Le lenti intraoculari rappresentano una delle principali alternative alla chirurgia laser per correggere miopia, astigmatismo e ipermetropia. Una valutazione approfondita dell’occhio consente di individuare la soluzione più sicura ed efficace per ogni persona. “Con le ICL preserviamo la struttura naturale dell’occhio e possiamo trattare anche molti pazienti che non sono candidati al laser”
Verona, 20 luglio 2026 – Le lenti intraoculari ICL rappresentano oggi una delle principali alternative alla chirurgia laser per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia, soprattutto quando il laser non è indicato. Grazie a una procedura mini-invasiva che non modifica la cornea, consentono di correggere il difetto visivo preservando la struttura naturale dell’occhio e offrendo una soluzione efficace anche soprattutto per pazienti con cornee sottili, irregolari o già indebolite (come nel cheratocono).
“La chirurgia refrattiva oggi non consiste nello scegliere sempre il laser, ma nell’individuare la tecnica più sicura e adatta per ogni singolo paziente“, spiega il dottor Guido Prigione, direttore UO Oculistica, Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda (VR). “La decisione nasce da una valutazione approfondita dell’occhio: analizziamo la cornea, il film lacrimale, il diametro e la dinamica della pupilla, oltre a tutti gli altri principali parametri anatomici. Solo dopo questi esami possiamo indicare il trattamento più appropriato per quella specifica persona“.
Nelle miopie di lieve entità, quando la cornea presenta caratteristiche favorevoli, il trattamento laser rappresenta spesso una soluzione efficace. Diverso è il caso dei pazienti con miopie più elevate oppure in presenza di cornee sottili, irregolari o già indebolite o di alterazioni del film lacrimale. In queste situazioni, le lenti intraoculari ICL rappresentano oggi una delle principali alternative al laser.
“Nelle miopie più elevate, quando la correzione con il laser richiederebbe la rimozione di una quantità maggiore di tessuto corneale, oppure in presenza di cornee sottili, irregolari o già indebolite (come nel cheratocono), la scelta ricade sulle lenti ICL. Il nostro obiettivo è sempre individuare la soluzione più sicura per il paziente, garantendo il miglior equilibrio tra sicurezza e qualità della visione“, sottolinea Prigione.
Le lenti ICL vengono impiantate attraverso una micro-incisione e posizionate tra iride e cristallino, senza modificare la cornea né rimuovere tessuto oculare. Si tratta di una procedura mini-invasiva che conserva l’anatomia naturale dell’occhio e che, a differenza della chirurgia laser, mantiene la possibilità di rimuovere o sostituire la lente qualora fosse necessario.
“Con le ICL aggiungiamo una piccola lente all’interno dell’occhio senza alterarne le strutture naturali. Questo consente di preservare il cristallino e di non intervenire sulla cornea. Inoltre, se in futuro dovesse essere necessario, la lente può essere rimossa o sostituita, riportando l’occhio alla condizione precedente all’intervento“, evidenzia lo specialista.
Anche il recupero visivo rappresenta uno dei principali punti di forza delle lenti ICL. Molti pazienti riferiscono infatti un netto miglioramento della qualità della visione già dal giorno successivo all’intervento.
“La lente viene posizionata molto vicino al punto nodale dell’occhio e questo può determinare una qualità visiva particolarmente elevata. Molti pazienti descrivono immagini più nitide e definite già dal giorno successivo all’intervento. Nelle miopie moderate o elevate, le ICL rappresentano oggi una soluzione estremamente affidabile che permette di correggere il difetto visivo preservando l’integrità dell’occhio, pur ricordando che, come in tutta la medicina, non esistono mai certezze assolute“, conclude il dottor Guido Prigione.