martedì, 29 Settembre 2026

Alzheimer. Toscana, ass. Monni: “Diagnosi precoce e integrazione per aiutare persone e famiglie”

Se il farmaco antiamiloide sarà autorizzato, Regione già pronta a garantire un accesso equo e giusto

Firenze, 29 settembre 2026 – Un convegno dedicato all’Alzheimer, alle nuove frontiere di diagnosi e cura ma anche ad una presa in carico dei malati che non può che essere integrata – sanità e sociale insieme – per non lasciare alle famiglie il peso di ricomporre il puzzle di servizi offerti dalla rete.

L’evento si è svolto al Meyer Health Campus di Firenze. È stata l’occasione anche per fare il punto sul nuovo Piano nazionale demenze e sulle prospettive aperte dalle nuove terapie fino all’evoluzione dei trattamenti anti-amiloide.

“Proviamo a lavorare in maniera molto intensa sulla diagnosi precoce – riassume l’assessora alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni -. Intervenire precocemente può cambiare infatti molto il decorso della malattia. Ma dobbiamo anche rimettere insieme i pezzi per costruire un percorso unico che consenta una presa in carico unitaria del paziente e dei suoi caregiver, perché, come sappiamo, l’Alzheimer è una malattia che influisce su tutta la famiglia e su tutti gli affetti della persona coinvolta”.

La Regione guarda con molto interesse alle innovazioni farmacologiche. “Sappiamo che sull’antiamiloide ancora non c’è un parere scientifico uniforme – premette l’assessora -, ma sul profilo organizzativo siamo già pronti, nel caso il farmaco venga svincolato, a dare una risposta equa e giusta di accesso”.

C’è poi, accanto all’aspetto di cura e prettamente sanitario, quello educativo. “Dobbiamo consentire alla persona – si sofferma l’assessora – di rimanere il più possibile nella sua casa e con i suoi affetti e di avere una vita relazionale il più densa e piena possibile”.

Per far tutto questo è importante consolidare la rete, che non è fatta solo di strutture pubbliche ma anche di associazioni del terzo settore. Occorre, si è detto più volte nel corso della mattinata in cui sono state presentate le esperienze toscane già in atto, rendere questa rete ben riconoscibile agli utenti.

Nel corso del convegno è stato ricordato il servizio offerto ai caregiver dal Centro di ascolto regionale gestito da Ispro e contattabile allo 055.4385270: supporto psicologico e al contempo sportello di informazione e orientamento nell’accesso ai servizi.

Tra le nuove frontiere c’è poi anche la prescrizione sociale, ovvero quella pratica diffusa molto nel Regno Unito ma anche in Austria e nei Paesi del Nord Europa dove si ‘prescrivono’ e consigliano ore di teatro ad esempio o visite ai musei, camminate ed occasioni di socializzazione. La prescrizione sociale non si sostituisce alla cura. Ma è risaputo ed anche scientificamente dimostrato che la solitudine può acuire forme di demenza e depressione. La sfida toscana, partita la scorsa estate, è fare diventare la prescrizione sociale una pratica diffusa: agire in questo modo anche sulla prevenzione e mettere a valor comune molte delle attività che associazioni, aziende o fondazioni già realizzano e finanziano nei territori.

Se prevenzione e diagnosi precoce sono importanti, un’ottimale presa in carico passa necessariamente attraverso politiche coordinate, integrazione, appropriatezza e consapevolezza. Ed è su questo che la Regione sta lavorando.

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