giovedì, 24 Settembre 2026

Ristori Covid a Pescara: verifiche avviate già nel 2023, recupero non nasce dall’attività della Corte dei Conti

Pescara, 24 settembre 2026 – Il provvedimento con cui la ASL di Pescara ha disposto il recupero dei ristori Covid riconosciuti alle strutture private accreditate non nasce dall’iniziativa della Procura regionale della Corte dei Conti. Quando l’Azienda viene a conoscenza, nell’agosto 2026, delle attività della Procura contabile, il percorso amministrativo era già stato avviato da tempo e aveva già condotto all’adozione del provvedimento di recupero. Un percorso iniziato quasi tre anni prima, nel settembre 2023.

È questo uno degli elementi essenziali che non emerge dalla ricostruzione pubblicata da Il Centro nell’articolo “Asl, ristori Covid non dovuti. Inchiesta per danno erariale” (Il Centro, 24 settembre 2026, pag. 25) e che rende necessario ristabilire l’esatta successione dei fatti.

Si rileva, inoltre, che l’Azienda Sanitaria non è stata contattata prima della pubblicazione dell’articolo. Un confronto, anche attraverso una semplice richiesta di chiarimenti, avrebbe consentito di conoscere gli atti adottati, ricostruire l’esatta successione dei fatti e dare conto anche della posizione dell’Azienda sanitaria. I documenti, infatti, ricostruiscono con chiarezza questo percorso.

Il 28 settembre 2023, dopo essere venuta a conoscenza della sentenza n. 139/2023 del TAR Abruzzo, resa all’esito di un contenzioso del quale la ASL di Pescara non era parte, l’Azienda scrive alle strutture interessate. Nella nota indirizzata alle Terme di Popoli richiama espressamente il ristoro di 346.208,83 euro riconosciuto per l’anno 2020 ed evidenzia che, alla luce della pronuncia del TAR, per la struttura «non sarebbe ravvisabile il presupposto della sospensione per l’anno 2020». Contestualmente interessa della questione la Regione Abruzzo e l’Avvocatura regionale (Nota prot. n. 0081047/23 del 28 settembre 2023, oggetto: “Esecuzione OPGR n.105/2020 e DGR n.298/2021. Liquidazione indennità di ristoro in favore della Struttura Accreditata Terme di Popoli Srl – D.D.G. ASL Pescara n.1505 del 24/09/2021”).

Già nel 2023 la ASL aveva posto formalmente la questione della spettanza dei ristori e delle eventuali conseguenti azioni di recupero. Il procedimento non viene definito in quella fase perché la sentenza del TAR viene impugnata dinanzi al Consiglio di Stato: l’Azienda comunica pertanto alle strutture interessate che, in attesa della decisione del Consiglio di Stato, gli stessi provvedimenti venivano sospesi, evidenziando contestualmente che il consolidamento della pronuncia del TAR avrebbe imposto all’Azienda di procedere al recupero delle somme corrisposte.

Il percorso prosegue ancora. Nell’aprile 2026, venuta a conoscenza, attraverso una ricerca sul sito della Giustizia amministrativa, della sentenza n. 2465/2025 con cui il Consiglio di Stato aveva confermato la sentenza del TAR, il 21 aprile la ASL torna a interessare formalmente la Regione e l’Avvocatura regionale (Nota prot. n. 0039220/26 del 21 aprile 2026, oggetto: “Esecuzione OPGR n.105/2020 e DGR n.298/2021. Liquidazione indennità di ristoro in favore delle Strutture Accreditate insistenti sul territorio della ASL di Pescara. Richiesta parere”). La nota nasce dalla necessità di tutelare l’interesse pubblico, dall’entità delle somme interessate e dall’esigenza di approfondire anche i possibili profili di contenzioso con gli erogatori privati in caso di avvio delle azioni di recupero.

È all’esito di questo percorso istruttorio, iniziato nel 2023 e proseguito dopo la definitiva pronuncia del Consiglio di Stato, che la ASL di Pescara arriva nel giugno 2026 all’adozione del provvedimento di recupero. La successione temporale degli atti esclude, pertanto, che tale provvedimento possa essere rappresentato come una conseguenza dell’attività successivamente avviata dalla Procura regionale della Corte dei Conti, di cui la ASL è venuta a conoscenza solo ad agosto 2026.

Un’ulteriore precisazione riguarda la natura del procedimento contabile richiamato nell’articolo. L’invito a dedurre non equivale a un accertamento di responsabilità né comporta, di per sé, che i suoi destinatari siano già convenuti in un giudizio dinanzi alla Corte dei Conti. Si tratta, invece, di una fase finalizzata a consentire ai soggetti interessati di fornire alla Procura contabile deduzioni, documenti ed elementi utili alle successive valutazioni, in funzione di garanzia dei diritti di difesa e del contraddittorio. Solo all’esito di tale fase potranno essere assunte le determinazioni conseguenti in ordine all’eventuale esercizio dell’azione di responsabilità amministrativo-contabile.

Rappresentare quindi i destinatari dell’invito a dedurre come soggetti la cui responsabilità sia già stata definita significa anticipare l’esito di un procedimento che, al contrario, deve ancora svilupparsi nel pieno contraddittorio con gli interessati e che, nell’eventuale giudizio, comporterebbe ovviamente lo scrutinio della vicenda da parte di un Giudice terzo in composizione collegiale.

La ASL di Pescara fornirà nelle sedi competenti tutti gli elementi e la documentazione relativi all’attività svolta nel corso degli anni. Lo farà con la stessa trasparenza con cui ritiene oggi necessario mettere a disposizione dell’opinione pubblica la corretta sequenza degli atti: non per alimentare una polemica, ma per evitare che una ricostruzione incompleta finisca per restituire ai cittadini un’immagine dell’operato dell’Azienda che non trova riscontro nella documentazione amministrativa e nell’attività solertemente posta in essere dagli Organi aziendali.

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