martedì, 6 Ottobre 2026

Al Longines Global Champions Tour di Roma il Carosello dell’inclusione del San Raffaele Viterbo

Venerdì 9 ottobre, alle ore 20.00 i cavalieri del Centro di Riabilitazione Equestre saranno protagonisti all’Ippodromo Militare “Gen. C.A. Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto: ragazzi con e senza disabilità insieme in campo, nella cornice che ha visto nascere il salto ostacoli moderno.

Roma, 5 ottobre 2026 – Ci sono luoghi in cui il cavallo non è soltanto sport, ma storia. E ci sono occasioni in cui entrare in campo significa raccontare qualcosa che va oltre una performance. Venerdì 9 ottobre, alle ore 20.00, il Carosello del Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele Viterbo, accompagnato dal violino live di Natalia Dudynska, sulle note di “Experience”, sarà protagonista di un’esibizione nell’ambito della tappa romana del Longines Global Champions Tour, uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’equitazione internazionale. A ospitarlo sarà l’Ippodromo Militare “Gen. C.A. Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, sede dell’8° Reggimento Lancieri di Montebello e luogo profondamente legato alla storia dell’equitazione italiana. Proprio qui, nella culla del salto ostacoli moderno, prese forma la rivoluzione di Federigo Caprilli, destinata a cambiare per sempre il modo di montare e affrontare gli ostacoli. In questa cornice il San Raffaele Viterbo porterà in campo un’altra storia costruita però proprio intorno al superamento degli ostacoli, quella di ragazzi con e senza disabilità che si allenano, crescono e affrontano insieme la stessa sfida.

Il Carosello è il risultato di un percorso che nasce molto prima dell’ingresso in arena. È fatto di allenamenti, concentrazione, fiducia reciproca, responsabilità. Di ragazzi che imparano a conoscere il proprio cavallo e, attraverso di lui, anche le proprie possibilità.

«Partecipare al Longines Global Champions Tour significa portare il nostro progetto in uno dei contesti più importanti dell’equitazione mondiale», dichiara Piergiorgio Guidorzi, Direttore Sanitario della Casa di Cura San Raffaele Viterbo. «Ma per i nostri ragazzi il valore più grande resta quello di sempre, entrare in campo insieme. Il Carosello dimostra che l’inclusione può essere qualcosa di molto concreto, costruito giorno dopo giorno attraverso l’impegno, la relazione con il cavallo e la fiducia negli altri. Quando arriva il momento dell’esibizione non ci sono categorie o differenze, c’è una squadra e c’è un obiettivo da raggiungere insieme».

Quarant’anni di riabilitazione e inclusione attraverso il cavallo

La partecipazione al Global Champions Tour arriva in un anno particolarmente significativo per il Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele Viterbo, che lo scorso 12 maggio ha celebrato 40 anni di attività. Il progetto, realizzato con il supporto tecnico dell’Associazione Sportiva Dilettantistica AREDA, fa parte della Casa di Cura San Raffaele Viterbo, struttura specializzata nella riabilitazione fisica, psichica e sensoriale di persone di diverse fasce d’età. Fin dalle sue origini, il Centro ha scelto di attribuire al cavallo un ruolo che andasse oltre la dimensione strettamente riabilitativa. Alla fine degli anni Ottanta nacque infatti un’intuizione destinata a caratterizzarne l’intera storia: aprire il maneggio anche ai giovani del territorio, creando uno spazio nel quale ragazzi con e senza disabilità potessero incontrarsi e condividere la stessa esperienza. Non un luogo separato nel quale parlare di inclusione, dunque, ma un luogo nel quale praticarla.

Il Carosello è diventato negli anni l’espressione pubblica di questa esperienza. Le figure eseguite in campo, la precisione dei movimenti e la sintonia tra cavallo e cavaliere sono il risultato visibile di un lavoro quotidiano nel quale la conquista più importante non coincide necessariamente con la perfezione tecnica, ma con la possibilità di esserci, partecipare e assumere un ruolo all’interno del gruppo. Lo stesso animale che accompagna i grandi campioni verso l’ostacolo può diventare, in un altro percorso, compagno di una conquista personale, mantenere un equilibrio, imparare un gesto, acquistare sicurezza, entrare in relazione con gli altri, sentirsi parte di una squadra. Venerdì sera, quando i ragazzi del San Raffaele Viterbo entreranno nell’arena di Tor di Quinto, porteranno con loro quarant’anni di questa storia. In un luogo in cui l’equitazione ha imparato a superare gli ostacoli in un modo nuovo, il loro Carosello ne racconterà uno diverso: alcuni ostacoli si superano soltanto insieme.

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