Aosta, 29 luglio 2026 – L’Azienda USL della Valle d’Aosta informa che, a fronte dell’ulteriore aumento del sovraffollamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Parini”, si è riunita nella giornata di oggi l’Unità di crisi aziendale per la gestione dell’emergenza. L’Unità continuerà a riunirsi con cadenza quotidiana per monitorare costantemente l’evoluzione della situazione e adottare tempestivamente le misure organizzative necessarie.
Per garantire la migliore risposta possibile ai cittadini, il Pronto Soccorso, completato con i professionisti che hanno dato disponibilità dagli altri reparti, è diventato il fulcro di una risposta assistenziale complessa che coordina l’intera rete aziendale, coinvolgendo il personale del 118 e dell’elisoccorso, il Pronto Soccorso, le équipe di Sala Operatoria, Anestesia e Rianimazione e i reparti specialistici chiamati a intervenire nei casi più complessi, nonché le strutture della Residenzialità extra ospedaliera (le strutture di Variney e Perloz e l’Ospedale di Comunità).
Nonostante questo straordinario sforzo organizzativo, permane una situazione di criticità sulle attese. Alle 15:45 di oggi i letti occupati risultano 331. L’elevato numero di ricoveri rende estremamente difficile garantire un rapido turnover e la disponibilità di nuovi posti per coloro che necessitano di essere ricoverati dal Pronto Soccorso (ieri sono stati 11). La permanenza prolungata dei pazienti in attesa di un posto letto contribuisce ad aumentare la pressione sul Pronto Soccorso e sull’intera organizzazione ospedaliera.
La maggior parte delle persone che stanno accedendo al Pronto Soccorso è rappresentata da pazienti anziani con riacutizzazioni di patologie croniche oppure da persone colpite da condizioni tipiche di questo periodo estivo, come disidratazione e colpi di calore, che richiedono spesso osservazione prolungata e, in numerosi casi, il ricovero ospedaliero.
A questa pressione si aggiunge un numero ancora molto elevato di accessi per problematiche a bassa priorità clinica, che continua a incidere sull’organizzazione complessiva dell’attività del Pronto Soccorso. Ieri si sono registrati 153 tra codici bianchi, codici verdi e codici azzurri.
Per garantire l’attività chirurgica non differibile destinata ai pazienti con patologie oncologiche, alle urgenze e ai traumi maggiori, l’Unità di crisi sta valutando un’ulteriore riduzione dell’attività chirurgica programmata non urgente, misura che consentirebbe di liberare ulteriori posti letto e risorse assistenziali da destinare ai pazienti più critici.
Si tratta di una decisione particolarmente difficile, perché comporterebbe inevitabilmente un ulteriore allungamento dei tempi di attesa per interventi già programmati. Pur non trattandosi di interventi urgenti sotto il profilo clinico, riguardano cittadini e famiglie che attendono da mesi di essere operati e ai quali l’Azienda è pienamente consapevole del disagio che un eventuale rinvio potrebbe arrecare.
L’Azienda precisa che ogni eventuale misura sarà adottata esclusivamente per il tempo strettamente necessario e sarà costantemente rivalutata dall’Unità di crisi sulla base dell’andamento degli accessi, dei ricoveri e della disponibilità dei posti letto.
Il Direttore sanitario Mauro Occhi: «La costituzione di un’Unità di Crisi significa l’istituzione del coordinamento centrale unico tra decisori e il personale operativo. Si tratta di una misura utile all’assunzione di decisioni rapide finalizzate a gestire le risorse disponibili e ad impartire comunicazioni necessarie per fronteggiare la situazione di crisi. Attorno alle necessità del Pronto Soccorso, coinvolge tutte le risorse, ospedaliere ed extraospedaliere, incluse le possibilità di assistenza a domicilio. Tutto questo non eviterà purtroppo le attese ai pazienti che si presentano con le patologie di minore gravità, ma assicura che lo sforzo del personale sia diretto verso le priorità e che i dati provenienti dalle sale del Pronto Soccorso vengano rapidamente convogliati verso chi può sostenerne lo sforzo anche dall’esterno. La pressione sugli operatori è in questo momento straordinaria e straordinario è il carattere da loro dimostrato in questi frangenti».
L’Azienda rinnova infine l’invito ai cittadini a rivolgersi al Pronto Soccorso esclusivamente in presenza di reali condizioni di urgenza-emergenza e, per i problemi di salute non urgenti, a utilizzare i servizi sanitari territoriali. Oltre agli ambulatori ad accesso diretto attivi nelle Case della Comunità di Morgex, Aosta, Châtillon e Donnas, nei mesi estivi sono infatti operativi anche gli ambulatori medici e infermieristici a libero accesso nelle principali località turistiche della Valle d’Aosta, offrendo un’alternativa appropriata per residenti e turisti.
A tutti i cittadini si rinnova inoltre l’invito a prestare particolare attenzione alle persone anziane e fragili, soprattutto durante l’ondata di calore, adottando semplici misure di prevenzione come una corretta idratazione, la permanenza in ambienti freschi e il monitoraggio delle persone più vulnerabili. La collaborazione di tutta la comunità può contribuire a prevenire situazioni che richiedono il ricorso al Pronto Soccorso e a preservare la capacità di risposta del sistema dell’emergenza-urgenza.