Pavia, 2 ottobre 2026 – L’ASP Pavia ha chiuso il bilancio in pareggio. Ora arrivano nuovi costi per gli amministratori: la disciplina regionale prevede, per le ASP di prima classe come quella pavese, 60.739,20 euro lordi annui al presidente e 11.388,60 euro a ciascun consigliere, da pagare con le risorse dell’azienda.
Roberto Gentile, per FIALS Pavia, contesta le priorità della Regione: «Il pareggio è un risultato positivo, che va riconosciuto. Ma adesso si introducono nuovi oneri senza che si veda ancora una riforma capace di garantire stabilità, personale e futuro alle ASP. Prima di aumentare queste spese bisogna dare risposte a chi lavora e alle persone fragili che vengono assistite».
La nuova disciplina sostituisce i Consigli di indirizzo con i Consigli di amministrazione e aggiorna anche il trattamento economico dei direttori: fino a 154.937,06 euro annui, con un’eventuale quota aggiuntiva legata ai risultati fino al 20%.
«Non è una questione di legittimità dei compensi. È una questione di priorità», insiste Gentile. «Alle aziende si chiede di contenere ogni voce di spesa, mentre si aggiungono costi per i vertici. La riforma complessiva delle ASP, annunciata e attesa da tempo, ancora non si vede».
Le difficoltà del sistema hanno già richiesto 6,45 milioni di euro di contributi straordinari regionali per Golgi Redaelli e Valsasino, necessari a garantirne la continuità e i servizi. Il pareggio dell’ASP Pavia va quindi tutelato e non basta, da solo, a mettere al riparo il territorio dalle criticità del settore.
«Le ASP hanno bisogno prima di tutto di sostenibilità, personale e prospettive», conclude Gentile. «È su questo che Regione Lombardia deve dare risposte. A Pavia l’equilibrio raggiunto deve diventare una base per rafforzare l’assistenza».