Udine, 18 settembre 2026 – L’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale ha definito e presentato, a tutti gli operatori sanitari coinvolti, il nuovo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato alle pazienti con carcinoma dell’ovaio. Il documento stabilisce con chiarezza ruoli e responsabilità dei diversi professionisti e delle strutture aziendali che accompagnano la donna lungo tutte le tappe dell’assistenza.
In Italia si registrano ogni anno oltre 5.000 nuove diagnosi di tumore ovarico, con una media di 111 casi annuali nella Regione Friuli Venezia Giulia, tasso di incidenza standardizzato pari a 13,9 casi ogni 100.000 donne (dati dal rapporto 2025 sui tumori in Friuli Venezia Giulia), in linea con le tendenze in Italia e in Europa. In ASU FC, nel primo semestre del 2026, sono stati operati 53 nuovi casi.
La gestione di questa patologia, dalla diagnosi iniziale ai trattamenti e fino alla conclusione dell’iter, rappresenta un momento particolarmente complesso da affrontare: favorendo la sinergia tra i diversi punti della rete di assistenza, il nuovo percorso intende consentire alla paziente e ai suoi care givers di concentrare le proprie energie sullo stato di salute e sulla propria rete di affetti, affidando la parte organizzativa al case manager, ruolo ricoperto da un professionista sanitario esperto che ha il mandato di accompagnare la donna durante tutte le tappe. Un ulteriore supporto è dato dalle associazioni convenzionate con ASU FC, che intervengono nel percorso.
L’ASU FC risponde alle esigenze di un territorio vasto, con oltre 515.000 abitanti, composto per più della metà da donne. Per garantire un’assistenza omogenea ed equa, il modello assicura l’accoglienza e la presa in carico della paziente presso qualsiasi punto di accesso dell’azienda sanitaria sul territorio, ovunque sia presente un ambulatorio ginecologico. Sebbene la chirurgia specialistica, alcuni esami diagnostici e i trattamenti più complessi siano centralizzati presso l’ospedale hub Santa Maria della Misericordia di Udine, il piano di cura individuale viene stabilito e coordinato attraverso incontri periodici di un gruppo multidisciplinare e interprofessionale e in qualsiasi altra fase è garantita l’erogazione delle cure nel nodo aziendale scelto dalla paziente.
L’integrazione operativa tra i professionisti della rete ospedaliera e territoriale permette di mettere a fattor comune le diverse competenze con l’obiettivo prioritario del benessere della persona.
Nel mese di febbraio del 2027, a sei mesi dall’avvio ufficiale del PDTA, è previsto il primo monitoraggio intermedio degli indicatori di struttura, esito e processo, che permetterà di verificare l’adesione al percorso e i primi esiti.
La presentazione del PDTA è avvenuta nel mese dedicato alla sensibilizzazione e alla lotta contro i tumori ginecologici. Proprio in questo contesto, la SOC Ostetricia e Ginecologia di ASU FC si impegna ad avviare, in collaborazione con l’associazione LOTO, i LOTO Open Days: giornate dedicate alla prevenzione, all’informazione e alla sensibilizzazione sui tumori ginecologici.