lunedì, 27 Luglio 2026

Malasanità, oltre un milione di euro di risarcimento per morte di una paziente: sentenza dell’Aquila

Lo Studio Legale Chiarini, che ha assistito i familiari della donna, commenta la decisione della Corte d’Appello pubblicata il 20 luglio 2026

Urbino/Chieti, 22 luglio 2026 — Una sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila, pubblicata lo scorso 20 luglio, ha aumentato in modo significativo il risarcimento riconosciuto ai familiari di una paziente morta a causa di un errore medico, portandolo a oltre un milione di euro complessivi.

Ad assistere la famiglia è stato lo Studio Legale Chiarini, con sedi a Urbino e Chieti, che segue da anni casi di responsabilità sanitaria in tutta Italia.

Il caso

I giudici d’appello hanno stabilito che il risarcimento per la perdita di una persona cara non può essere deciso “a occhio”, scegliendo un valore qualsiasi tra un minimo e un massimo. Va invece calcolato con un metodo a punti, che tenga conto in modo verificabile di età, grado di parentela, convivenza e qualità del rapporto — un principio confermato di recente anche dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 13865 del 13 maggio 2026).

Applicato questo criterio, il risarcimento per la sola perdita del rapporto familiare ha superato il milione di euro. È stata rivista al rialzo anche la liquidazione delle spese legali, passate da poco più di 10.000 a oltre 50.000 euro.

Un fenomeno che riguarda tutta Italia

Il caso si inserisce in un quadro nazionale di crescita del contenzioso legato agli errori medici. Secondo l’ultimo MedMal Report di Marsh — lo studio annuale di riferimento sulla responsabilità sanitaria in Italia, basato sull’analisi di un campione di 84 aziende sanitarie — i costi medi dei sinistri per malasanità sono aumentati del 33% in undici anni, con un incremento particolare dei casi legati a infezioni ospedaliere.

Il commento dell’Avvocato Gabriele Chiarini

“Una sentenza ben fatta può deflazionare il contenzioso più di molte formule conciliative” — spiega l’Avvocato Gabriele Chiarini, cioè ridurre il numero di cause e appelli, perché una motivazione chiara lascia meno margini di contestazione — “Non è una questione meramente aritmetica, ma di metodo, prevedibilità e parità di trattamento tra i cittadini. Se le decisioni fossero motivate correttamente fin dal primo grado, molte impugnazioni si potrebbero evitare”.

L’Avvocato Chiarini ricorda che, nei casi di responsabilità sanitaria, la legge favorisce la conciliazione tra le parti già nella fase preliminare della perizia tecnica, un percorso che può comunque proseguire anche in un secondo momento.

Chi è Gabriele Chiarini

Gabriele Chiarini è Avvocato Cassazionista e fondatore dello Studio Legale Chiarini, con sedi a Urbino e Chieti. Vanta una riconosciuta expertise professionale nel diritto sanitario, con particolare riferimento ai settori medmal, rischio clinico, assicurazioni, contratti e lavoro in sanità.

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