lunedì, 14 Settembre 2026

Toscana nord ovest. Asl precisa sulla risonanza magnetica all’ospedale di Castelnuovo di Garfagnana

Castelnuovo di Garfagnana, 14 settembre 2026 – In merito ai recenti interventi sulla risonanza magnetica dell’ospedale di Castelnuovo di Garfagnana, l’Azienda USL Toscana nord ovest ritiene necessario restituire al dibattito pubblico alcuni dati oggettivi, evitando rappresentazioni distorte che rischiano di generare nei cittadini aspettative o pregiudizi non corrispondenti alla realtà.

L’apparecchiatura installata all’ospedale di Castelnuovo nel 2015 non è una risonanza magnetica ad alto campo per diagnostica generale, bensì un sistema “RM Esaote a basso campo” (0,25 Tesla), concepito esclusivamente per lo studio delle articolazioni periferiche: ginocchio, caviglia, piede, gomito, polso e mano. Per caratteristiche tecnologiche e indicazioni cliniche, si tratta di una macchina con un ambito operativo necessariamente limitato e settoriale, che può essere utilizzata solo per esami specifici e mirati, come è stato fatto negli ultimi anni in base alle necessità, anche considerando che la tecnologia si è evoluta in maniera significativa e i bisogni sono molto cambiati nel tempo.

L’investimento sostenuto nel 2015, con l’obiettivo appunto di andare ad approfondire specifiche problematiche, ammontava a circa 200.000 euro. Parlare di “milioni di euro di soldi pubblici sprecati” è pertanto incompatibile con il dato reale e quindi fuorviante.

Per quanto riguarda la situazione del personale, l’Azienda, tramite ESTAR, ha attivato ripetutamente procedure concorsuali per il reclutamento di radiologi. Tali procedure si sono tuttavia inserite in una condizione – ben nota a livello nazionale e regionale – di grave carenza di specialisti in Radiodiagnostica. Le sedi periferiche hanno risentito particolarmente di questa situazione: i pochi professionisti presenti nelle graduatorie hanno infatti privilegiato, con ampia disponibilità di posti, ospedali maggiori e sedi centrali.

La priorità dell’Asl è sempre stata quella di garantire in tutte le realtà i servizi essenziali, in particolare quelli legati all’emergenza-urgenza, nell’ambito di un lavoro di rete delle strutture lucchesi, dell’intera area vasta e dell’Azienda in grado di venire incontro alle esigenze della comunità. Il sistema diagnostico rappresenta infatti il cuore pulsante di molti percorsi clinici ed è fondamentale coniugare l’accuratezza clinica con la prossimità ai bisogni del cittadino.

Tra l’altro, per il reclutamento degli operatori del settore radiologico l’Azienda non si è limitata alle procedure tradizionali. È stato attivato anche un concorso con procedura mirata “smart”, di prossimo espletamento, che registra finalmente una partecipazione numericamente significativa. È un primo effetto positivo dell’aumento, negli ultimi anni, dei posti nelle scuole di specializzazione e rappresenta dunque una concreta possibilità di rafforzamento degli organici.

L’attenzione dell’Azienda USL Toscana nord ovest verso Lucca e Valle del Serchio si misura dunque con tutte le iniziative messe in campo per mantenere attivi servizi essenziali anche in condizioni di difficoltà organizzativa.

È auspicabile che il confronto pubblico su temi delicati come la sanità parta da dati tecnici ed economici corretti: confondere una RM a basso campo, settoriale e dedicata allo studio articolare periferico (da circa 200.000 euro), con un investimento da “milioni di euro”, non aiuta né il dibattito né, soprattutto, la cittadinanza.

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