mercoledì, 9 Settembre 2026

Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute di Bolzano: parlare e ascoltare

In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, il 10 settembre, il Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute invita a prendere sul serio i segnali di allarme.

Bolzano, 9 settembre 2026 – A volte basta semplicemente chiedere con sincerità: “Come stai?”. A volte basta la disponibilità ad ascoltare senza giudicare. Alcune conversazioni possono essere decisive. Lo ricorda il Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute nella Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, il 10 settembre, facendo presente che le crisi psicologiche possono riguardare ogni persona. Le difficoltà personali, familiari, professionali o sociali possono in parte indurre le persone coinvolte a percepire la propria sofferenza come senza via d’uscita e insopportabile. Le persone in crisi suicidaria possono sentirsi combattute tra il desiderio di vivere e quello di porre fine alla propria sofferenza insostenibile. Spesso alla base non c’è il desiderio di morire, ma il fatto di non vedere più nessun’altra via d’uscita. È quindi a maggior ragione importante affrontare le situazioni di crisi, prendere sul serio i segnali di allarme e chiedere aiuto per tempo, viene sottolineato dal Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute. “La prevenzione del suicidio comincia laddove prendiamo seriamente la salute mentale, parliamo apertamente dei problemi e mostriamo alle persone che non sono sole. Cercare aiuto è un segno di forza”, sottolinea l’assessore alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner.

Riconoscere i campanelli d’allarme

Un passo importante consiste nel rompere il tabù che circonda il suicidio e i pensieri che lo precedono. Chi è preoccupato per una persona cara non dovrebbe distogliere lo sguardo. Il ritiro, l’isolamento sociale, cambiamenti evidenti nel comportamento, perdita della speranza o esternazioni come “Non ce la faccio più”, possono essere campanelli d’allarme. Anche i gesti di addio o un cambiamento evidente dopo un periodo di forte disperazione possono essere un motivo per prestare maggiore attenzione e cercare il dialogo. In questo contesto vale la regola: i segnali devono essere sempre contestualizzati in relazione alla singola persona.

Parlare, ascoltare, offrire aiuto

È importante ricordare che una crisi può evolversi. È possibile parlarne. Si può chiedere aiuto. Nessuno deve affrontare una situazione del genere da solo. Gli esperti incoraggiano ad affrontare direttamente l’argomento. La domanda “Stai pensando di toglierti la vita?” non basta, in sé, a scatenare pensieri suicidari. Al contrario: un dialogo aperto può rendere le cose più semplici e dimostrare che nessuno è solo. È importante ascoltare, prendere sul serio la persona ed evitare di dare consigli affrettati o di cercare di tranquillizzarla.

In caso di pericolo immediato, le persone coinvolte non devono essere lasciate sole. In Alto Adige l’assistenza è disponibile 24 ore su 24. Offrono aiuto la Rete di prevenzione del suicidio dell’Alto Adige, il supporto psicologico telefonico al numero verde 800 101 800, nonché il Sostegno al telefono della Caritas al numero 0471 052 052.

In caso di emergenza, il numero da chiamare è il 112. Possono chiedere aiuto non solo le persone coinvolte, ma anche i familiari, gli amici o chiunque sia preoccupato per qualcuno.

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