giovedì, 16 Aprile 2026

IZS Venezie. Precisazioni su caso di trasmissione del Covert Mortality Nodavirus da organismi acquatici all’uomo in Cina

Legnaro (Padova) – Secondo uno studio scientifico recentemente pubblicato su Nature Microbiology, un virus marino rilevato in Cina avrebbe causato lesioni oculari nell’uomo. Se confermata, sarebbe la prima descrizione di un virus patogeno per gli organismi marini (intesi come pesci e crostacei) in grado di effettuare il salto di specie verso i mammiferi.

La notizia è stata ripresa nei giorni scorsi anche da alcune testate nazionali, suscitando interesse e qualche domanda su eventuali rischi presenti nei nostri mari. Il virus in questione si chiama Covert Mortality Nodavirus (CMNV) ed è stato descritto per la prima volta dai ricercatori cinesi nel 2014 associato a malattia in allevamenti di gamberi marini in Cina. Successivamente la presenza di questo virus è stata segnalata, sempre dallo stesso team di ricerca, anche in alcune specie di pesci sia allevati che selvatici nell’Est Asiatico.

Il passaggio all’uomo, secondo gli autori, sarebbe avvenuto probabilmente attraverso la manipolazione senza protezioni di gamberi infetti (attraverso le ferite che i gusci di questi animali possono causare), oppure tramite il consumo di gamberi e pesci crudi. Le persone più a rischio di sviluppare l’infezione sarebbero le persone anziane o immunodepresse dopo ripetute esposizioni al virus, le quali manifesterebbero una grave ipertensione oculare con conseguenti danni alla vista. Lo studio, come gli stessi autori dichiarano, necessita di ulteriori conferme visto il numero ridotto di casi analizzati.

Va chiarito che i Nodavirus sono una famiglia di virus molto ampia che può infettare pesci, crostacei e anche insetti. Per quanto riguarda il caso specifico del CMNV, questo virus non è mai stato descritto in Europa e anche la sua diffusione nei paesi extra-asiatici è ancora poco documentata così come il suo reale potenziale zoonosico.

“Considerata la rilevanza per la salute pubblica di un eventuale salto di specie da parte di un virus marino all’uomo, le informazioni riportate nello studio pubblicato non sono supportate da dati sufficientemente robusti ad avvalorare le conclusioni proposte” dichiara la dott.ssa Anna Toffan, veterinaria virologa e responsabile del Laboratorio di referenza WOAH per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci marini presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe).

Attenzione a non associare questo virus ai Betanodavirus, molto diffusi in ambiente marino a livello globale, incluso il Mar Mediterraneo. Questi “parenti” del virus CMNV causano una malattia nei pesci sia allevati che selvatici chiamata encefalo-retinopatia virale (in inglese Viral Nervous Necrosis – VNN).

“Da anni all’IZSVe studiamo e monitoriamo questi virus – continua Anna Toffan – in quanto laboratorio di referenza per l’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (WOAH) per questa malattia. Alla luce delle conoscenze attuali i Betanodavirus non possono infettare l’uomo in quanto non sono in grado di moltiplicarsi alle temperature corporee tipiche dei mammiferi. Inoltre, il sistema dei controlli sanitari a livello nazionale è in grado di garantire la salubrità dei prodotti ittici e la sicurezza dei consumatori. Allo stato attuale, quindi, non si configura alcun rischio reale in Italia associato al consumo di pesce e crostacei in relazione al CMNV”.

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