venerdì, 21 Agosto 2026

Trapianti, la Toscana è tra le regioni più generose nelle donazioni in Italia e in Europa

I primi sei mesi del 2026 confermano i risultati di eccellenza degli ultimi dieci anni. I trapianti da soli donatori toscani sono cresciuti da gennaio a giugno del 10 per cento

Firenze, 21 agosto 2026 – Con centoquattro donatori per milione di abitanti, un calo delle opposizioni dal 29 al 25 per cento e una crescita del numero di chi in vita lascia indicazioni per la donazione (che oggi rappresenta il 65 per cento dei consensi), la Toscana si conferma ai vertici nazionali – e tra i livelli più alti di attività in Europa – per generosità e organizzazione del proprio sistema. Livelli raggiunti e mantenuti dalla regione da dieci anni.

I dati sono quelli dei primi sei mesi del 2026 e i numeri alti delle donazioni si traducono in una crescita di trapianti effettivi: il 10 per cento in più da donatori toscani rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un organo su cinque trapiantato in programmi di urgenza presso centri extraregionali, nel dettaglio quattro trapianti in più di cuore, sei di polmone e cinque di fegato, mentre è stabile l’attività dei centri trapianti di rene pur aumentando progressivamente l’età dei donatori.

Risultati ottimi, di cui essere orgogliosi. “Questi numeri raccontano innanzitutto la straordinaria generosità dei cittadini toscani – commenta l’assessora al diritto alla salute, Monia Monni –. Dietro ogni donazione c’è una scelta di grande valore civile, che può trasformarsi concretamente in una nuova possibilità di vita per un’altra persona”. “A questa generosità – aggiunge – si unisce il lavoro quotidiano di una rete di professionisti altamente qualificati, che accompagna ogni fase del percorso, dalla donazione al trapianto. La crescita dei trapianti nei primi sei mesi dell’anno è un risultato di cui essere orgogliosi e che ci impegna a continuare a investire nella rete regionale”. Una rete coordinata all’Organizzazione Toscana Trapianti e un’attività che si dispiega dai coordinamenti locali alle terapie intensive, dai reparti alle sale operatorie, dall’emergenza-urgenza ai laboratori e i servizi di trasporto.

Tra i dati positivi c’è sicuramente la crescita del 18 per cento delle donazioni a cuore fermo, che nei primi sei mesi del 2026 costituiscono il 27 per cento di tutte le donazioni. L’aspetto è significativo e non banale, con riflessi evidenti sul numero dei trapianti. L’estensione dello speciale programma di donazione a cuore fermo controllato anche all’Asl Toscana Sud Est e l’impiego di team mobili specializzati (come quelli di Careggi e Monasterio) hanno infatti consentito di utilizzare questa possibilità anche negli ospedali periferici toscani, ampliando le possibilità di donazione.

La rete regionale ha consolidato anche la capacità di utilizzare organi di donatori complessi recuperando per il trapianto un numero maggiore di organi.

“L’impegno per il futuro – conclude l’assessora Monni – è quello a proseguire il consolidamento della rete, con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente la cultura della donazione, sostenere l’innovazione clinica e organizzativa e garantire ai pazienti le migliori opportunità di accesso al trapianto”.

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