martedì, 15 Settembre 2026

Aziende sanitarie ferraresi: sicurezza delle cure nasce da integrazione, innovazione e presa in carico della persona

Il 17 settembre si celebra la Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente

Ferrara, 15 settembre 2026 – In occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente 2026, che ogni anno si celebra il 17 settembre, le Aziende Sanitarie Ferraresi rinnovano il proprio impegno nella promozione di una cultura della sicurezza fondata sulla qualità dell’assistenza, sulla prevenzione del rischio clinico e sulla centralità della persona.

La sicurezza del paziente non coincide soltanto con la prevenzione dell’errore, ma rappresenta un modo di progettare e organizzare l’assistenza, capace di garantire cure appropriate, percorsi condivisi, continuità assistenziale e partecipazione attiva dei cittadini.

È in questa prospettiva che l’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara hanno sviluppato una serie di buone pratiche organizzative e cliniche, candidate nel 2026 alla Call nazionale delle Buone Pratiche sulla Sicurezza delle Cure di Agenas, che rappresentano esempi concreti di innovazione al servizio della sicurezza dei pazienti.

Tra queste, il nuovo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale, Digitale e Sociale (PDTA-DS) dedicato alle pazienti con diastasi dei muscoli retti addominali, che realizza una presa in carico multidisciplinare tra ospedale e territorio, riducendo la frammentazione assistenziale, favorendo diagnosi tempestive e utilizzando anche strumenti di telemedicina per garantire continuità e monitoraggio.

Sempre nell’ambito della medicina territoriale è stato sviluppato il PDTA per la presa in carico delle persone con cefalea, organizzato secondo una rete integrata tra Medici di Medicina Generale, Casa della Comunità, neurologi e Centro Cefalee di riferimento. Il percorso permette di indirizzare ogni paziente al livello assistenziale più appropriato, migliorando l’accessibilità ai servizi, la continuità delle cure e l’appropriatezza clinica.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza del Percorso Nascita, attraverso un modello Hub & Spoke che integra Consultori, Case della Comunità e Area Materno-Infantile dell’Ospedale di Cona. La stratificazione precoce del rischio ostetrico, la condivisione delle informazioni cliniche tra territorio e ospedale, la prevenzione dei fattori di rischio e l’accompagnamento della donna e della famiglia durante i primi mille giorni di vita rappresentano elementi fondamentali per garantire la sicurezza della madre e del neonato lungo tutto il percorso assistenziale.

Nel campo della degenza cardiologica è stata inoltre introdotta una procedura aziendale basata su check list strutturate che accompagnano il paziente già dal pre-ricovero, prima e dopo le procedure di Emodinamica ed Elettrofisiologia. La standardizzazione dei controlli, la verifica sistematica dell’identità del paziente, della documentazione clinica, della preparazione pre-procedurale e del monitoraggio successivo consentono di ridurre il rischio di errori, migliorare la comunicazione tra i professionisti e aumentare la sicurezza delle procedure invasive.

Un ulteriore progetto innovativo riguarda la prevenzione cardiovascolare familiare, trasformando il momento della dimissione ospedaliera dopo un infarto miocardico in un’opportunità di prevenzione. Attraverso il coinvolgimento del paziente, dei familiari, del Medico di Medicina Generale e dell’Infermiere di Famiglia e Comunità, il percorso favorisce l’identificazione precoce del rischio cardiovascolare nei familiari e promuove una presa in carico preventiva e continuativa, rafforzando l’integrazione tra ospedale e territorio.

Pur affrontando ambiti clinici molto diversi, tutte queste esperienze condividono gli stessi principi: standardizzazione dei percorsi, lavoro multiprofessionale, appropriatezza clinica, coinvolgimento dei cittadini, continuità assistenziale, monitoraggio degli esiti e miglioramento continuo della qualità.

La sicurezza delle cure è infatti il risultato di organizzazioni che imparano, innovano e costruiscono reti tra professionisti, servizi e comunità. È un processo che richiede competenze, collaborazione e capacità di mettere la persona al centro di ogni decisione assistenziale.

La celebrazione annuale e mondiale della “sicurezza del paziente” – evidenzia la prof.ssa Rosa Maria Gaudio (Risk Manager Aziende Sanitarie Ferraresi) – concede a tutti i professionisti ed operatori sanitari un momento univoco e di riflessione verso tematiche attenzionate quotidianamente e sottoposte a continue revisioni scientifiche nazionali, regionali ed aziendali. Quest’anno l’OMS ha favorito l’interlocuzione tra il mondo sanitario e l’utente, spesso intercalato da vicende estranee alla scientificità e complessità clinica, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza pubblica, di favorire la comprensione globale e promuovere azioni di miglioramento sulle malattie non trasmissibili. In questo contesto, le Aziende ferraresi presentano un’ampia gamma di attività strutturate al fine di promuovere assistenza caratterizzata da interdisciplinarietà e interprofessionalità, seguendo alle più attuali linee guida scientifiche internazionali e nazionali, con l’obiettivo di essere sempre più vicini all’utenza sia in ospedale che sul territorio. Questa attenzione collettiva su tutte le organizzazioni ospedaliere, distrettuali e territoriali, permette di offrire attenzione e sicurezza in tutti i passaggi necessari per costruire qualità nell’assistenza, cura e terapia”.

La sicurezza delle cure – dichiara la dott.ssa Emanuela Belviso Dirigente delle Professioni Sanitarie UOSD Sicurezza delle cure, Sviluppo e Qualità dell’assistenza – si costruisce ogni giorno attraverso il contributo integrato di tutte le professioni sanitarie. Standardizzare i processi, valorizzare le competenze e promuovere il lavoro di équipe significa offrire ai cittadini un’assistenza sempre più sicura, appropriata e di qualità“.

“La sicurezza del paziente – sottolinea il dott. Michele Chiarini (Responsabile Assistenziale e Tecnico Sicurezza delle cure dell’ospedale di Cona) –  non si limita alla fondamentale prevenzione dell’errore clinico, ma rappresenta una vera e propria filosofia di progettazione sanitaria. Le buone pratiche sono la prova concreta che la sicurezza non è isolata, ma nasce dalla reale integrazione tra ospedale e territorio. Solo abbattendo la frammentazione assistenziale e costruendo reti forti tra professionisti possiamo garantire cure davvero appropriate e vicine alle persone”.

Le Aziende Sanitarie Ferraresi –  mette in rilievo il dott. Enrico Mazzoli (Responsabile Assistenziale e Tecnico Sicurezza delle cure dell’Azienda Usl) – promuovono una visione della sicurezza delle cure come responsabilità condivisa e trasversale a tutta l’organizzazione, fondata sulla collaborazione tra professionisti e sull’integrazione delle competenze di medicina legale, rischio clinico, rischio infettivo, qualità dell’assistenza, formazione e sviluppo professionale. L’ obiettivo è quello di sostenere modelli organizzativi orientati alla prevenzione dei rischi, all’apprendimento dall’esperienza e al miglioramento continuo, affinché ogni professionista possa contribuire a garantire cure sempre più sicure, appropriate e centrate sulla persona”.

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