‘Catturare il presente quando il passato sfuma’ è un progetto che trasforma gli ospiti in fotografi per raccontare la realtà con i loro occhi e che, secondo il Professor Marco Trabucchi, conferma come la demenza non cancelli la vita. A conclusione dei laboratori, gli scatti saranno esposti in una mostra dedicata a familiari, caregiver e visitatori
Milano, 16 settembre 2026 – Sono 40 le RSA Korian in cui, da settembre, gli ospiti con Alzheimer raccontano il mondo attraverso la fotografia. Il progetto “Catturare il presente quando il passato sfuma” — promosso da Korian, il brand socio-sanitario di Clariane Italia — nasce nel 2020 dalla tesi di laurea di Francesca Migliorati nell’RSA Vittoria di Brescia e coinvolge quest’anno circa 400 ospiti in 6 regioni.
L’iniziativa è sviluppata direttamente con gli ospiti con diagnosi certificata di demenza o Alzheimer. L’équipe multidisciplinare, composta da educatori, psicologi, assistenti sociali e ufficio accoglienza, ha suddiviso gli ospiti in piccoli gruppi, assegnando a ciascuno una macchina fotografica e introducendoli all’attività, lasciandoli poi liberi di raccontare il proprio punto di vista attraverso gli scatti. Al termine di ogni laboratorio, una volta raccolte le fotografie, gli specialisti hanno effettuato per ciascun partecipante una valutazione MMSE (Mini-Mental State Examination) e un’anamnesi sociale. Il progetto prosegue tuttora nella fase di analisi e approfondimento dei risultati raccolti. Al termine del percorso, le strutture coinvolte organizzeranno una mostra dedicata a caregiver, familiari e visitatori, che potranno osservare il mondo attraverso gli occhi dei partecipanti e comprendere meglio come essi lo percepiscono.
“La fotografia ci aiuta a vedere il mondo attraverso gli occhi dei pazienti, a capire cosa vedono e che cosa cattura la loro attenzione. Ogni scatto viene poi associato alla loro anamnesi sociale, cioè la loro storia di vita che ci racconta chi sono queste persone e, soprattutto, chi sono state, i loro rapporti familiari, la loro carriera, hobby e passioni”, spiega Francesca Migliorati, ideatrice del progetto e Referente Gestione Qualità RSA Vittoria Korian di Brescia. “Grazie a questo lavoro e alla conoscenza diretta dell’ospite da parte delle équipe, siamo in grado di raccontare il messaggio dietro agli scatti. A volte questo messaggio è immediato, in altri casi più difficile da trovare e, in altri ancora, impossibile. Questo avvalora, ancora una volta, come l’individualità della persona rimanga intatta e leggibile anche con una diagnosi di demenza, invitando familiari e caregiver ad ammirare le immagini realizzate dai propri cari così da comprendere che non solo sono ancora qui, ma sono ancora in grado di scegliere, di esprimersi e di creare”.
L’intuizione da cui nasce il progetto è semplice e allo stesso tempo profonda ed evocativa: l’Alzheimer influenza la memoria del presente, ma non spegne quella luce e quella capacità di osservare, sentire, cogliere e creare.
“Clariane Italia da sempre si impegna per sensibilizzare e generare interesse verso una malattia come l’Alzheimer, che troppo spesso resta invisibile, nonostante oggi, come confermano i dati di Alzheimer Europe, l’Italia sia il Paese dell’Unione Europea con la più alta percentuale di persone con demenza rispetto alla popolazione totale, con oltre 1.430.000 persone che convivono con questa patologia”, commenta Federico Guidoni, Presidente e CEO di Clariane Italia. “Con questo progetto, nato dal brillante lavoro di Francesca Migliorati, vogliamo quindi invitare le persone a entrare in relazione con i pazienti e a riconoscerne le soggettività grazie a nuovi strumenti d’espressione e di ascolto, per guardare non soltanto ciò che la malattia ha sottratto, ma anche tutto ciò che è ancora presente”.
A confermare il significato del progetto è il Professor Marco Trabucchi, medico specialista in Psichiatria e figura di spicco nel campo della gerontologia e della psicogeriatria, che vede in questa iniziativa una conferma concreta del fatto che la demenza non cancelli la vita: anche nelle situazioni più complesse, nelle persone affette da Alzheimer restano tracce di significato e memoria. Trabucchi sottolinea quindi che proprio gli scatti degli ospiti confermano questo dato, perché le persone riprendono sempre qualcosa di significativo, che varia da persona a persona e cambia nella stessa persona nel tempo. C’è sempre un collegamento con una realtà che parla alle persone con demenza e sta a noi essere in grado di capire il loro linguaggio.
L’obiettivo è interpretare e leggere ogni scatto alla luce della storia personale degli ospiti, anche se non è sempre possibile attribuire un significato univoco alle immagini. Proprio questo rappresenta uno degli elementi più importanti del progetto: non tutto ciò che una persona comunica deve necessariamente essere tradotto o spiegato per poter essere accolto e riconosciuto.
Fonte dei dati europei: rapporto “The Prevalence of Dementia in Europe 2025”, diffuso da Alzheimer Europe e presentato da Federazione Alzheimer Italia.