Roma, 14 settembre 2026 – “Ci fa piacere che le domande a Infermieristica quest’anno siano in aumento del 16,4% rispetto allo scorso anno (con un +17% al Nord, +18% al Centro e +13% al Sud), ma il rapporto tra candidature e posti disponibili che si attesta poco sopra l’uno impone prudenza”. Lo dice il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, commentando i dati raccolti da Angelo Mastrillo, docente in Organizzazione delle professioni sanitarie all’Università di Bologna. “Rispetto all’anno scorso, in cui la novità del semestre filtro aveva prodotto uno spostamento delle domande verso Medicina, infatti – continua Bottega -, oggi ritorniamo semplicemente ai valori di tre anni fa. Di fatto, quindi, la battaglia dell’attrattività della professione è tutt’altro che vinta. Non è peggiorata, ma di certo non possiamo archiviarla come una questione risolta”.
“Altro fattore non trascurabile – continua Bottega – è poi la distribuzione geografica delle domande. Dai dati di quest’anno, emerge chiaramente come al Sud ci siano circa 3.700 candidature in più rispetto ai posti disponibili, mentre il Centro e il Nord restano sotto di un migliaio di unità, lasciando apertissimo un problema serio quale quello della selezione del personale che, è del tutto evidente, si rende impossibile visto l’esiguo gap tra domande e posti”.
Il Nursind sposa infine un approccio prudente anche in prospettiva: “Occorrerà vedere poi quanti abbandoni ci saranno – sottolinea il segretario -, dal momento che purtroppo si attestano su percentuali alte (25-30%). Senza contare che sono davvero pochi gli infermieri che resistono nel Ssn fino a fine carriera e non cercano alternative all’estero, nel privato o addirittura verso altre professioni. E sono una sparuta minoranza pure quelli che tengono duro fino a 67 anni e non approfittano di scivoli per una pensione anticipata. Una tendenza che siamo i primi ad auspicare possa essere invertita perché ne va della sicurezza dei pazienti, oltre che del benessere psicofisico dei professionisti stessi”.
“L’auspicio, infine, è che Infermieristica possa avere la stessa attrattività di professioni quali Fisioterapia. Ma perché ciò accada bisogna che le istituzioni facciano la loro parte, lavorando innanzitutto sulle remunerazioni anche come forma di risarcimento sociale per la categoria. È questa la vera leva – conclude il segretario del Nursind – che potrà attrarre nuovi infermieri, prerequisito per poter finalmente ridiscutere anche le attuali condizioni di lavoro”.