La soglia di sicurezza europea è uno ogni sei. Da settembre mancano anche cinque OSS. E sul piano delle assunzioni dell’intera ASP, nessuna risposta.
Potenza, 16 settembre 2026 – Di notte, nei reparti di Lungodegenza, Nucleo Coma Vegetativo e Riabilitazione dell’Ospedale di Lauria, venti posti letto tutti occupati sono affidati a un solo infermiere. Da settembre, senza nemmeno un operatore socio-sanitario accanto. A denunciarlo è la FIALS Potenza, che dal 25 giugno ha scritto tre volte all’ASP di Potenza senza ricevere una risposta nel merito.
Il dato ha un termine di paragone preciso. Lo studio europeo RN4CAST fissa la soglia di sicurezza in un infermiere ogni sei pazienti. A Lauria si è oltre il triplo. E la ricerca pubblicata su The Lancet nel 2014 da Linda H. Aiken, su centinaia di ospedali di nove Paesi europei, ha misurato che ogni paziente in più assegnato a un infermiere si associa a un aumento di circa il 7% del rischio di mortalità nei trenta giorni dopo il ricovero.
A settembre la situazione è peggiorata. Le lunghe assenze di cinque OSS hanno imposto di riprogrammare i turni da capo, e agli OSS sono state tolte le notti. A coprirle sono stati chiamati gli infermieri, in straordinario: gli stessi che di notte erano già uno soltanto.
I numeri dell’organico spiegano come si è arrivati fin qui. Tra cessazioni, trasferimenti, riduzioni orarie e altri istituti contrattuali, la presenza effettiva di infermieri in reparto si è ridotta drasticamente rispetto all’organico sulla carta. E non esiste un servizio di pronta disponibilità: se qualcuno si ammala all’improvviso, il turno lo copre chi c’è.
Poi ci sono i fisioterapisti. Il 25 giugno la FIALS ha segnalato all’ASP che i pensionamenti non venivano sostituiti e che i progetti riabilitativi dei pazienti rischiavano di interrompersi. L’Azienda si è limitata a smistare la nota al proprio ufficio del personale. Le assunzioni di fisioterapisti sono state annunciate. A Lauria non ne è arrivato nemmeno uno.
Intanto l’ASP ha deliberato di aprire nella stessa unità operativa quattro nuovi posti letto RSA ad alta intensità assistenziale. Con quale personale, non lo ha mai detto.
Ma Lauria non è un caso isolato. La carenza di personale attraversa l’intera Azienda Sanitaria di Potenza. Per questo, il 13 agosto, la FIALS ha chiesto alla Direzione Generale e all’Assessore regionale alla Salute lo stato dell’arte del Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale dell’ASP, approvato il 20 gennaio 2026: quanti posti sono stati coperti, quali concorsi sono stati avviati, quali si sono conclusi, quali sono fermi e perché. I profili con i ritardi più pesanti sono quelli che reggono ospedali e territorio ogni giorno: autisti di ambulanza, fisioterapisti, OSS, tecnici, logopedisti.
A otto mesi dall’approvazione del Piano, nessuno sa a che punto siano le assunzioni. Il termine per rispondere è scaduto il 28 agosto. Dall’ASP non è arrivata una tabella, una motivazione, una data.
«Un infermiere da solo, di notte, con venti pazienti e senza un OSS: è questo che oggi l’ASP chiede al personale dell’Ospedale di Lauria», dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale FIALS Potenza. «La soglia di sicurezza è uno ogni sei. Qui siamo oltre il triplo. E Lauria è solo il punto in cui la carenza si vede di più. Abbiamo chiesto all’ASP a che punto è il piano delle assunzioni in tutta la provincia e non abbiamo avuto una riga di risposta. Le assunzioni vengono annunciate, ma nei reparti non arriva nessuno. Chiediamo personale vero e risposte scritte.»
La FIALS Potenza chiede alla Direzione Generale dell’ASP una convocazione urgente e la trasmissione immediata dello stato di attuazione del Piano delle assunzioni. Altrimenti dichiarerà lo stato di agitazione del personale e chiederà l’attivazione della procedura di raffreddamento davanti alla Prefettura di Potenza, come già fatto ad aprile per la Dialisi di Lauria-Maratea.