Apprendiamo con grande preoccupazione del nuovo progetto di riforma della Medicina Generale presentato dal Ministro Orazio Schillaci nella Conferenza delle Regioni. Il tutto senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni che rappresentano i Medici di Medicina Generale. Una intera categoria di lavoratori, quotidianamente in trincea per difendere e sostenere il Servizio Sanitario Nazionale, rischia di veder smantellato tutto quanto è stato costruito in anni di impegno e dedizione per fornire la migliore assistenza possibile ai cittadini.
Quello che in tutto il mondo è sempre stato visto come uno dei migliori sistemi sanitari, grazie anche e soprattutto alla capillare e costante vicinanza ai cittadini del Medico di Famiglia, rischia ora di venire compromesso.
Stravolgere il modello della autonoma organizzazione del Medico di Medicina Generale, con la sua figura libero professionale, porterà all’abbandono della professione da parte di molti medici e non avrà più alcuna attrattività per le nuove generazioni. I giovani medici guaderanno altrove.
Il modello delle Case della Comunità, tanto caro al governo, può assolutamente integrarsi con l’attuale modello organizzativo della Medicina Generale basato sul Accordo Collettivo Nazionale e sugli Accordi Integrativi Regionali. La Liguria è esempio di questo. Una Regione che ha saputo realizzare il modello previsto dal PNRR con l’apertura di 30 Case della Comunità dove sono attivi tutti gli ambulatori gestiti dai Medici di Medicina Generale a Ruolo Unico, sulla base del Accordo Integrativo Regionale firmato nel 2025.
In questi mesi è stato svolto un grande lavoro rivolto alla promozione del modello delle Case della Comunità senza però privare il territorio della costante e capillare presenza del Medico di Medicina Generale.
È veramente triste constatare come invece di premiare e potenziare gli sforzi fatti per promuovere il modello del PNRR con le poche risorse umane disponibili, si punti a distruggere tutto quanto, senza alcun dialogo e confronto.
I Medici di Medicina Generale, che amano chiamarsi Medici di Famiglia, esprimono preoccupazione per i pazienti e per come questa ipotesi di riforma porterà ad un peggioramento della qualità della loro assistenza. Il prezioso rapporto fiduciario individuale del medico col proprio paziente andrà irrimediabilmente perduto. Non ci sarà più il Medico di famiglia che in sala d’attesa chiama il signor Mario e la signora Pina, ma si passerà al modello del signor numero 22 e della signora numero 35. I pazienti diventeranno numeri.
La Medicina Generale è pronta al cambiamento e non ha paura di affrontarlo. Ma questo deve avvenire attraverso l’ascolto e il coinvolgimento di chi lavora quotidianamente sul territorio e ne conosce le problematiche e la complessità.
Chiediamo a gran voce e con urgenza di poter incontrare il Ministro Schillaci e avviare un dialogo finora assente.
Dottor Andrea Carraro – Segretario FIMMG Liguria