Il provvedimento rende accessibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale la terapia orale già autorizzata dalla Commissione Europea per le forme da moderata a severa, candidate al trattamento sistemico
La rimborsabilità si fonda sulla decisione della Commissione Europea dell’agosto 2021, che ha autorizzato il farmaco nell’indicazione nella dermatite atopica da moderata a grave in adulti e adolescenti dai 12 anni di età candidati alla terapia sistemica
Il programma di sviluppo di Fase 3 (Measure Up 1, Measure Up 2 e AD Up) ha coinvolto oltre 2.500 pazienti adulti e adolescenti, inclusi 344 adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni
Roma, 2 settembre 2026 – AbbVie, azienda biofarmaceutica globale basata sulla ricerca, annuncia che l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità in Italia di upadacitinib, inibitore orale e selettivo di JAK, per il trattamento della dermatite atopica da moderata a grave negli adolescenti a partire dai 12 anni di età candidati alla terapia sistemica.
La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle a decorso recidivante, caratterizzata da lesioni eczematose e da prurito persistente. Nell’adolescenza il carico di malattia si esprime ben oltre la dimensione cutanea: disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, ripercussioni sulla vita scolastica, sportiva e relazionale, con un impatto significativo sulla qualità di vita del ragazzo e dell’intero nucleo familiare.
“Ogni ampliamento delle opzioni terapeutiche disponibili è una notizia che riguarda prima di tutto i pazienti e le loro famiglie. Oggi la dermatologia italiana dispone di strumenti che consentono di costruire percorsi realmente personalizzati, anche per i pazienti più giovani. Il messaggio che, come Società Scientifica, vogliamo far arrivare è che questi percorsi esistono e sono accessibili: rivolgersi ai centri specialistici di riferimento è il primo passo perché la persona giusta riceva la terapia giusta nel momento giusto”, dichiara Giovanni Pellacani, Presidente SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse.
L’autorizzazione europea si basa su uno dei più ampi programmi registrativi condotti nella dermatite atopica, che ha valutato upadacitinib in monoterapia (Measure Up 1 e Measure Up 2) e in associazione a corticosteroidi topici (AD Up) rispetto a placebo, in oltre 2.500 pazienti adulti e adolescenti con malattia da moderata a grave.
“Con l’ampliamento delle opzioni terapeutiche a farmaci come upadacitinib, oggi è possibile puntare a raggiungere simultaneamente una risoluzione completa o pressoché completa delle lesioni cutanee e un prurito minimo o nullo. Come per ogni terapia sistemica, il profilo di sicurezza è un aspetto fondamentale e, per upadacitinib, disponiamo di dati pubblicati di sicurezza a 6 anni, oltre che di un’ampia esperienza in real life”, afferma Antonio Costanzo, Vice Presidente SIDeMaST.
“In particolare, nell’adolescente l’impatto della dermatite atopica non si misura solo sulla pelle. La visibilità delle lesioni impatta molto negativamente sulla vita sociale e sull’immagine di sé in una fase della vita in cui ciò pesa moltissimo. Inoltre, il prurito incide sul sonno e sul rendimento scolastico. Gli obiettivi terapeutici devono pertanto essere spostati in alto: bisogna puntare all’assenza di prurito e alla scomparsa delle lesioni con rapidità, perché ogni mese di malattia attiva in adolescenza è un mese che non torna”, sottolinea Cataldo Patruno, Presidente SIDAPA – Società Italiana di Dermatologia Allergologica, Professionale e Ambientale.
“L’innovazione terapeutica ha valore quando riesce a tradursi in un beneficio concreto per le persone. L’estensione della rimborsabilità di upadacitinib agli adolescenti con dermatite atopica da moderata a grave rappresenta un importante passo avanti nella possibilità di rispondere ai bisogni di una popolazione particolarmente delicata, per la quale il controllo della malattia significa anche poter vivere pienamente la scuola, le relazioni e la quotidianità. È questo il senso del nostro impegno nella ricerca: sviluppare soluzioni innovative capaci di fare la differenza nella vita dei pazienti”, dichiara Caterina Golotta, Direttore Medico di AbbVie Italia.