Roma, 2 ottobre 2026 – “Abbiamo davanti a noi scelte importanti che purtroppo non fanno parte del dibattito pubblico, ma possiamo ancora agire per salvare il pianeta”. A dirlo è stato Luca Mercalli, nella sua relazione in collegamento al V congresso della Sipnei (Società italiana di psiconeuroendocrinoimmunologia) in corso a Roma fino a domenica sul tema: “Crisi, cambiare per non soccombere”.
Citando il rapporto Planetary Health Check, il presidente della Società meteorologica italiana ha fatto notare come “su 9 processi planetari che ci tengono in vita, 7 lampeggiano rosso. Quando siamo alla guida di un’auto basta una accesa per andare in officina, qui si fa finta di nulla, ma la buona notizia è che possiamo ancora decidere per il meglio”.
La relazione si è concentrata sul cambiamento climatico che sta facendo vedere i propri effetti e che “prima o poi toccherà tutti, poveri e ricchi”. Cambiamento che ha i suoi effetti sui territori e chi li vive: “Oggi nascere a Torino significa nascere in una città mediterranea, chi ricorda i 50 centimetri di neve ha vissuto un altro tipo di paesaggio, di città, e inevitabilmente è spaesato, ha nostalgia, tronca i legami per cercare altrove ciò che ha vissuto nell’infanzia”.
Guardando al 2100 “applicare l’accordo di Parigi del 2015 sarebbe già significativo, consentendo di arrivare a un aumento della temperatura di 2 gradi, andando avanti così saranno 5”. Segnalati, inoltre, l’innalzamento del livello del mare “cresciuto di 23 centimetri nell’ultimo secolo, il che significa che questo può cambiare la geografia”. Ancora la biodiversità cambiata, l’invasione di plastiche e microplastiche con “i rischi ambientali che sono i primi nella lista delle minacce”. L’Europa è stata all’avanguardia quando ha indicato il green deal “ma oggi viene visto come un ostacolo, anziché una opportunità, mentre le risorse non si investono per risolvere le crisi ambientali ma per costruire armi”.
Ad aprire i lavori con i saluti è stato Mauro Bologna, presidente della Sipnei, quindi Francesco Bottaccioli, presidente onorario che ha introdotto alla sessione.