Il direttore generale Antonio d’Amore: “Ulteriore garanzia di qualità per i pazienti”
Napoli, 18 luglio 2026 – Il Programma Trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche (CSE) del Cardarelli, afferente all’Unità Operativa Complessa di Ematologia con Trapianti di CSE e Terapia Intensiva diretta da Alessandra Picardi, ha ricevuto in questi giorni l’accreditamento internazionale di qualità dall’JACIE, Comitato congiunto per l’accreditamento volontario dei Centri Trapianto di CSE (da midollo osseo e sangue periferico) e di terapie cellulari avanzate nato dalla collaborazione tra due importanti società scientifiche: ISCT (International Society for Cell & Gene Therapy) ed EBMT (European Society for Blood and Marrow Transplantation). JACIE è un organismo europeo no-profit che promuove la qualità e la sicurezza del trapianto di CSE e dell’erogazione delle terapie cellulari avanzate, in tutte le fasi del processo.
Il bollino internazionale di qualità è giunto al termine di un rigoroso processo di ispezione ad elevato livello di complessità, che ha valutato sul campo non solo l’attività di trapianti, di raccolta di CSE midollari e aferetica e l’erogazione CAR-T ma tutto il contorno inteso come formazione del personale medico, infermieristico, socio-sanitario e la modalità di interazione tra i professionisti, ai fini di garantire la multidisciplinarità dei processi.
Dice il direttore generale Antonio d’Amore: “Si tratta di un’ulteriore garanzia per i pazienti, che già sapevano di ricevere le migliori cure presso il Cardarelli e che ora possono registrare anche questo ulteriore accreditamento di rilevanza europea, dopo quello previsto dalla normativa vigente attraverso il Centro Nazionale Trapianti e il Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo (GITMO). Questo riconoscimento è importante per i cittadini campani perché testimonia una volta in più come non vi sia esigenza di andare oltre i confini regionali o, addirittura, nazionali per ricevere le cure di cui si ha necessità”.
“Attorno al binomio donatore/ricevente ruotano in maniera coordinata l’unità clinica, quella di raccolta midollare e quella di aferesi, che prevede il coinvolgimento del Servizio Immuno-Trasfusionale e l’Istituto dei Tessuti – spiega la dottoressa Picardi – ma non solo. L’operato dei professionisti coinvolti nella gestione del paziente (infettivologi, farmacisti, cardiologi, radiologi, neurologi, psicologi, biologi, nutrizionisti, ingegneri, informatici) è regolamentato da procedure e istruzioni in costante revisione e viene monitorato, periodicamente, attraverso indicatori quali-quantitativi, richiesti dagli Standard JACIE”. “A breve – conclude –, attiveremo le CAR-T per il Mieloma Multiplo e la terapia genica nelle emoglobinopatie, ulteriori due percorsi terapeutici per cui il Programma Trapianti di CSE del Cardarelli ha già ottenuto l’identificazione regionale”.
Nel 2025 sono stati realizzati al Cardarelli 38 trapianti allogenici, 38 autologhi e 13 procedure CAR-T (procedura attivata a fine 2024). Raggiunta a marzo scorso la quota di 200 trapianti allogenici dall’apertura del Centro in ospedale nel luglio del 2019. Nel 2025, gli indicatori qualitativi hanno documentato una mortalità trapianto correlata a breve termine pari allo 0% sia nel trapianto autologo che allogenico.