giovedì, 15 Ottobre 2026

ASL Foggia, gioco d’azzardo: tornano i talk interattivi “Fate il nostro gioco” a Cagnano Varano e San Severo

Talk interattivi per studenti ed enti del terzo settore: il 15 e 16 ottobre 2026 a Cagnano Varano e San Severo

FOGGIA, 14 ottobre 2026 – Matematica e psicologia per smontare le false convinzioni sul gioco d’azzardo, comprendere i meccanismi che alimentano l’illusione della vincita facile e riconoscere i rischi di una dipendenza che può compromettere salute, relazioni familiari e la qualità della vita. Ripartono gli incontri interattivi “Fate il nostro gioco”, promossi da ASL Foggia, su iniziativa del Dipartimento Dipendenze Patologiche, nell’ambito del progetto regionale finalizzato al contrasto del gioco d’azzardo patologico.

Il percorso di sensibilizzazione riprenderà il 15 e 16 ottobre 2026 con quattro appuntamenti, tra Cagnano Varano e San Severo, realizzati in collaborazione con Taxi 1729, società specializzata nella divulgazione scientifica.

L’iniziativa coinvolgerà studenti degli istituti secondari di secondo grado e volontari delle associazioni del terzo settore, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sui rischi del gioco d’azzardo e rafforzare la capacità della comunità di riconoscere e intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità.

Giovedì 15 ottobre 2026

  • Ore 9.30 – Cagnano Varano: talk con gli studenti dell’Istituto omnicomprensivo statale-musicale Nicola D’Apolito, nell’auditorium della scuola
  • Ore 18.30 – San Severo: incontro con i volontari delle associazioni del terzo settore, nella sala Fanelli del Convento Cappuccini

Venerdì 16 ottobre 2026

  • Ore 9.00 – San Severo: talk con gli studenti dell’Istituto di Istruzione Secondaria di II grado Polo Tecnologico Di Sangro Minuziano Alberti e del Liceo Scientifico e Classico Checchia-Rispoli, nell’auditorium dell’istituto Di Sangro
  • Ore 11.00 – San Severo: talk con gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico Statale Fraccacreta e del Liceo statale Enrico Pestalozzi, nella sala della biblioteca Fraccacreta

Il format

Ogni incontro avrà una durata di 90 minuti e si baserà su un format divulgativo e partecipativo, con il coinvolgimento diretto dei partecipanti attraverso simulazioni di gioco per illustrare i meccanismi matematici e psicologici che regolano l’azzardo.

L’approccio mira a favorire un apprendimento attivo per smontare le convinzioni, spesso radicate, come l’idea che una vincita sia imminente dopo una serie di perdite o che la conoscenza del gioco consenta di prevederne gli esiti.

Attraverso esempi concreti, i partecipanti saranno accompagnati nella comprensione delle probabilità di vincita, della casualità dei risultati e dei meccanismi cognitivi che possono alimentare aspettative irrealistiche. L’obiettivo è fornire strumenti utili per distinguere le percezioni soggettive dai dati reali, riconoscere le false illusioni del “vincere facile” e sviluppare un atteggiamento più consapevole e critico.

Gli interventi

Agli incontri interverranno Olmo Morandi, matematico della società Taxi 1729; Fausto Campanozzi, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche di ASL Foggia; Anna D’Andretta, dirigente psicologa e referente delle attività di prevenzione; rappresentanti dei SERD di San Severo e Cagnano Varano.

Informazione e prevenzione

“La problematica del gioco d’azzardo patologico, che riguarda anche la provincia di Foggia, richiede attenzione, informazione e interventi di prevenzione continuativi”, dichiara Fausto Campanozzi, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche di ASL Foggia. “La dipendenza – spiega – non si manifesta sempre in modo evidente: può svilupparsi progressivamente, accompagnata dalla convinzione di riuscire a recuperare le somme perse, dalla difficoltà a interrompere il gioco e dalla tendenza a nascondere il problema per vergogna. Le conseguenze – prosegue – possono estendersi oltre la dimensione economica, coinvolgendo la salute psicologica, la stabilità familiare, le relazioni sociali, il percorso scolastico e lavorativo e l’intero equilibrio della persona. Con iniziative come ‘Fate il nostro gioco’ vogliamo contribuire a costruire una comunità più consapevole, capace di riconoscere il problema senza colpevolizzare chi ne è coinvolto e offrire punti di riferimento per chi ha bisogno di aiuto”, conclude Campanozzi.

Sentinelle sul territorio

“Attraverso la partecipazione attiva degli studenti e del mondo del volontariato, è possibile promuovere una rete sul territorio con funzione di sentinella, in grado di intercettare tempestivamente le fragilità, cogliere i bisogni e indirizzare le richieste di aiuto”, spiega Anna D’Andretta, Dirigente Psicologa e referente delle attività di prevenzione. “È fondamentale creare occasioni in cui gli studenti possano fare domande, sperimentare e confrontarsi senza pregiudizi, acquisendo maggiore consapevolezza delle conseguenze che determinati comportamenti possono avere. Allo stesso tempo, il coinvolgimento delle associazioni del terzo settore consente di ampliare la rete di attenzione e prossimità, affinché nessuna situazione di disagio resti invisibile e chi ha bisogno possa trovare ascolto e orientamento”, conclude D’Andretta.

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