mercoledì, 22 Aprile 2026

La celiachia è donna: 70% delle diagnosi riguarda le donne, ma circa 280mila convivono con la malattia senza saperlo

Sintomi atipici come anemia, infertilità, abortività spontanea o osteoporosi, possono nascondere una celiachia non diagnosticata. 

Valmarana (AIC): “In Italia due celiaci su tre sono donne, ma la malattia spesso resta nascosta o attribuita ad altre condizioni: fondamentali informazione e diagnosi precoce”

Hai mai pensato di poter essere celiaca? In Italia il 70% delle persone con diagnosi di celiachia sono donne e molte altre, non ancora diagnosticate, convivono con la malattia senza saperlo. In occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna del 22 aprile, AIC – Associazione Italiana promuove una corretta informazione su una malattia che colpisce prevalentemente la popolazione femminile e può manifestarsi con sintomi comuni ad altre patologie: sterilità, aborti spontanei, anemia o osteoporosi possono essere tutti segnali di una celiachia non diagnosticata. 

Secondo i dati del Ministero della Salute (Relazione annuale al Parlamento 2024), in Italia sono 279.512 le persone con diagnosi di celiachia, di cui 194.274 sono donne (70%) e 85.238 uomini (30%), con un rapporto maschi:femmine di 1:2, a conferma della netta prevalenza femminile su tutto il territorio nazionale. La celiachia colpisce oltre l’1% della popolazione italiana: si stima che le persone celiache siano oltre 600 mila, oltre 300 mila ancora non diagnosticate, circa 280 mila delle quali donne, che convivono con la malattia senza saperlo.

Chiamata “camaleonte” per la varietà dei suoi sintomi, la celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Può comparire a qualsiasi età e nelle donne celiache non diagnosticate spesso si manifesta in modi atipici: problemi al sistema riproduttivo (sterilità, endometriosi, ciclo irregolare, menopausa precoce), anemia o osteoporosi.

Anche la gravidanza può essere esposta a rischi come aborti spontanei, ritardo di crescita intrauterino, basso peso alla nascita o prematurità, malassorbimento di nutrienti essenziali come ferro e acido folico, con conseguenze anche gravi in assenza di una diagnosi tempestiva. 

Circa un caso su due di celiachia si presenta con anemia, dovuta al malassorbimento di ferro e all’infiammazione intestinale, e più di frequente nelle donne a causa del ciclo mestruale. Una condizione che può protrarsi a lungo in assenza di una diagnosi precoce: “ero molto magra e avevo un’anemia persistente” spiega Lucia, “nonostante fossi in cura da un anno e mezzo con una dietista, ero molto debilitata, continuavo a perdere peso e tutti mi dicevano che non mangiavo abbastanza. Solo dopo esami più approfonditi, su consiglio della pediatra di mia figlia, è arrivata la diagnosi di celiachia e per me è stato come rinascere”.

L’osteoporosi, a cui le donne sono più soggette a causa delle variazioni ormonali durante la menopausa, spesso è associata alla celiachia. Nelle pazienti non trattate, il malassorbimento di calcio e vitamina D può causare fratture precoci. Come è successo ad Annalisa che a 36 anni ha ricevuto la diagnosi di celiachia in seguito a una frattura al piede che faticava a guarire: “prima ho scoperto di avere l’osteoporosi, insolita per la mia età, e poi altri accertamenti hanno confermato la celiachia. I disturbi persistenti e apparentemente scollegati di cui soffrivo da anni, gastrite cronica, forti mal di testa, anemia, difficoltà a ingrassare, malesseri continui, problemi agli occhi e infertilità, hanno subito trovato una spiegazione”.

“La celiachia è una malattia che colpisce soprattutto le donne, due persone su tre, con il 70% delle diagnosi, ma troppo spesso resta nascosta dietro sintomi che vengono sottovalutati o attribuiti ad altre condizioni” afferma Marco Silano, Coordinatore del Board del Comitato Scientifico AIC Anemia persistente, infertilità, osteoporosi o disturbi del ciclo mestruale possono essere segnali di una celiachia non diagnosticata. Aumentare la consapevolezza tra i professionisti della salute è fondamentale per una diagnosi precoce e permettere alle pazienti di iniziare la dieta senza glutine, l’unica terapia oggi disponibile che aiuta a prevenire complicanze e favorire la remissione dei sintomi migliorando la qualità della loro vita”.

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