Le raccomandazioni europee rafforzano il ruolo della ricerca Novo Nordisk nella protezione di cuore e reni: semaglutide indicata per ridurre la progressione della malattia renale cronica ed eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2
Roma, 21 settembre 2026 – La protezione di cuore e reni è una priorità nella gestione delle persone con diabete di tipo 2, obesità e malattia renale cronica. A pochi giorni dal Congresso EASD, l’aggiornamento presentato nell’ambito della European Society of Cardiology (ESC) riconosce semaglutide tra le terapie raccomandate per ridurre il rischio di progressione renale ed eventi cardiovascolari, confermando il contributo della ricerca Novo Nordisk nell’area cardio-renale-metabolica. Il documento, sviluppato in collaborazione con la European Renal Association (ERA), è il primo delle Linee Guida ESC dedicato specificamente all’intersezione tra malattia cardiovascolare e malattia renale cronica. L’obiettivo è anticipare la diagnosi, migliorare la stratificazione del rischio e promuovere un trattamento tempestivo nei pazienti in cui cuore e rene sono coinvolti nello stesso continuum di rischio.
Per le persone con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, il valore di semaglutide iniettivo emerge in modo particolare dallo studio FLOW, condotto in 3.533 pazienti. Nel trial, semaglutide somministrata per via sottocutanea una volta a settimana ha ridotto del 24% il rischio dell’endpoint composito primario renale rispetto al placebo, che includeva insufficienza renale, riduzione sostenuta di almeno il 50% dell’eGFR (indicatore che stima quanto bene i reni riescono a filtrare il sangue) rispetto al basale o morte per cause renali o cardiovascolari. Lo studio ha inoltre evidenziato una riduzione di circa un terzo del tasso di declino dell’eGFR. Questo stesso studio ha documentato, sebbene come obiettivo secondario, una riduzione importante di eventi maggiori cardiovascolari e di morte per tutte le cause nella stessa popolazione, che si ricorda è ad altissimo rischio di eventi cardiovascolari e morte. Sul piano cardiovascolare, FLOW ha mostrato una riduzione significativa del 18% dell’endpoint composito secondario cardiovascolare, costituito da infarto miocardico non fatale, ictus non fatale o morte cardiovascolare.
A sottolineare il valore clinico di questo passaggio è il professor Salvatore De Cosmo, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e Direttore del Dipartimento di Medicina Interna-Endocrinologia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo: “Le nuove Linee Guida ESC rappresentano un passaggio importante perché traducono in raccomandazioni cliniche evidenze che negli ultimi anni hanno profondamente ampliato il nostro modo di considerare il diabete di tipo 2. Oggi l’obiettivo non è soltanto raggiungere un buon controllo glicemico, ma identificare precocemente i pazienti a maggior rischio e intervenire per proteggere cuore e reni, oltre a prevenire la progressione delle complicanze. Il riconoscimento di semaglutide nelle nuove raccomandazioni europee va in questa direzione e sarà uno dei temi centrali anche al prossimo Congresso EASD, dove si continuerà a discutere di come le nuove evidenze possano tradursi in una gestione sempre più integrata e personalizzata delle persone con diabete”.
In questo scenario, le raccomandazioni estendono l’attenzione al ruolo dell’obesità come fattore di rischio diretto per cuore e reni. Nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata, malattia renale cronica e obesità, il trattamento con GLP-1 RA dovrebbe essere considerato per favorire la perdita di peso e migliorare la qualità di vita. Le Linee Guida richiamano inoltre i dati dello studio SELECT, nel quale semaglutide 2,4 mg ha ridotto del 20% il rischio dell’endpoint cardiovascolare primario in persone con sovrappeso o obesità e malattia cardiovascolare preesistente, senza diabete, e del 22% un endpoint renale composito prespecificato.
“Riconoscendo l’obesità come un fattore di rischio diretto per il cuore e per i reni, i cardiologi raccomandano oggi semaglutide come alleato nel supportare e migliorare la qualità di vita in chi soffre di patologie complesse come lo scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (HFpEF) associato a obesità”, dichiara Marco Orsini Federici, Direttore Medico e Regolatorio di Novo Italia. “I dati scientifici e le nuove indicazioni della Società Europea di Cardiologia segnano un cambio di passo decisivo: semaglutide non è più da considerare solo una terapia per il diabete o per il peso, ma una vera e propria protezione per il cuore e per i reni”.
In sintesi
Le Linee Guida ESC 2026 introducono una visione integrata della protezione cardio-renale nei pazienti con malattia cardiovascolare e malattia renale cronica. Semaglutide è raccomandata in pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, in presenza di albuminuria e sulla base di definiti criteri di funzione renale, per ridurre la progressione della malattia renale e il rischio di eventi cardiovascolari. Nel trial FLOW, semaglutide ha ridotto del 24% il rischio dell’endpoint renale primario e del 18% l’endpoint cardiovascolare secondario. Il riconoscimento apre un ponte tra Congresso ESC e Congresso EASD, valorizzando il ruolo della ricerca Novo Nordisk nelle patologie cardio-renali-metaboliche.