Obesità e sovrappeso, l’allerta degli esperti sul “fai-da-te” con i farmaci. L’endocrinologa Dei Cas: “Evitare assolutamente l’utilizzo di terapie farmacologiche senza l’inserimento in un adeguato percorso”. E la specialista Pettoruti: “Stile di vita sano è fondamentale per prevenire e curare anche i pazienti obesi”
Semaglutide e tirzepatide hanno rivoluzionato il trattamento farmacologico per i pazienti obesi, ma vi sono controindicazioni e rischi se assunti senza controllo medico. Parlano la direttrice dell’UOC Edocrinologia e malattie del metabolismo del Maggiore e l’esperta del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Ausl
Parma, 13 agosto 2026 – Da alcuni mesi sono sulla bocca di tutti, trovano grande visibilità sulle riviste (specializzate e non) e monopolizzano feed e algoritmi dei social media. Promettono risultati eccezionali in poche settimane, magari in tempo per la “prova costume”, visto il periodo estivo: sono i nuovi farmaci per contrastare obesità e sovrappeso. Semaglutide e tirzepatide, questi i nomi scientifici delle due molecole più diffuse, sono nati come farmaci per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 negli adulti, grazie ai brillanti risultati registrati nel controllo della glicemia. Ma è il loro impiego nel trattamento dell’obesità che ha catturato le attenzioni dei media e tanti cittadini.
Ma come funzionano questi farmaci? “Semaglutide e tirzepatide – spiega Alessandra Dei Cas, direttrice della struttura complessa di Endocrinologia e malattie del metabolismo dell’ospedale Maggiore di Parma e direttrice della Scuola di specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università di Parma – appartengono a una nuova generazione di farmaci, indicati nel contesto dell’obesità o del sovrappeso associato a problemi di salute. Queste molecole mimano l’azione di alcuni ormoni prodotti dall’intestino che sono coinvolti nella regolazione dell’appetito e del metabolismo”.
“Pur avendo un meccanismo d’azione in parte diverso – continua – entrambe le molecole agiscono sui circuiti che controllano fame e sazietà, riducendo l’appetito e la quantità di cibo assunta. Vengono somministrate una volta alla settimana mediante iniezione sottocutanea, con un aumento graduale della dose per migliorarne la tollerabilità.”
“È importante considerare che – aggiunge Dei Cas – nella maggior parte dei pazienti trattati con queste terapie, i risultati sono notevoli. Il beneficio non riguarda soltanto la bilancia. Il trattamento può migliorare diversi aspetti della salute, tra cui il controllo della glicemia, la pressione arteriosa, il profilo lipidico e alcune complicanze associate all’obesità. In pazienti con sovrappeso o obesità e malattia cardiovascolare già presente, il semaglutide ha inoltre ridotto il rischio di gravi eventi cardiovascolari come infarto ed ictus”.
Quando ci si riferisce a questo trattamento farmacologico dunque, è necessario precisare che si parla di pazienti con una patologia cronica riconosciuta, e non di cittadini che vogliono ottenere un dimagrimento veloce per risultati estetici. Il semaglutide, per esempio, è acquistabile in farmacia con una prescrizione medica anche se, a differenza di pazienti con diabete, nell’impiego terapeutico contro l’obesità non è dispensato dal Servizio Sanitario Nazionale e l’intero costo è addebitato ai cittadini. La crescente disponibilità di questi farmaci può favorire il loro utilizzo al di fuori di un adeguato controllo medico o senza il rispetto delle indicazioni terapeutiche.
Come sottolinea Dei Cas, è proprio questo uno dei principali rischi legati alla loro crescente diffusione: “E’ da evitare assolutamente l’utilizzo senza l’inserimento in un adeguato percorso. La risposta al trattamento varia da persona a persona e può richiedere aggiustamenti della terapia e dell’alimentazione. È inoltre importante affiancare al farmaco una dieta personalizzata e attività fisica per preservare massa e funzione muscolare”.
“Proprio per la natura cronica dell’obesità – precisa – il trattamento non dovrebbe essere considerato un intervento temporaneo da interrompere al raggiungimento del peso desiderato. Gli studi mostrano infatti che, dopo la sospensione, una parte rilevante del peso perso tende ad essere recuperata, insieme alla progressiva perdita dei benefici ottenuti sugli altri parametri di salute. Dosaggio ed eventuale sospensione vanno decise caso per caso e rivalutate nel tempo”.
Non solo: nonostante la comprovata efficacia, sono possibili alcuni effetti collaterali e alcune controindicazioni, che ne consigliano l’utilizzo solo con un attento monitoraggio di uno specialista. “Gli effetti indesiderati più frequenti – spiega la direttrice della Scuola di specializzazione – sono gastrointestinali: nausea, senso di pienezza, reflusso, diarrea, stipsi e talvolta vomito, soprattutto durante l’aumento della dose. In genere sono lievi o moderati e tendono a ridursi nel tempo”. “Sintomi persistenti o intensi – continua- richiedono invece una valutazione medica e possono rendere necessario rallentare l’incremento della dose, ridurla o sospendere il trattamento. Anche per questi motivi semaglutide e tirzepatide devono essere inserite in un percorso medico che consenta di individuare i pazienti più adatti, definire obiettivi realistici e monitorare nel tempo efficacia ed effetti indesiderati”.
“I benefici infatti non si valutano soltanto in termini di peso perso – conclude Dei Cas – ma anche attraverso il miglioramento di glicemia, pressione arteriosa, mobilità e qualità di vita”.
La ricerca sull’obesità è in rapida evoluzione e numerose nuove molecole sono già in fase avanzata di sviluppo. L’ampliamento delle possibilità di cura potrà consentire trattamenti sempre più personalizzati, scelti in base alle caratteristiche cliniche, alle complicanze e agli obiettivi di salute di ciascun paziente. L’appello degli esperti è sempre quello di evitare il “fai-da-te”, in particolare nell’utilizzo di farmaci per obiettivi solamente estetici.
L’unità operativa complessa di Endocrinologia e malattie del metabolismo dell’ospedale Maggiore di Parma, diretta da Dei Cas, segue le persone con obesità che necessitano di una terapia farmacologica o di una valutazione per il percorso di chirurgia bariatrica. L’accesso avviene su richiesta del medico di medicina generale o di uno specialista. La struttura è inoltre impegnata nella ricerca clinica sull’obesità e partecipa a studi finalizzati a valutare nuove strategie terapeutiche e farmaci innovativi.
L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE
“L’Italia è il primo paese europeo che ha definito l’obesità come una patologia a tutti gli effetti: questa condizione, infatti, è causata per circa la metà dei casi da fattori neuroendocrini, circuiti cerebrali e genetica e quindi trattabile con terapie farmacologiche o chirurgiche”, spiega Dei Cas.
Un ruolo fondamentale per questa patologia lo gioca comunque la prevenzione. “Uno stile di vita sano – spiega Linda Pettoruti, medico igienista del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (Sian) dell’Azienda Usl di Parma – è fondamentale per prevenire e curare il sovrappeso, l’obesità e molte altre malattie. Non riguarda soltanto l’alimentazione e l’attività fisica, ma comprende diversi aspetti della vita quotidiana come sonno, gestione dello stress e ambiente, che sono strettamente collegati tra loro e influenzano il nostro benessere”. Buone abitudini che molto spesso possono davvero fare la differenza: “Per quanto riguarda l’alimentazione – continua – è importante seguire una dieta varia ed equilibrata, includendo nelle giuste quantità cereali, legumi, pesce, carne, uova e latticini, includendo almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura e provvedendo i ad una costante idratazione, specie in bambini e anziani. E’ importante non saltare i pasti: una buona colazione e piccoli spuntini sani aiutano a mantenere una corretta distribuzione dell’alimentazione durante la giornata”.
“E’ fondamentale consumare i pasti con calma e senza distrazioni, prestando attenzione alle quantità anche quando si mangia fuori casa. La varietà alimentare – conclude Pettoruti – permette di assumere tutti i nutrienti necessari e contribuisce a mantenere nel tempo un’alimentazione sana ed equilibrata”.
Il Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN) dell’Ausl di Parma, tutela la salute della popolazione attraverso la prevenzione dei rischi legati all’alimentazione. E’ presente in tutti i quattro distretti della provincia e, tra le varie attività, si occupa anche della gestione del sovrappeso e dell’obesità attraverso interventi di counseling nutrizionale e motivazionale per migliorare le abitudini alimentari e il proprio stile di vita. L’accesso a questo servizio è previsto per i cittadini maggiorenni, contattando il numero verde 800.629.444 con richiesta da parte del Medico di medicina generale o dello specialista.