Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP): “Bene il Piano Nazionale per la prevenzione del suicidio. La Pediatria di Famiglia sia parte della strategia per gli adolescenti”
Il Presidente D’Avino: “Un primo passo fondamentale verso una strategia nazionale che renda più omogenei prevenzione, riconoscimento precoce del rischio e accesso tempestivo ai servizi”
Roma, 14 settembre 2026 – “Accogliamo con favore l’annuncio del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sull’avvio dei lavori per un Piano nazionale per la prevenzione del suicidio. È un primo passo fondamentale verso una strategia nazionale specifica, capace di rendere più omogenei sul territorio la prevenzione, il riconoscimento precoce delle situazioni di rischio e l’accesso a percorsi di assistenza adeguati e tempestivi”. Lo dichiara Antonio D’Avino, Presidente nazionale FIMP, richiamando il valore del contributo che la Pediatria di Famiglia può offrire alla definizione delle misure rivolte agli adolescenti, una fascia di età nella quale intercettare precocemente condizioni di fragilità e disagio può fare la differenza.
Il Pediatra di Famiglia rappresenta infatti uno dei principali riferimenti sanitari per gli adolescenti e le loro famiglie. La continuità del rapporto assistenziale e la conoscenza della storia dei ragazzi e del contesto familiare in cui vivono favoriscono il riconoscimento di segnali di fragilità, cambiamenti comportamentali e situazioni critiche che possono richiedere un approfondimento specialistico.
“Perché questo ruolo possa essere realmente efficace – prosegue D’Avino – servono strumenti chiari e una rete organizzata. È necessario prevedere una formazione specifica e strumenti pratici per la valutazione dell’ideazione suicidaria e dell’autolesionismo, insieme a criteri condivisi per definire i livelli di urgenza, l’invio ai servizi specialistici e il successivo follow-up”.
Per FIMP è altrettanto importante definire referenti e percorsi assistenziali chiari sul territorio, assicurando un collegamento strutturato tra i servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e la Pediatria di Famiglia, così da garantire un accesso tempestivo alle cure specialistiche e continuità nella presa in carico.
“Di fronte a situazioni così complesse servono procedure condivise, responsabilità definite e un lavoro realmente multidisciplinare. Le Case della Comunità possono rappresentare uno spazio importante di integrazione tra Pediatria di Famiglia, Neuropsichiatria infantile, Psicologia e gli altri professionisti coinvolti”.
“L’auspicio – conclude D’Avino – è che il Piano sia l’occasione per costruire una rete nazionale più uniforme e accessibile, capace di riconoscere precocemente le situazioni di rischio e offrire a ragazzi e famiglie risposte tempestive, indipendentemente dal territorio in cui vivono. FIMP è pronta a contribuire alla definizione di questo percorso”.