All’interno di agende sempre più fitte, anche trovare il tempo per la cura e la prevenzione è diventato un gioco ad incastri. Ecco perché, secondo i dati di iDoctors, nel 2026 gli italiani sono disposti a spendere di più pur di accedere a visite specialistiche di livello (per più del 40% conta il curriculum) in date e orari più adatti alle proprie esigenze.
Roma, settembre 2026 – Come sono cambiate le abitudini degli italiani quando si tratta di scegliere a quale medico specialista rivolgersi? iDoctors, la prima piattaforma in Italia, oggi AI based, per la prenotazione online di visite specialistiche ed esami diagnostici, fa il punto sulla sanità digitale, analizzando i dati ricavati dal comportamento dei propri utenti, attraverso un campione di oltre 35.000 questionari raccolti tra il 2020 e il 2026. Ad emergere, in particolare, è la necessità crescente di poter contare su date e orari compatibili con vite sempre più frenetiche.
Come cambiano le priorità dei pazienti: oggi in testa la flessibilità
Nel periodo che va dal 2020 al 2025 il principale fattore di scelta indicato dagli utenti della piattaforma si riferiva alla consultazione del Curriculum Vitae e quindi alle informazioni sulle competenze specialistiche, elemento selezionato dal 43% dei partecipanti all’indagine. Seguivano poi la disponibilità di orario (38%), le recensioni verificate (35%), l’ubicazione dello studio (33%), tra gli ultimi posti il prezzo (22%) e solo infine la pregressa conoscenza dello specialista (19%).
È nel 2026 però che si registra un cambio di passo: i dati analizzati mettono in luce come la disponibilità oraria balzi in cima alle preferenze, con una percentuale del 46%, diventando quindi in assoluto il principale criterio di scelta. Segue poi il Curriculum Vitae (40%), a conferma dell’importanza che si continua a riservare alla preparazione dello specialista, la vicinanza geografica (30%), la presenza di recensioni (30%), il conoscere già il medico (23%) e solo all’ultimo posto della classifica dei parametri il prezzo (19%).
Questi dati stimolano una riflessione profonda, soprattutto se messi in relazione al dato economico. Nel 2026 la percentuale di pazienti per i quali il prezzo è una leva importante è passata dal 22% al 19%. Le percentuali appena citate descrivono quindi una panoramica in cui la possibilità di scegliere date e orari più funzionali – e competenze comprovate – prevalgono nettamente nel contesto della scelta delle cure specialistiche, anche a discapito del portafogli. La percentuale di utenti per i quali il prezzo è l’unico elemento da tenere in considerazione è meno del 2%, a riprova che il costo viene sì preso in considerazione, ma quasi esclusivamente in relazione ad altri criteri.
“Gli italiani, a fronte di un curriculum solido e della possibilità di poter organizzare un incontro all’interno di tempistiche più comode, sono evidentemente disposti ad essere flessibili rispetto al costo della visita” raccontano Paola Conti e Pierluigi De Vittorio, co-founder di iDoctors. “Diventa infatti sempre più difficile piegare la settimana lavorativa attorno alla necessità di effettuare una visita o un controllo. Non solo quando si prenota per sé stessi, ma anche e soprattutto nei casi nei quali ci si sta prendendo cura di qualcuno: un parente anziano o un figlio”.
Fondata nel 2008 da Paola Conti e Pierluigi De Vittorio, iDoctors è la prima piattaforma in Italia – oggi AI based – per la prenotazione online di visite specialistiche ed esami diagnostici. Con oltre 900.000 utenti registrati, 18.000 prenotazioni mensili, 14.000 medici specialisti attivi su tutto il territorio nazionale, oltre 600 Centri Polispecialistici partner tra cui Gruppo Larc, Gruppo Cidimu, Gruppo Maugeri, Benacus Lab, Clinica Guarnieri, 100.000 recensioni verificate da pazienti reali e più di 100.000 download delle app mobile, iDoctors persegue l’obiettivo di semplificare l’accesso alle cure, offrendo supporto nella ricerca dello specialista più adatto alle proprie esigenze.