mercoledì, 23 Settembre 2026

Le infermiere dei “matti”: all’Ospedale psichiatrico dell’Osservanza di Imola una storia sociale e di genere

Imola, 23 settembre 2026 – Il 30 settembre un incontro promosso da PerLeDonne ODV e Azienda Usl di Imola per riportare alla luce il lavoro e la vita delle infermiere dell’Ospedale psichiatrico dell’Osservanza.

C’è una parte della storia degli ospedali psichiatrici che rischia di rimanere sullo sfondo: quella delle persone che, ogni giorno, vi lavoravano. Tra queste, le infermiere, protagoniste di un lavoro di cura svolto in un contesto profondamente segnato dalla storia della psichiatria e dai cambiamenti sociali e culturali che hanno attraversato il Novecento.

A questa storia è dedicato l’incontro “Le infermiere dei ‘matti’ presso l’Ospedale psichiatrico dell’Osservanza di Imola: una storia sociale e di genere”, promosso da PerLeDonne ODV e Azienda Usl di Imola, in programma mercoledì 30 settembre, dalle 14.30 alle 17.30, presso l’Auditorium dell’ex Chiesa dell’Osservanza, in via Vittorio Padovani a Imola. L’iniziativa vuole approfondire, attraverso una prospettiva sociale e di genere, la presenza e il lavoro delle infermiere all’interno dell’ospedale psichiatrico imolese, restituendo attenzione a una componente fondamentale della storia dell’assistenza e della comunità locale.

L’Osservanza venne costruita nel 1890 per rispondere alla crescente necessità di posti letto psichiatrici e arrivò a comprendere un complesso articolato di padiglioni, con una capienza di circa mille degenti. Nel corso della sua lunga storia la struttura fu interessata da profondi cambiamenti e rimase attiva fino alla chiusura formale degli ospedali psichiatrici imolesi nel 1996. La documentazione conservata negli archivi testimonia anche la presenza di una Scuola infermieri e di documentazione relativa al personale, offrendo una fonte preziosa per ricostruire la storia del lavoro assistenziale all’interno della struttura.

“L’ospedale psichiatrico Osservanza di Imola, dalla fine dell’800 ai primi del 900 ed oltre, ha costituito – sottolinea Cristina Zanasi, presidente di PerLeDonne ODV – un’importante opportunità lavorativa per le donne imolesi. Il lavoro infermieristico femminile, che per anni è stato poco più di un lavoro da sorveglianti, pagato meno di quello maschile, con forti limitazioni, non si potevano sposare e tanto meno fare figli, era tuttavia un’occasione per svolgere un lavoro retribuito fuori di casa. È una storia di riscatto sociale ed economico che è servito da apripista per tutte le altre professioni sanitarie che negli anni sono state ricoperte in modo sempre più massiccio dalle donne. Una presenza rimasta invisibile e che abbiamo voluto far emergere e narrare per dare il giusto spazio che deve ricoprire nella storia dell’Osservanza di Imola”.

“Iniziative come questa ci aiutano a rileggere una pagina importante della storia sanitaria e sociale del nostro territorio attraverso lo sguardo di chi, ogni giorno, lavorava all’interno dell’Osservanza – sottolinea Agostina Aimola, direttrice generale dell’Azienda Usl di Imola –. Ricostruire la storia delle infermiere significa anche riconoscere il valore di una professione che nel tempo ha profondamente trasformato il proprio ruolo, le proprie competenze e il proprio modo di interpretare la cura. Per l’Azienda Usl di Imola custodire e valorizzare questa memoria significa mantenere vivo il legame tra la storia dei nostri servizi, le persone che vi hanno lavorato e la sanità che oggi siamo chiamati a costruire”.

L’incontro sarà moderato da Malvina Mazzotta e vedrà gli interventi di Claudia Dall’Osso, Elisa Rossi e Arianna Agnoletto, oltre a quello della direttrice generale dell’AUSL di Imola Agostina Aimola. L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, rappresenta anche un’occasione per valorizzare la memoria dell’Osservanza come patrimonio della comunità imolese.

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