venerdì, 25 Settembre 2026

Payback dispositivi medici, arriva “Medtech Payback”: il libro-inchiesta di Broya de Lucia

Nel giorno dell’udienza del Consiglio di Stato, il presidente di Conflavoro PMI Sanità pubblica il volume che ricostruisce nascita, applicazione e conseguenze del payback

Roma, 24 settembre 2026 – Il payback sui dispositivi medici diventa un libro-inchiesta. Si intitola “Medtech Payback” il volume di Gennaro Broya de Lucia, presidente di Conflavoro PMI Sanità, pubblicato oggi nel giorno dell’udienza del Consiglio di Stato dedicata alla controversa vicenda del ripiano degli sforamenti della spesa sanitaria.

Attraverso atti, numeri, lettere e provvedimenti giudiziari, il libro ricostruisce la genesi del meccanismo e le sue conseguenze sulle imprese del settore, portando il tema fuori dai soli tavoli tecnici e dal linguaggio della burocrazia.

“Ho pubblicato questo libro – dichiara Broya de Lucia – per far conoscere agli italiani ciò che è accaduto e raccontare come un problema di programmazione della spesa sanitaria sia finito per gravare sui bilanci delle imprese che forniscono ogni giorno dispositivi agli ospedali”.

Proprio nel giorno dell’udienza, il presidente di Conflavoro PMI Sanità torna a chiedere un intervento immediato della politica. “La programmazione può impedire che gli stessi errori si ripetano domani, ma non può impedire alle imprese di chiudere oggi. Non basta parlare di nuovi tetti, governance e innovazione: servono decisioni concrete”.

Conflavoro PMI Sanità chiede “la sospensione delle richieste di pagamento, delle procedure esecutive e delle compensazioni, una soluzione definitiva per il periodo 2015-2018, con una tutela effettiva anche per le imprese che hanno già pagato, e la sterilizzazione delle annualità successive al 2018”. L’associazione chiede inoltre “l’abrogazione del payback sui dispositivi medici nella Legge di Bilancio 2027”.

“Non chiediamo un altro tavolo e non chiediamo un’altra promessa – attacca Broya de Lucia –. Chiediamo un intervento normativo, una copertura finanziaria e un voto. Prima si mettano in sicurezza le imprese, poi si discuta di come migliorare la programmazione sanitaria”.

Il contenzioso resta al centro del confronto istituzionale: nel 2024 la Corte costituzionale aveva ritenuto non fondate, limitatamente al quadriennio 2015-2018, le questioni di legittimità costituzionale sollevate sul meccanismo del payback, mentre nel 2026 il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte costituzionale nuove questioni relative al contributo obbligatorio dello 0,75% sul fatturato destinato al Fondo per il governo dei dispositivi medici.

“Questa non è soltanto una vertenza industriale – conclude Broya de Lucia –. In gioco ci sono la sopravvivenza di imprese, posti di lavoro e la tenuta della filiera italiana del medtech. Il tempo delle analisi è terminato. Adesso la politica deve agire”.

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