mercoledì, 29 Luglio 2026

RINNOVO 2025-27, NURSING UP FIRMA IPOTESI DI CONTRATTO NAZIONALE: PER INFERMIERI ED OSTETRICHE CIRCA 3184 EURO DI ARRETRATI

ORA LA POLITICA DIA RISPOSTE SULL’ISTITUZIONE DI UN FONDO PEREQUATIVO, CHIESTO DAL SINDACATO NURSING UP PER PORTARE GLI STIPENDI DI INFERMIERI E PROFESSIONI SANITARIE AI LIVELLI EUROPEI.

ROMA 29 LUG 2026 – Nursing Up ha sottoscritto l’ipotesi per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2025-2027, al termine di una trattativa complessa, che ha visto il sindacato impegnato fino all’ultimo per ottenere risultati concreti a favore degli infermieri e di tutti gli altri professionisti sanitari.

Il nuovo contratto, che prima di essere perfezionato dovrà seguire il percorso istituzionale previsto, introduce miglioramenti economici, frutto di un confronto serrato, finalizzato a rafforzare il riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente negli ospedali e nei servizi territoriali.

Tra le principali novità figurano un incremento medio mensile complessivo compreso tra 216 e 240 euro per gli infermieri. Con arretrati di circa 3184,35 per il periodo 2025/26, salvo conguaglio IVC.

Di fatto, un aumento dello stipendio tabellare pari a 130,20 euro e un incremento dell’indennità infermieristica, che passa da 69,90 euro a 93,35 euro mensili. Anche per le ostetriche valgono incrementi analoghi.

Tra le altre cose, il contratto introduce anche misure nuove sulle indennità di ferie, recependo orientamenti europei, sugli incarichi, sulle unità operative disagiate, sul ristoro psico-fisico e sugli incarichi di base, la cui parte variabile, per l’area dei professionisti sanitari, potrà giungere fino a 3500 euro/anno, compatibilmente con le risorse aziendali.

«Questo contratto contiene importanti risultati, frutto di una battaglia lunga e complessa, fermo restando che occorrano ben altre cifre per compensare anni ed anni di politiche di austerità, e che occorre introdurre ben altre norme contrattuali per superare le svariate criticità esistenti, e che il sindacato ha puntualmente denunciato nel corso delle trattative».

Quindi, per Nursing Up il rinnovo contrattuale non esaurisce le questioni aperte. Accanto alle luci restano infatti ombre importanti che richiedono anche un intervento della politica.

La prima riguarda l’istituzione di un fondo perequativo, che il sindacato chiede per portare gli stipendi di infermieri e professionisti sanitari ai livelli dei colleghi degli altri paesi d’Europa, perché mancano circa 17mila euro l’anno dalla buste paga dei primi.

Bisogna poi intervenire, con un provvedimento istituzionale, per dare la giusta collocazione contrattuale ai laureati magistrali delle professioni sanitarie, oggi “parcheggiati” nell’Area dell’Elevata Qualificazione del comparto.

«Per il sindacato questo riconoscimento resta insufficiente rispetto alle competenze, alle responsabilità e al livello formativo acquisito. La battaglia del sindacato proseguirà affinché ai laureati magistrali venga riconosciuta una collocazione ordinamentale coerente con il loro percorso universitario e con le funzioni effettivamente svolte».

L’altra grande criticità riguarda l’Infermiere di Famiglia e di Comunità, figura strategica per lo sviluppo dell’assistenza territoriale ma ancora totalmente assente sotto il profilo contrattuale.

«Non esiste ancora un inquadramento contrattuale dedicato. È una lacuna che rischia di compromettere il futuro delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità, che richiedono oltre 20 mila professionisti.

Come pensiamo di soddisfare questo fabbisogno? Davvero vogliamo svuotare le corsie ospedaliere per coprire il territorio quando già oggi gli infermieri sono insufficienti e sempre meno professionisti sono disposti ad accettare offerte poco dignitose?

Davvero le Regioni intendono affidare a questi professionisti soltanto una piccola indennità o un incarico, continuando a inquadrarli come infermieri generalisti?».

Per Nursing Up il rinnovo del CCNL rappresenta un risultato importante ma non il punto di arrivo.

Da oggi la nostra battaglia si muove sotto un nuovo impulso, affinché vengano affrontate alcune grandi questioni ancora irrisolte: la costituzione ope legis, di un fondo perequativo in favore degli infermieri e dei professionisti sanitari, per allineare i loro stipendi alla media europea, il pieno riconoscimento dei laureati magistrali delle professioni sanitarie e una disciplina contrattuale specifica per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Il futuro del Servizio sanitario nazionale passa anche da queste scelte».

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