venerdì, 25 Settembre 2026

Vicenza. Ospedale di Arzignano: nuovo monitor 3D/4K per la Chirurgia Generale

L’apparecchiatura di ultima generazione, donata dalla Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto, ente filantropico, garantisce la massima efficacia e sicurezza negli interventi in laparoscopia e favorisce la collaborazione dell’équipe chirurgica presente in sala operatoria

Arzignano (VI), 25 settembre 2026 – La Chirurgia Generale dell’Ospedale Cazzavillan di Arzignano si dota di un nuovo monitor medicale 3D/4K da 55 pollici, che sarà utilizzato in sala operatoria per gli interventi di laparoscopia. Il dispositivo affianca la colonna laparoscopica già in dotazione, composta da un insufflatore di gas, dalla strumentazione dedicata agli interventi mininvasivi e da uno schermo da 33 pollici finora in uso, rispetto al quale rappresenta un salto di qualità di assoluto rilievo sul piano tecnologico: si tratta infatti di un’apparecchiatura di ultima generazione, ad altissima risoluzione (4K) e compatibile con la visione 3D tramite appositi occhiali. L’apparecchiatura, del valore di 40mila euro, è stata donata all’Azienda ULSS 8 Berica dalla Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto, ente filantropico.

«Questa nuova donazione rappresenta un contributo prezioso per l’ospedale di Arzignano per i pazienti che qui possono contare sulle metodiche e tecnologie più avanzate nella chirurgia laparoscopica – commenta il Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica Peter Assembergs -. Ringrazio la Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto per la sensibilità dimostrata: grazie a questo nuovo monitor la Chirurgia Generale di Arzignano può contare su un supporto tecnologico all’avanguardia».

«La donazione nasce dall’attenzione che la nostra famiglia e la Fondazione hanno sempre avuto per il territorio e, in particolare, per i bisogni legati alla salute e alla cura delle persone. Nel solco dei valori trasmessi da mio padre Bruno e da mia madre Silvana – commenta Giovanna Mastrotto, Presidente della Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto – ascoltare le esigenze di chi ogni giorno si prende cura della salute delle persone significa per noi trasformare quell’ascolto in gesti concreti di solidarietà e vicinanza alla comunità». Da dieci anni la Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto opera a sostegno del territorio, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e ai bisogni sociosanitari della comunità. Tra i suoi principali progetti, il Parkinson Café e La Tribù del Sole.

Come noto la laparoscopia è una tecnica chirurgica che permette di operare attraverso piccoli accessi nell’addome, evitando il taglio tradizionale della parete addominale. Rispetto alla chirurgia tradizionale questa metodica migliora la visione del campo operatorio, riduce le complicanze e risulta meno invasiva per il paziente, consentendo un recupero più rapido e degenze più brevi.

La laparoscopia è ormai entrata nella routine: attualmente la Chirurgia Generale di Arzignano esegue circa 600 interventi all’anno impiegandola in tutti i campi della chirurgia addominale, dall’oncologia alla chirurgia bariatrica alla chirurgia della parete addominale. Il chirurgo lavora guardando un monitor, su cui viene proiettata l’immagine ripresa dalla telecamera inserita nel corpo del paziente attraverso una piccola incisione: la qualità di quell’immagine incide quindi in modo diretto sulla precisione del gesto operatorio.

«Con uno schermo di queste dimensioni e qualità – spiega il dott. Cristiano Finco, Direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Generale dell’Ospedale Cazzavillan – l’immagine viene ingrandita fino a dieci volte e la manovra diventa molto più semplice: si amplifica la precisione del gesto chirurgico e si riducono le complicanze. È quasi come trovarsi all’interno dell’addome del paziente. Utilizzando l’applicazione 3D inoltre la visione migliora ulteriormente consentendo di effettuare gesti chirurgici ancora più precisi».

Inoltre il nuovo monitor, grazie alle sue dimensioni, consente a tutta l’équipe presente in sala, non solo a chi opera, di seguire l’intervento con lo stesso livello di dettaglio, grazie anche allo schermo più piccolo che resta comunque attivo. «È un aspetto che ha anche un’importante ricaduta didattica – aggiunge il dott. Finco – l’amplificazione dell’immagine consente una riduzione dei tempi di apprendimento per i chirurghi più giovani facilitando inoltre il tutoraggio da parte dei chirurghi più esperti».

Una dotazione analoga è già utilizzata con ottimi risultati in Urologia, esperienza che ha contribuito a confermare l’utilità dell’investimento anche in un’ottica multidisciplinare.

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