venerdì, 2 Ottobre 2026

Healthy Aging: oltre all’estetica, impariamo ad accompagnare il cambiamento

La Personal Trainer Maria Sole Barbieri e il Medico estetico Marco Iera spiegano come cercare di fermare il tempo non sia realistico; accompagnare gli anni che passano nel migliore dei modi è la scelta più lungimirante

Milano, 2 ottobre 2026 – Il concetto di anti-age racchiude la volontà di fermare i segni del tempo: meno rughe, pelle più compatta, lineamenti più giovani. Ma cosa succede quando l’obiettivo si sposta dall’estetica alla volontà di stare bene più a lungo?

È da qui che parte una nuova idea di longevità femminile, che mette al centro forza, energia, autonomia, qualità della vita e salute della pelle.

A confrontarsi su questo tema sono Maria Sole Barbieri, personal trainer specializzata nell’allenamento femminile e fondatrice di MSB Training, e il Dott. Marco Iera, chirurgo plastico, secondo i quali il punto di partenza dovrebbe essere lo stesso: non combattere il cambiamento, ma imparare ad accompagnarlo.

Il corpo che cambia non è un corpo da correggere

“Il corpo che cambia non è un difetto di fabbricazione. È un sistema che ricalibra”, spiega Maria Sole Barbieri. “Il modo di allenarsi non deve dipendere dall’età anagrafica e invecchiare non significa rendere l’allenamento più leggero. In particolare, smettere di concentrarsi sul produrre forza, proprio quando il corpo inizia progressivamente a perderla, può essere controproducente”.

L’obiettivo, quindi, è continuare a dare al corpo stimoli adeguati, progressivi e coerenti con i cambiamenti fisiologici che accompagnano le diverse fasi della vita.

Un nuovo traguardo: sentirsi forte nella propria età

Per capire se l’allenamento sta davvero sostenendo la longevità, può essere più utile guardare alla propria funzionalità quotidiana che al numero sulla carta d’identità. Riuscire a salire le scale con la spesa, alzarsi da terra senza utilizzare le mani, mantenere equilibrio e forza, affrontare le attività quotidiane senza sentirsi limitate: sono tutti esempi di capacità che raccontano qualcosa di più concreto del semplice aspetto fisico o dell’età anagrafica.

“Quando l’obiettivo si sposta dal sembrare più giovane al sentirsi più forte nella propria età, cambia la metrica di successo”, spiega Barbieri. “Il corpo diventa lo strumento che ti permette di fare la vita che vuoi, non quello che ti tradisce”.

Smettere di allenarsi per il corpo e iniziare ad allenarsi con il corpo

Concentrarsi unicamente sul preservare la giovinezza rischia di far percepire ogni anno che passa come un allontanamento dall’obiettivo. Se invece il parametro diventa conservare autonomia ed energia, il corpo può essere valutato per quello che permette di fare.

“Da questa prospettiva, anche gli obiettivi dell’allenamento cambiano: non soltanto perdere peso o modificare una parte del corpo, ma costruire e mantenere massa muscolare, continuando a lavorare sulla forza attraverso esercizi con i pesi, adattandoli al proprio livello e alle proprie capacità”, spiega Barbieri.

Anche la pelle invecchia: l’obiettivo non è fermare il tempo

Lo stesso principio può essere applicato alla freschezza del viso. “L’invecchiamento del volto è un processo complesso, che non riguarda soltanto la pelle”, spiega il Dott. Marco Iera. “Con il passare degli anni cambiano progressivamente la qualità e l’elasticità cutanea, la distribuzione del tessuto adiposo, la struttura muscolare e, più in profondità, anche l’osso”.

A questi cambiamenti si aggiungono fattori ambientali e legati allo stile di vita, come esposizione solare, fumo e qualità del sonno. Per questo, secondo Iera, “preservare la qualità dei tessuti non dipende da un singolo trattamento”.

“Realisticamente, se non possiamo fermare il tempo, dobbiamo cercare di accompagnarlo al meglio. Protezione solare, skincare adeguata, alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno, gestione dello stress e astensione dal fumo sono alleati fondamentali”, sottolinea.

Solo successivamente, quando esiste una specifica esigenza, possono entrare in gioco medicina estetica e chirurgia plastica, con un approccio personalizzato.

Il nuovo anti-age? Meno “correzione”, più mantenimento

“Oggi trovo più interessante parlare di healthy aging, cioè di un invecchiamento in salute”, afferma Iera. “L’obiettivo non è mantenere artificialmente un aspetto identico a quello della giovinezza, ma arrivare alle diverse fasi della vita con una buona qualità della pelle, un aspetto fresco e coerente con la propria età, senza perdere la propria identità”.

Un principio che vale anche per gli interventi estetici: “un volto non dovrebbe essere considerato una fotografia da riportare a un’età precedente”, spiega il chirurgo. “Un buon risultato è quello che non stravolge i lineamenti e non cancella l’espressività, ma restituisce equilibrio e freschezza”.

La pelle racconta anche come viviamo

Se allenamento e medicina estetica appartengono a mondi differenti, la longevità li mette in relazione attraverso un elemento comune: la qualità della vita.

“Quando si parla di longevità, anche la cura della pelle dovrebbe essere inserita in un quadro più ampio che comprende attività fisica, alimentazione e qualità della vita. Un approccio lungimirante, molto più importante di qualsiasi singolo trattamento estetico”.

Da dove cominciare? Dalle basi, non dal trattamento

Per una donna che vuole investire oggi sul proprio benessere futuro, entrambi gli esperti invitano quindi a partire da una domanda molto semplice: come sto vivendo?

“Prima di chiedersi quale trattamento fare, chiederei: dormo abbastanza? Mi muovo regolarmente? Come proteggo la mia pelle dal sole? Fumo? La mia alimentazione è equilibrata?”, suggerisce Iera.

“Prendersi cura del proprio corpo, ogni giorno, è uno dei più importanti investimenti che possiamo fare per noi stesse. Abbandoniamo l’idea di inseguire il peso o il girovita di quando avevamo 30 anni e puntiamo invece sulla forza e sulla salute dei muscoli: a beneficiarne saranno non solo l’aspetto fisico, ma anche la vitalità e la percezione che abbiamo di noi stesse”, conclude Maria Sole Barbieri.

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