“Sto bene”, “non ho tempo”, “ho paura del risultato”: il nuovo video dell’Asp di Catania parte dai dubbi e dalle esitazioni più comuni per spiegare perché aderire agli screening. Tre i programmi per la prevenzione dei tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto.
CATANIA – Individuare un tumore prima che compaiano i sintomi, o riconoscere lesioni che potrebbero precederne lo sviluppo, è possibile. È una delle grandi opportunità offerte dai progressi della scienza e della medicina, che il nostro Servizio sanitario nazionale mette gratuitamente a disposizione dei cittadini attraverso i programmi organizzati di screening oncologico.
Arrivare prima può fare la differenza: significa poter individuare la malattia nelle sue fasi iniziali, quando maggiori sono le possibilità di cura, e, in alcuni casi, intervenire su lesioni precancerose prima che evolvano in un tumore.
Eppure, quando arriva il momento di aderire allo screening, può capitare di rimandare. “Sto bene, perché dovrei fare un controllo?”. “Non ho tempo”. “Ho paura che faccia male”. “E se scoprissero qualcosa?”. Dietro una mancata adesione possono esserci ragioni diverse: dubbi, timori, informazioni non corrette o semplicemente la convinzione che, in assenza di sintomi, il controllo non sia necessario.
È proprio da questi “perché non aderisco” che prende le mosse la quarta “Pillola di Prevenzione”, la nuova uscita della campagna di comunicazione promossa dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania, diretto da Antonio Leonardi.
La pubblicazione, il 1° ottobre, coincide con l’avvio dell’Ottobre Rosa, il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore della mammella. Una ricorrenza che offre l’occasione per rilanciare un messaggio di prevenzione ancora più ampio, rivolto a donne e uomini, e richiamare l’importanza di aderire ai programmi organizzati di screening oncologico, strumenti fondamentali per la diagnosi precoce e la tutela della salute.
Nel video, i professionisti dell’UOC Prevenzione delle Malattie Cronico-Degenerative – Screening Oncologici rispondono alle domande più comuni e affrontano le ragioni che possono indurre a rinviare lo screening, spiegando perché la prevenzione sia importante anche – e soprattutto – quando si sta bene e quanto sia semplice accedere ai percorsi messi a disposizione dall’Asp di Catania.
La nuova “Pillola di Prevenzione” è disponibile sui canali istituzionali dell’Asp di Catania, sul sito aspct.it, nella home page, sezione “Campagne di comunicazione”, alla pagina dedicata, e sulle pagine Facebook e Instagram.
Screening: dai dubbi alle risposte
Ma cosa c’è davvero dietro quei “non ho tempo”, “sto bene”, “ho paura”? La pillola prova a sciogliere, uno dopo l’altro, i nodi che possono tenere lontani dalla prevenzione. E mostra come spesso ciò che immaginiamo sia più complicato di quanto realmente è. I test richiedono poco tempo, sono semplici e poco invasivi e, in alcuni casi, possono essere eseguiti senza modificare in modo significativo le proprie abitudini quotidiane. Per lo screening del tumore del colon-retto, ad esempio, basta ritirare in farmacia il kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci ed eseguire il test a casa.
E poi c’è un ostacolo che va oltre il tempo o il timore dell’esame: la paura di sapere. “E se scoprissero qualcosa?” è forse la domanda che meglio racconta questa esitazione. Anche qui la pillola restituisce il significato corretto dello screening: un test positivo non significa avere un tumore. Significa che è necessario approfondire, verificare, comprendere la natura dell’alterazione riscontrata. Ed è proprio in quel momento che emerge un altro elemento fondamentale: la persona non viene lasciata sola.
Perché lo screening non è un singolo esame, ma un percorso organizzato di prevenzione, accompagnamento e presa in carico. Comincia con l’invito rivolto alla popolazione interessata, passa attraverso il test e, quando necessario, prosegue con gli approfondimenti diagnostici, guidando la persona nei passaggi successivi.
Tre programmi di screening oncologico
Sono tre i programmi organizzati di screening oncologico messi a disposizione dall’Asp di Catania: lo screening mammografico per la prevenzione del tumore al seno, lo screening ginecologico per la prevenzione del tumore della cervice uterina e lo screening del colon-retto.
Per lo screening mammografico è prevista una mammografia ogni due anni per le donne fra 50 e 69 anni. Per la prevenzione del tumore della cervice uterina sono previsti il Pap test ogni tre anni per le donne fra 25 e 29 anni e l’HPV test ogni cinque anni nella fascia 30-64 anni. Lo screening del colon-retto viene effettuato attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci.
Anche le modalità di accesso sono pensate per facilitare l’adesione. Non è necessaria l’impegnativa del medico di famiglia e chi rientra nelle fasce di popolazione interessate può partecipare secondo le modalità previste dal programma.
Come aderire
Per ricevere informazioni sui programmi di screening oncologico e sulle modalità di accesso è disponibile il numero verde gratuito 800 894007. È inoltre possibile scrivere all’indirizzo screening@aspct.it e utilizzare i servizi online dedicati.