sabato, 10 Ottobre 2026

Biotecnologie e terapie innovative, medico di famiglia ponte tra ricerca e pazienti. Marrocco (FIMMG): “Servono nuove competenze”

Villasimius, 9 ottobre 2026 – Dalle terapie geniche ai farmaci biotecnologici, dalla diagnostica molecolare alla medicina personalizzata: l’innovazione sta cambiando profondamente il modo di prevenire, diagnosticare e curare le malattie. Una trasformazione che coinvolge anche la medicina generale, chiamata a sviluppare nuove competenze per accompagnare i pazienti in percorsi terapeutici sempre più complessi. È una delle sfide al centro della riflessione promossa dalla FIMMG in occasione dell’85° Congresso nazionale di Villasimius.

«Il medico di famiglia deve essere protagonista di questa trasformazione, non può limitarsi a osservare l’innovazione dall’esterno», sottolinea Walter Marrocco, responsabile scientifico FIMMG. «Oggi abbiamo strumenti diagnostici e terapeutici che fino a pochi anni fa sembravano impensabili, ma perché producano benefici concreti è indispensabile che entrino nei percorsi di cura. Il medico di medicina generale rappresenta il collegamento tra il progresso scientifico, gli specialisti e la vita quotidiana dei pazienti».

Anticorpi monoclonali, terapie cellulari e geniche, farmaci biologici e strumenti di farmacogenomica stanno aprendo nuove prospettive nel trattamento delle patologie croniche, rare e oncologiche. Innovazioni che richiedono una maggiore integrazione tra ospedale e territorio, soprattutto nel monitoraggio delle terapie e nella gestione degli eventuali effetti collaterali.

«Non significa trasferire negli studi dei medici di famiglia trattamenti riservati ai centri specializzati», precisa Marrocco. «Significa riconoscere precocemente i pazienti che possono beneficiarne, orientarli verso i percorsi appropriati e seguirli nel tempo. La continuità assistenziale diventa ancora più importante quando aumenta la complessità delle cure».

A sottolineare il valore della formazione è Giorgio Racagni, professore emerito di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano, che ha coordinato due volumi dedicati alle biotecnologie mediche e farmaceutiche e alle terapie avanzate, che sono stati la base per un progetto di formazione rivolto ai Medici Medicina Generale.

«I farmaci biotecnologici hanno caratteristiche profondamente diverse rispetto ai medicinali tradizionali», spiega Racagni. «Richiedono conoscenze specifiche, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e il monitoraggio degli effetti collaterali. Un aspetto rilevante è l’immunogenicità, cioè la possibilità che inducano una risposta del sistema immunitario. I medici di famiglia sono spesso tra i primi a intercettare eventuali reazioni avverse e rappresentano un presidio essenziale nella farmacovigilanza e nella continuità delle cure».

In questa prospettiva si inserisce il progetto formativo ECM promosso da Metis, con la responsabilità scientifica di Walter Marrocco e di Giorgio Racagni. Il percorso, articolato in quattro moduli di formazione a distanza, affronta medicina personalizzata, genomica, farmaci biologici e biosimilari, vaccini innovativi, terapie geniche e cellulari e diagnostica molecolare.

«La medicina personalizzata non può diventare una medicina riservata a pochi», conclude Marrocco. «Il rischio è che il progresso scientifico corra più velocemente della capacità del sistema sanitario di renderlo accessibile. Investire nelle competenze dei medici di famiglia significa favorire un utilizzo appropriato delle innovazioni, ridurre le disuguaglianze e trasformare le nuove opportunità terapeutiche in benefici concreti per i cittadini».

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