Roma, 5 ottobre 2026 – Nota della Segreteria Nazionale del Sindacato Medici Italiani (SMI).
È stato presentato, pochi giorni fa, su mandato della Segreteria Nazionale del Sindacato Medici Italiani che ha deciso di rendere pubblica la notizia, un ricorso al TAR del Lazio per chiedere l’annullamento dell’intesa della Conferenza Stato-Regioni del 26 giugno 2026 e del relativo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) stralcio sulle Case di Comunità che impone ai medici di medicina generale di svolgere fino a sei ore settimanali obbligatorie nelle nuove Case di Comunità.
Il ricorso denuncia gravi vizi procedurali e di legittimità, poiché il testo è stato approvato senza un reale confronto sindacale e con il consenso di solo alcune sigle sindacali. L’ACN stralcio viene contestato, inoltre, per eccesso di potere e difetto di attribuzione, poiché eccederebbe i limiti della contrattazione collettiva introducendo surrettiziamente obblighi di orario fisso e di eterodirezione aziendale tipici del lavoro subordinato. Di fatto con l’accordo stralcio di giugno 2026 c’è un cambio del modello di lavoro. Infatti, mentre il precedente ACN del 15 gennaio 2026 configurava la partecipazione dei medici alle Case di Comunità come una facoltà incentrata sulla libera disponibilità e sull’incentivazione economica, l’accordo stralcio del 26 giugno 2026 introduce una prestazione coattiva anche per chi ha scelto di rimanere nel regime convenzionale precedente.
Si crea in questo modo uno squilibrio contrattuale che impone vincoli orari rigidi senza tuttavia garantire al medico convenzionato le tutele proprie del lavoro dipendente (quali indennità di malattia, copertura per infortuni, ferie garantite o ammortizzatori sociali). Il ricorso è rivolto contro le decisioni assunte dalla Parte Pubblica e contro i soggetti firmatari.
Con la richiesta al TAR del Lazio, conclude lo SMI, intendiamo dare continuità alla nostra azione per la difesa della dignità dei medici e per il diritto alla salute dei cittadini: dopo lo sciopero di settembre scorso e la petizione, con quasi 12.000 firme raccolte in due mesi, alla Camera dei Deputati sulla medicina generale, il nostro impegno prosegue.