martedì, 1 Settembre 2026

Infermieri, Nursing Up: “Nel pieno di una crisi irrisolta mancano 4.807 posti rispetto al fabbisogno delle Regioni”

De Palma: «Schillaci fa bene a chiedere più risorse, ma tra richieste e stanziamenti effettivi il percorso non è affatto scontato. Intanto programmiamo 20.672 posti a Infermieristica contro un fabbisogno regionale di 25.479. Servono finalmente risposte all’altezza dell’emergenza»

ROMA, 1 settembre 2026 – Da una parte ci sono i 5,5 miliardi aggiuntivi che il Ministero della Salute chiede al MEF per la sanità nella Manovra 2027, con circa un miliardo destinato al piano straordinario di assunzioni.

Dall’altra c’è la realtà di una professione nel pieno di una profonda crisi di attrattività e di organici: per il 2026/27 sono stati programmati 20.672 posti a Infermieristica contro un fabbisogno regionale di 25.479.

Significa 4.807 posti in meno e una copertura ferma all’81%, con un incremento di appena 263 posti rispetto all’anno precedente. È da questo divario tra le risorse auspicate per domani e ciò che il sistema programma oggi che parte l’analisi di Nursing Up, Sindacato Nazionale degli Infermieri, attraverso il Presidente Antonio De Palma.

«Riteniamo importante che il Ministro Schillaci abbia chiesto risorse significative per la sanità, ponendo il personale tra le priorità. Ma dobbiamo mantenere i piedi per terra: un conto sono le risorse richieste, un altro quelle che troveranno effettivamente spazio nella Manovra. Saranno gli stanziamenti definitivi a dirci quanto potrà trasformarsi concretamente in assunzioni e valorizzazione professionale».

«SUI 5,5 MILIARDI ATTENDIAMO GLI STANZIAMENTI EFFETTIVI»

Nursing Up guarda quindi con interesse alla richiesta avanzata dal Ministero della Salute, senza considerare quelle somme già acquisite.

«Schillaci fa bene a chiedere di più e auspichiamo che possa ottenere quanto più possibile. Sappiamo però che il confronto tra le esigenze della sanità e le compatibilità della finanza pubblica non è mai stato semplice e negli ultimi anni abbiamo visto quanto possa essere lunga la distanza tra necessità rappresentate e risorse effettivamente disponibili.

Non ci interessa entrare nelle dinamiche tra ministeri né alimentare polemiche politiche. Il nostro compito è giudicare i risultati: i 5,5 miliardi rappresentano oggi una richiesta importante, certo non ancora una risposta».

INFERMIERISTICA, IL FABBISOGNO RESTA SCOPERTO PER 4.807 POSTI

Per il 2026/27 sono stati programmati complessivamente 38.184 posti per le lauree triennali sanitarie, contro un fabbisogno regionale di 43.479. Gli squilibri, tuttavia, sono evidenti: per Infermieristica i 20.672 posti coprono appena l’81% delle 25.479 unità richieste.

Per Medicina sono invece previsti 27.001 posti a fronte di un fabbisogno regionale di 20.842, 6.159 in più, con una copertura del 129,6%. Anche Fisioterapia supera il fabbisogno, con 4.086 posti rispetto a 3.150 richiesti.

«Non contrapponiamo infermieri, medici o altre professioni – chiarisce De Palma – ma chiediamo coerenza. Come si può indicare quella infermieristica tra le principali carenze del sistema e contemporaneamente programmare quasi cinquemila posti in meno rispetto a quanti ne chiedono le Regioni? Nel momento in cui discutiamo di un piano straordinario di assunzioni, partiamo già con un fabbisogno formativo largamente scoperto».

«NON BASTA AUMENTARE I POSTI: BISOGNA RENDERLI ATTRATTIVI»

C’è poi una criticità ancora più profonda. Nel 2025/26 le domande per Infermieristica sono state 18.836 a fronte di 20.409 posti disponibili, con un rapporto di appena 0,92 candidati per posto.

«Aumentare i posti, da solo, non basta. Bisogna convincere i giovani a scegliere Infermieristica. Retribuzioni non proporzionate alle responsabilità, turni e carichi di lavoro, prospettive di carriera e insufficiente valorizzazione professionale hanno progressivamente eroso l’attrattività.

Il rischio è un circolo vizioso: meno candidati significano meno laureati, quindi organici ancora più ridotti, maggiori carichi per chi resta e una professione sempre meno attrattiva».

Le proiezioni sulla formazione indicano la possibilità di attestarsi intorno ai 13-14mila laureati in Infermieristica, a fronte di un fabbisogno superiore alle 25mila unità. Un ordine di grandezza coerente con l’andamento della filiera formativa: il Rapporto AGENAS sul personale del Servizio sanitario nazionale evidenzia infatti come solo una parte degli studenti che entrano nel percorso arrivi effettivamente alla laurea, confermando una perdita significativa lungo il tragitto formativo.

I dati AlmaLaurea mostrano al tempo stesso una elevata capacità di assorbimento occupazionale dei laureati dell’area infermieristica. Il problema non è quindi soltanto creare posti universitari, ma riuscire ad attrarre, formare e trattenere un numero di professionisti adeguato alle necessità del sistema.

DE PALMA: «CHI ASSUMEREMO DOMANI SE OGGI NON FORMIAMO ABBASTANZA INFERMIERI?»

Per Nursing Up, risorse, formazione e attrattività devono quindi diventare parti della stessa strategia.

«Possiamo discutere di un miliardo per le assunzioni, ma dobbiamo porci una domanda: chi assumeremo domani se oggi non formiamo abbastanza infermieri e sempre meno giovani scelgono questa professione? Prima di assumere bisogna formare, prima di formare bisogna attrarre e, una volta assunti, bisogna riuscire a trattenere i professionisti nel Servizio sanitario».

Nursing Up chiede quindi una strategia pluriennale che tenga insieme programmazione universitaria, assunzioni, retribuzioni, sviluppo di carriera, riconoscimento delle competenze e condizioni di lavoro.

«Negli anni abbiamo ascoltato molte promesse sulla valorizzazione degli infermieri e alcuni passi sono stati compiuti. Ma la dimensione delle risposte continua a essere inferiore a quella della crisi. Oggi gli infermieri vengono indicati tra le priorità delle nuove assunzioni e il Ministero chiede miliardi aggiuntivi. Bene. Adesso, però, è arrivato il momento di misurare le politiche sui risultati.

I 5,5 miliardi sono una richiesta e auspichiamo che il Ministero della Salute riesca a ottenere le risorse necessarie. Nel frattempo dobbiamo fare i conti con la realtà: 25.479 posti richiesti dalle Regioni, 20.672 programmati, 4.807 mancanti.

Prima ancora di domandarci quanti miliardi arriveranno domani, dobbiamo chiederci perché oggi non riusciamo neppure a programmare gli infermieri che il sistema dichiara necessari.

Non chiediamo promesse più grandi. Chiediamo che finalmente i numeri delle risposte comincino ad avvicinarsi ai numeri dell’emergenza», conclude De Palma.

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