giovedì, 22 Ottobre 2026

Medicina generale, in oltre metà delle regioni più partecipanti che borse. Biancalani (FIMMG): “Diamo certezze ai giovani”

Roma, 22 ottobre 2026 – In più della metà delle regioni italiane i partecipanti al concorso per la formazione specifica in medicina generale superano il numero delle borse disponibili. È quanto emerge dai dati sulla partecipazione al concorso per il triennio 2026–2029, che richiedono risposte concrete per valorizzare l’interesse dei giovani e impedire che le opportunità formative vadano perdute.

Tra le regioni che vedono il maggior numero di partecipanti in relazione alle borse disponibili la Campania, dove hanno partecipato 410 candidati per 240 borse, con un’eccedenza di 170 partecipanti. Nel Lazio i partecipanti sono stati 313 per 200 borse, in Emilia-Romagna 296 per 185. In Puglia 233 partecipanti per 147 borse, Sicilia con 265 partecipanti per 184 borse e Veneto con 220 partecipanti per 191 borse. Un numero di partecipanti superiore alle disponibilità si registra anche in Calabria, Sardegna, Molise, Abruzzo, Umbria e Friuli-Venezia Giulia.

«Questi numeri confermano che l’interesse verso la medicina generale esiste e va sostenuto con scelte precise. Il punto è trasformarlo in un percorso formativo e professionale concreto, attrattivo e duraturo», dice Niccolò Biancalani, Segretario Generale Nazionale della FIMMG. «L’aumento delle candidature registrato nei mesi scorsi era e rimane un segnale importante, ma occorre che le Istituzioni lo accompagnino con interventi capaci di dare certezze ai giovani».

Per la FIMMG, i dati vanno letti senza trionfalismi e senza allarmismi. «Occorre migliorare il trattamento economico del percorso formativo, rafforzarne la componente professionalizzante e offrire prospettive chiare sul futuro della professione», prosegue Biancalani. «Servono investimenti nell’organizzazione degli studi, una maggiore valorizzazione professionale e condizioni di lavoro sostenibili. È così che possiamo rendere la medicina generale una scelta nella quale i giovani possano riconoscersi e investire».

Il segretario generale richiama anche alla responsabilità del confronto sindacale: «La dialettica è legittima, anche quando le posizioni sono differenti. Ma alimentare un clima permanente di contrapposizione e sfiducia, descrivendo ai giovani una professione senza prospettive, non aiuta né i colleghi né il Servizio sanitario nazionale. Conosciamo i problemi della medicina generale e il nostro compito è affrontarli e costruire un futuro professionale migliore, attraverso proposte, confronto e risultati concreti».

Alla luce dei dati, la FIMMG torna infine a chiedere con forza un meccanismo di compensazione tra le Regioni, che permetta ai candidati idonei disponibili a spostarsi di accedere alle borse eventualmente rimaste non assegnate in altri territori. «Dobbiamo mettere in relazione le opportunità formative disponibili e la disponibilità dei giovani medici alla mobilità», conclude Biancalani. «Occorre consentire a chi è idoneo ed è pronto a trasferirsi di utilizzare una borsa che altrimenti rischierebbe di andare perduta. Ogni borsa recuperata è una possibilità in più di formare un medico di famiglia e rafforzare l’assistenza ai cittadini. Non possiamo permetterci di sprecarla».

Notiziario

Archivio Notizie