Il recente fatto di cronaca richiama l’urgenza di formazione e consapevolezza
Milano, 18.05.2026 Il recente episodio di cronaca del ragazzo deceduto dopo avere mangiato un gelato riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema delle allergie alimentari, dell’anafilassi e della necessità di una informazione scientificamente corretta.
La SIAP evidenzia come casi di questo tipo debbano rappresentare un momento di riflessione collettiva sull’importanza della prevenzione, della diagnosi corretta e della formazione di tutti gli operatori che possono trovarsi a gestire un’emergenza allergologica: personale scolastico, ristoratori, addetti alla ristorazione collettiva, educatori, allenatori e caregiver.
“L’anafilassi è una emergenza medica tempo-dipendente che richiede il riconoscimento immediato dei sintomi e un intervento rapido e appropriato”, dichiara il Prof. Gian Luigi Marseglia, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Pavia e Presidente SIAIP. Come società scientifica siamo impegnati da anni non soltanto nella formazione dei pediatri e degli specialisti, ma anche nella sensibilizzazione, di tutte quelle figure che, nella quotidianità, possono essere chiamate a intervenire per prime davanti a una reazione allergica grave. In particolare, la SIAIP sta lavorando attivamente a livello nazionale per promuovere la cultura delle allergie alimentari con tutte le istituzioni scolastiche e con gli enti che si occupano di ristorazione e distribuzione alimentare. La preparazione e la tempestività può fare la differenza tra la vita e la morte dei nostri bambini allergici e noi abbiamo l’obbligo di garantire una migliore qualità di vita ai bambini con allergia alimentare e alle loro famiglie”.
È fondamentale Sapere riconoscere precocemente i sintomi, attivare immediatamente i soccorsi e utilizzare correttamente l’adrenalina autoiniettabile quando prescritta sono competenze che devono diventare patrimonio condiviso anche al di fuori degli ospedali. La prevenzione passa attraverso la formazione e attraverso una comunicazione scientificamente corretta”.
Le più recenti linee guida internazionali della World Allergy Organization (WAO) e della European Academy of Allergy and Clinical Immunology EAACI confermano che l’adrenalina intramuscolare rappresenta il trattamento di prima linea dell’anafilassi e che il ritardo nella sua somministrazione aumenta significativamente il rischio di esiti fatali.
“L’ anafilassi è una reazione allergica sistemica grave, che può evolvere molto rapidamente, talvolta nel giro di pochi minuti, e può causare la morte”, spiega il Prof. Pasquale Comberiati, Professore Associato di Pediatria all’ Università di Pisa e responsabile della Commissione Anafilassi SIAIP. “I sintomi compaiono solitamente entro pochi minuti (fino a 2 ore) dall’assunzione dell’alimento scatenante e possono comprendere difficoltà respiratoria, tosse secca persistente, edema della glottide, stridore, respiro sibilante, broncospasmo, calo della pressione arteriosa, perdita di coscienza, fino all’arresto respiratorio e cardiocircolatorio. I sintomi cutanei, come orticaria e angioedema, e quelli gastrointestinali, come vomito e dolore addominale, che solitamente precedono quelli respiratori e/o cardiocircolatori, possono però anche mancare. Per questo motivo il fattore tempo è determinante: il riconoscimento precoce dei sintomi e dei segni clinici e la somministrazione tempestiva di adrenalina per via intramuscolo sono gli strumenti più efficaci per salvare la vita del paziente. È altrettanto importante che le persone allergiche e le loro famiglie siano adeguatamente educate nella gestione del rischio, ma anche che chi lavora nei contesti di ristorazione o nelle comunità scolastiche comprenda la gravità potenziale delle allergie alimentari, non sottovaluti mai una dichiarazione di allergia, e sia formata al riconoscimento e alla gestione dell’anafilassi”.
Secondo il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), le allergie alimentari rappresentano la principale causa di anafilassi tra bambini e adolescenti. In Italia, nelle ultime due decadi c’è stato un aumento delle allergie alimentari e degli accessi in Pronto Soccorso per anafilassi da allergie alimentari nei bambini.
“Sul fronte della comunicazione pubblica è fondamentale utilizzare una terminologia scientificamente corretta quando si affrontano temi così delicati. Afferma Mario Picozza, Presidente di Federasma e Allergie ODV. Purtroppo, diversi media hanno riportato erroneamente l’espressione ‘allergia al lattosio’, contribuendo a generare confusione tra allergie alimentari e intolleranze. Il lattosio può causare una intolleranza, ma non provoca anafilassi. Sono invece le allergie alle proteine del latte e ai suoi derivati a poter determinare reazioni gravi e potenzialmente fatali. Fare informazione corretta significa anche aiutare cittadini e pazienti a comprendere il reale significato del rischio allergologico”.
Un’informazione scientificamente accurata è parte integrante della prevenzione e della tutela della salute pubblica: utilizzare termini impropri in ambito medico non rappresenta soltanto un errore lessicale, ma rischia di alimentare disinformazione e compromettere la corretta percezione del rischio allergologico.