mercoledì, 29 Luglio 2026

L’Aquila: la giustizia riconosce oltre un milione di euro ad una famiglia dopo morte di una madre per un errore medico

La Corte d’Appello dell’Aquila corregge il risarcimento ai familiari di una paziente vittima di un errore medico, portandolo a oltre un milione di euro

Dietro ogni sentenza di responsabilità sanitaria c’è una famiglia che ha aspettato anni per sentirsi dire, da un giudice, che il dolore per la perdita di una persona cara è stato riconosciuto nel modo giusto. È quanto accaduto ai familiari di una donna morta a causa di un errore medico, che hanno visto la Corte d’Appello dell’Aquila correggere in modo sostanziale il risarcimento loro riconosciuto in primo grado, portandolo a oltre un milione di euro.

Ad assisterli è stato lo Studio Legale Chiarini, con sedi a Urbino e Chieti, che segue da anni famiglie coinvolte in vicende di malasanità.

Un risarcimento che prima non rendeva giustizia

In primo grado, il danno per la perdita del rapporto con la propria madre — o con la propria moglie — era stato liquidato con un metodo che i giudici d’appello hanno giudicato troppo generico: un valore scelto discrezionalmente tra un minimo e un massimo, senza un criterio chiaro e verificabile. La Corte ha invece applicato un metodo a punti, che tiene conto di elementi concreti come l’età, il grado di parentela, la convivenza e la qualità del legame con la persona scomparsa — lo stesso principio ribadito di recente anche dalla Corte di Cassazione.

Il risultato: un risarcimento raddoppiato, se non di più, rispetto alla prima decisione.

“Le famiglie aspettano che qualcuno dia un nome giusto al loro dolore”

“Una sentenza ben fatta può deflazionare il contenzioso più di molte formule conciliative”, commenta l’Avvocato Gabriele Chiarini, che ha seguito la famiglia in questi anni di causa. “Dietro ogni causa di risarcimento c’è una famiglia che ha già pagato il prezzo più alto. Il nostro compito è fare in modo che almeno la giustizia arrivi in modo chiaro, prevedibile, e senza ulteriori attese inutili. Se le decisioni fossero motivate correttamente fin dal primo grado, molte famiglie non dovrebbero affrontare anni di appello in più per vedersi riconosciuto ciò che era già loro dovuto.”

Anche le spese legali sono state corrette

La Corte ha rivisto al rialzo anche le spese legali sostenute dalla famiglia per far valere i propri diritti, portandole da poco più di 10.000 a oltre 50.000 euro — un riconoscimento importante per chi, oltre al lutto, si è dovuto anche far carico dei costi di una causa lunga anni.

Chi è Gabriele Chiarini

Gabriele Chiarini è Avvocato Cassazionista e fondatore dello Studio Legale Chiarini, con sedi a Urbino e Chieti. Vanta una riconosciuta expertise professionale nel diritto sanitario, con particolare riferimento ai settori medmal, rischio clinico, assicurazioni, contratti e lavoro in sanità.

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