Poggibonsi (SI), 23 settembre 2026 – Ha incontrato anche i Sindaci del territorio valdelsano. Focus sul Punto nascita, sulla Chirurgia generale e sull’Oncologia medica.
Giornata all’ospedale di Campostaggia per l’assessora alla Sanità della Regione Toscana Monia Monni. Oggi, mercoledì 23 settembre, ha fatto una visita nel presidio valdelsano. Ad accompagnarla c’erano la direttrice generale facente funzione dell’Asl Toscana sud est Biancamaria Rossi, la direttrice sanitaria Barbara Innocenti, la direttrice di Campostaggia Lucia Grazia Campanile, la presidente della Società della Salute Alta Val d’Elsa e sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni e la direttrice della Società della Salute Alta Val d’Elsa Laura Tattini.
Durante la visita, l’Assessora ha incontrato gli operatori dei reparti di Ostetricia e Ginecologia, diretto da Gabriele Centini, di Pediatria e Neonatologia, guidato da Angelo Cardiello, di Oncologia medica, affidato ad Angelo Martignetti, e di Chirurgia generale, coordinato da Alessandro Bianchi.
Particolare attenzione è stata data al passaggio negli ambienti del Punto nascita, i cui due Reparti sono all’avanguardia per la fisiologia del parto e dell’approccio tra neonato e bambino. Punto nascita che continua a rinnovarsi con l’introduzione del rooming in per le ostetriche, il cesareo dolce e a partire da ottobre assistenza psicologica nella preparazione al parto.
Al termine del sopralluogo nei reparti, l’assessora Monni ha incontrato in auditorium i Sindaci del territorio valdelsano e gli altri professionisti di Campostaggia. È stata un’occasione di scambio utile a mettere a fuoco i prossimi obiettivi della struttura, sempre in stretto dialogo con la sanità territoriale.
Le parole dell’assessora Monni: «Qui a Campostaggia oggi ho toccato con mano la grande qualità che questo Punto nascita esprime, per innovazione e per l’articolato percorso offerto, complesso e completo: prima della gravidanza, durante e dopo la gravidanza, con un’integrazione fortissima tra pediatrica, ostetricia e ginecologia, grande professionalità ma anche umanità. Credo che questo vada preservato. Siamo ottimisti rispetto alla nostra capacità di costruire un modello toscano che servirà a tutto il Paese, – conclude l’assessora. – Di bambini ne nascono sempre meno in tutta Italia e questo modello dimostrerà che questo Punto nascita non soltanto può rimanere aperto, ma può ulteriormente migliorare e portare questa esperienza di qualità altrove».
«L’incontro con l’assessora Monia Monni ci ha permesso di mostrare il valore del nostro ospedale: dalle attività del Punto nascita, dell’Oncologia medica e della Chirurgia generale, fino ai nuovi percorsi di cura e alle innovazioni tecnologiche, – commenta la direttrice di Campostaggia Campanile. – Un momento di confronto fondamentale per ribadire anche la centralità del lavoro di rete con la sanità territoriale».
La presidente della SdS Alta Val d’Elsa e sindaca di Poggibonsi Cenni interviene anche a nome dei sindaci di Barberino Tavarnelle, Casole d’Elsa, Castellina in Chianti, Certaldo, Colle di Val d’Elsa, Gambassi Terme, Monteriggioni, Radicondoli e San Gimignano: «Ringraziamo l’assessora Monia Monni per aver accolto l’invito promosso da dieci Sindaci del territorio uniti nella mobilitazione per difendere il punto nascita di Campostaggia. In Valdelsa si continuerà a nascere, e questo è il primo messaggio forte che vogliamo sottolineare, anche in virtù delle parole e della valutazione positiva espressa dall’assessora. C’è una battaglia comune che, – continua, – insieme alla Regione e alle nostre comunità, dobbiamo portare avanti con serietà e che passa prima di tutto dalla difesa del punto nascita attraverso la valorizzazione dell’esperienza, della storia, della capacità innovativa e della grande qualità che questo reparto riesce a esprimere. Sarà una battaglia non banale, che deve vederci pronti anche su una successiva linea d’azione ovvero la riorganizzazione attraverso l’integrazione interaziendale con Le Scotte di Siena. Anche in questo caso, a condizione che ci sia il mantenimento dell’integrità e delle eccellenze del reparto, a tutela di mamme, bambini e professionisti. La mobilitazione, – conclude Cenni, – va avanti con la massima attenzione e chiediamo alla Regione di essere perennemente coinvolti su tutti i passaggi che seguiranno».