampia partecipazione dei professionisti ci conferma l’importanza di proseguire su questa strada. Il mio augurio e impegno è che il lavoro del DIPO possa continuare a svilupparsi e consolidarsi sempre più come modello di riferimento per l’intero territorio. In questo evento, organizzato dall’ASST Papa Giovanni XXIII, abbiamo voluto inserire una sessione dedicata alla valorizzazione del percorso che ci ha condotti ad oggi, frutto dell’impegno e della lungimiranza dei Professori Labianca, Barni e Nastasi, promotori della Rete oncologica bergamasca. Ringrazio il Professor Zambelli di aver accettato l’incarico di Direttore del DIPO, cui auguro di gestirlo con la competenza che lo contraddistingue, affinché il lavoro di Rete prosegua con impegno, dedizione e visione condivisa, a servizio della Salute dei cittadini del nostro territorio».