Ravenna, 20 ottobre 2026 – Proseguono le attività di promozione della salute e del benessere attraverso le Arti, organizzate dalla UOC Dipendenze Patologiche di Ravenna. Mercoledì 21 ottobre alle ore 15.30, alla Galleria espositiva della Biblioteca Casa di Oriani a Ravenna (via Corrado Ricci 26), sarà inaugurata la mostra “Corpo Cuore Abbraccio” e un ciclo di tre incontri culturali aperti alla cittadinanza alla Sala Conferenze Spadolini della Biblioteca.
Il progetto Pro.Cur.ART 2026 è un progetto regionale che, attraverso l’arte, promuove gruppi benessere a sostegno di sani stili di vita, i cui partecipanti hanno potuto esplorare nuove possibilità creative e spazi di socializzazione. La società contemporanea è caratterizzata da ritmi frenetici, doveri familiari e lavorativi, ruoli sociali da rivestire e mantenere, obiettivi da raggiungere senza limiti, che spesso osteggiano tutto il tempo di vita esaurendo energie fisiche e spazi mentali distensivi e rigeneranti. Perseguire la “performance”, “essere produttivi” a tutti i costi non lascia spazio al pensiero creativo e a quell’area di “gioco” in cui depositare le fatiche e ritrovare leggerezza, nutrimento e amore di sé. E anche quel breve momento di “quiete”, a volte, diventa senso di “vuoto” incolmabile, da anestetizzare, non più abituati al tempo del silenzio, della solitudine produttiva, del riposo e della riflessività.
Questi meccanismi sono strettamente collegati ai disturbi di uso delle sostanze e ben noti agli operatori del Servizio delle Dipendenze Patologiche. Il consumo di sostanze psicoattive, dall’alcol alla cocaina, si insinua subdolamente nella vita delle persone come falso rimedio temporaneo, spesso connotato da normalizzazione, abitudini sociali e ricreative. Rigidi automatismi routinari da sostenere, sofferenze soffocate dalla mancanza di ascolto di sé e dei propri bisogni, perdita profonda di senso, maschere da indossare, a cui si aggiungono condizioni di solitudine se non di isolamento, rischiano di indurre comportamenti di addiction.
Il cuore del progetto è proprio questo: riscoprire il proprio tempo, la propria creatività come strumento essenziale per la salute e il benessere e promuovere l’idea che i laboratori artistici e culturali non siano un semplice passatempo, oppure solo possibilità per i talentuosi, ma possano diventare veri e propri presidi di salute psicofisica accessibili alla cittadinanza, di prevenzione, sensibilizzazione e cura in relazione ai meccanismi distruttivi sopra descritti. L’OMS ha pubblicato un documento di ricerca sulle evidenze del ruolo delle arti in ambito preventivo e curativo, tradotte in Italia nel 2019, a cui è seguita nel 2024 la pubblicazione in italiano sul modello della Prescrizione Sociale, di cui recentemente (2026) è stato approvato in Italia un protocollo di intesa tra Ministero della Salute e Ministero della Cultura per l’integrazione del welfare culturale nel SSN, spirito innovativo abbracciato dal progetto Pro.Cur.Art esteso in questa prima edizione a un pubblico adulto; medesimo spirito e cornice teorica che il SerD di Ravenna promuove da anni con il progetto CreaLab rivolto agli adolescenti.
Nei laboratori si è voluto dare valore a tre narrazioni: “Corpo, Cuore e Abbraccio”. Il Corpo è la nostra stessa identità e soggettività ma si presta spesso a essere trattato da noi stessi come “oggetto” da usare per essere efficienti, da esibire per piacere o “attaccato” dall’uso di sostanze psicoattive o comportamenti non salutari. Il Cuore non è solo un organo ma è il luogo della nostra sensibilità, delle nostre emozioni, che le sostanze modificano chimicamente, ed è anche quello dell’ascolto e del piacere intimo che l’atto creativo riesce a nutrire riducendo lo stress e l’ansia quotidiana. L’Abbraccio: non c’è cura che non passi dall’abbraccio di noi stessi e dell’Altro, quello di un amico, un partner, un pari, un curante. È la dimensione collettiva della cura, un gesto di condivisione che crea legami, contrasta la solitudine e ci unisce come persone in comunità.
Il ciclo di incontri culturali, che si terranno alla Sala conferenze Spadolini della Biblioteca Oriani, intende promuovere un breve percorso di linguaggi convergenti – filosofia, medicina integrata, tossicologia e psicologia – per sviluppare pensiero critico e condivisione di saperi riguardo al nostro essere nel mondo.
Il 21 ottobre, alle ore 17.30, il filosofo Paolo Taroni dialogherà su “Tempo e Corpo: il Corpo che ho, il Corpo che sono”; il 26 ottobre, alle ore 17.30, il professor Angelo Matteucci, medico agopuntore della Fondazione Flaminia, porterà una visione integrata della medicina, in particolare la medicina cinese, con “Il Corpo che Siamo e il Taoismo”; il 28 ottobre, alle ore 17.30, il dottor Angelo Gazzilli, psicologo psicoterapeuta, insieme al dottor Daniele Innocenti, medico tossicologo, professionisti del SerD, entreranno nello specifico delle dipendenze presentando una visione medica e psicologica con l’intervento “Danno d’Organo e di Emozioni”.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Cooperativa LibrAzione di Ravenna. Il laboratorio di musica si è svolto allo Studio di registrazione 73 condotto dal maestro Marco Rosetti, il laboratorio di arte ha incontrato la disponibilità degli spazi dell’Associazione Marte di Ravenna, facilitato da Margherita Tedaldi, pittrice e atelierista, e il workshop di video arte è a cura del regista Daniele Pezzi, nella Sala riunioni del SerD di Ravenna.
Coordinamento del progetto: SerD di Ravenna, direttrice dottoressa Manuela Ricci. Équipe: dottoressa Sabrina Drei, psicologa; dottoressa Vania Baravelli, educatrice professionale; dottoressa Francesca Dondi, educatrice professionale; dottoressa Elisa Gnani, assistente sociale; dottor Angelo Gazzilli, psicologo.