ORISTANO, 31 LUGLIO 2026 – Da lunedì 3 agosto l’ambulatorio del servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) di Bosa sarà trasferito dall’attuale sede di via Amsicora alla Casa di Comunità, in via Pischedda.
L’ambulatorio garantisce le attività di profilassi delle malattie infettive, in particolare le vaccinazioni nell’età dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’adulto, il rilascio di certificati medici finalizzati a patenti di guida, porto d’armi e altri, i servizi di polizia mortuaria e medica necroscopica.
Al servizio, operativo nei giorni di lunedì e giovedì, dalle ore 9.00 alle 13.00, si può accedere esclusivamente previa prenotazione via mail all’indirizzo igienepubblica.bosa@asloristano.it o telefonica ai numeri 0785 225313 o 0783 225156, a cui si può chiamare dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 12.00.
Il servizio è a disposizione degli abitanti dei comuni di Bosa, Cuglieri, Flussio, Magomadas, Modolo, Montresta, Sagama, Scano di Montiferro, Sennariolo, Suni, Tinnura e Tresnuraghes. La prima seduta vaccinale programmata sarà per giovedì 6 agosto.
«Il collocamento dell’ambulatorio di Igiene e sanità pubblica nella Casa della Comunità di Bosa aggiunge un ulteriore tassello alla costruzione del nuovo modello di sanità territoriale, che ha un approccio diverso rispetto al passato, perché l’assistito è accolto in una logica integrata, da equipe multidisciplinari e multiprofessionali che prendono in carico l’utente, lo orientano e collaborano nel suo percorso di cura o di prevenzione – spiega la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina – Qui, oltre ai servizi essenziali già attivi, tra cui l’ambulatorio di cure primarie, il servizio di continuità assistenziale, l’ambulatorio infermieristico, il cup, il punto prelievi, stiamo lavorando per arricchire la struttura di ulteriori professionalità, come appunto gli Operatori degli ambulatori vaccinali, degli ambulatori per gli screening, della salute mentale e della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: una molteplicità di professionisti e di competenze che non lavoreranno più “a compartimenti stagni”, ma che è previsto che insieme contribuiscano ad una presa in carico globale delle cittadine e dei cittadini e dei loro bisogni di salute. Stiamo così dando attuazione – conclude la direttrice generale Cattina – a una programmazione aziendale che vede nelle Case della Comunità un punto di riferimento per la sanità territoriale».