Grazie a telemedicina e Case della Comunità meno spostamenti per i pazienti, tempi di attesa ridotti e cure personalizzate sul territorio
Valle del Serchio, 21 settembre 2026 – Meno spostamenti per i pazienti, tempi di attesa ridotti e cure personalizzate direttamente sul territorio. In Valle del Serchio la gestione delle patologie respiratorie croniche (come la BPCO) cambia passo grazie alla digitalizzazione e alla rete delle Case della Comunità.
Nelle sedi di Piazza al Serchio, Fornoli e Gallicano, i cittadini trovano infatti oggi infermieri dedicati ed esami diagnostici di primo livello (come spirometrie ed emogasanalisi). Grazie alla tele-refertazione e al tele-consulto con gli specialisti ospedalieri, i risultati arrivano direttamente in ambulatorio, evitando ai pazienti fragili o residenti in zone montane di doversi spostare negli ospedali di Barga, Castelnuovo di Garfagnana o Lucca.
Si tratta di un modello innovativo, nato per superare l’isolamento geografico delle aree interne, che sta dando risultati concreti. Questi i numeri del progetto al 31 agosto 2026: 397 attività di follow-up per pazienti con BPCO; 349 spirometrie e 136 emogasanalisi eseguite sul territorio; 694 prestazioni specialistiche a distanza tra tele-consulti e tele-refertazioni; la quota di pazienti cronici monitorati con spirometria è salita dall’8,8% del 2024 al 13,5% del 2025.
A oggi la rete digitale copre una popolazione di oltre 240.000 abitanti distribuiti su più di 1.400 km² di territorio collinare e montano, unendo le Case della Comunità e i presidi ospedalieri della Valle del Serchio e anche della Piana di Lucca.
«La Valle del Serchio – sottolinea la direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest Maria Letizia Casani – si propone come esempio virtuoso di come la digitalizzazione possa non solo migliorare l’accesso alle cure, riducendo le disuguaglianze legate alla distanza geografica, ma anche favorire una migliore qualità di vita per chi vive con patologie respiratorie croniche. La sinergia tra territorio e ospedale, unita a un uso intelligente della tecnologia, rappresenta una risposta concreta alle necessità della popolazione, sempre più fragile e bisognosa di assistenza».
«Il territorio della Mediavalle del Serchio e della Garfagnana – evidenzia la direttrice della Pneumologia dell’area nord Valentina Pinelli – si sta confermando vero laboratorio di innovazione. L’esperienza maturata con la BPCO ci spinge ad estendere questo modello digitale anche ad altri percorsi assistenziali, portando la diagnostica sempre più vicina alle persone».
«È un cambio di paradigma – spiega Riccardo Orsini, coordinamento aziendale digitalizzazione USL Toscana nord ovest –. La Valle del Serchio è diventata la zona con la più ampia rete di sanità digitale in Toscana. Inserito nella transizione digitale dell’Azienda, il progetto garantisce cure più efficaci e riduce drasticamente gli spostamenti, portando gli specialisti pneumologi direttamente sul territorio».
«Dopo il progetto che abbiamo portato all’Isola d’Elba – aggiunge Alessandro Iala, direttore della struttura aziendale Transizione al digitale – questa esperienza ci permette di avanzare verso la completa digitalizzazione del territorio aziendale, creando un’unica rete per le patologie respiratorie integrata con gli ospedali».
«Grazie ai fondi della Strategia nazionale aree interne (SNAI) e agli investimenti aziendali – chiude Fabio Costa, direttore di Zona Valle del Serchio – abbiamo creato una vera squadra di prossimità. Medici di famiglia, pediatri, specialisti, infermieri di comunità e assistenti sociali lavorano insieme per rispondere in modo preventivo e integrato ai bisogni della popolazione».