venerdì, 17 Luglio 2026

Milano (OMCeO Benevento): “Ospedali come zone di guerra: ennesima ferita a personale sanitario e Costituzione”

Benevento, 17 luglio 2026Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Benevento, Luca Milano: “Lo Stato protegga chi difende il bene più prezioso: la salute”

In questo mese di luglio in Italia si è già registrata una lunga e drammatica serie di aggressioni ai danni del personale medico e infermieristico, concentrata soprattutto nei Pronto Soccorso e nei reparti di emergenza-urgenza. Tra i fatti di cronaca più recenti si contano episodi a Napoli, Conegliano, Empoli, Reggio Calabria, Bologna e Castellaneta.

Come Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Benevento, mi trovo ancora una volta, con profonda rabbia e un logorante senso di impotenza, a dover denunciare vile un atto di violenza consumatosi ieri sera presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Pio di Benevento”.

A nome di tutto il Consiglio dell’Ordine, esprimo la più totale e incondizionata solidarietà agli operatori aggrediti, ai quali è stato impedito di svolgere il proprio lavoro in dignità e sicurezza.

Ma la solidarietà e l’indignazione di circostanza non bastano più. Siamo di fronte ad una deriva culturale e sociale che ha superato il livello di guardia. Ogni schiaffo, ogni insulto, ogni pugno sferrato contro chi indossa un camice bianco è uno schiaffo diretto all’Articolo 32 della nostra Costituzione, un attacco frontale al Servizio Sanitario Nazionale e al diritto alla salute di ogni singolo cittadino.

“Non possiamo e non vogliamo abituarci all’idea che andare al lavoro per salvare una vita significhi rischiare la propria. Chi aggredisce chi cura, sta distruggendo il suo stesso futuro.”

Le conseguenze di un’impunità tollerata

La situazione nei nostri reparti di emergenza-urgenza è ormai insostenibile. Se gli ospedali continuano a essere percepiti come zone franche e luoghi di paura, le conseguenze – che già stiamo drammaticamente pagando – saranno sempre più irreversibili:

Fuga dai Pronto Soccorso: i giovani medici rifiutano i reparti di frontiera.

Concorsi deserti: nessun professionista accetta contratti dove l’incolumità fisica non è garantita.

Indebolimento delle cure: reparti sguarniti significano tempi di attesa più lunghi e cittadini sempre più soli.

Un appello immediato alla Politica e alla Magistratura

Non chiediamo più tavoli tecnici o dichiarazioni di solidarietà. Chiediamo azioni concrete:

Certezza della pena: chi aggredisce un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni di cura deve sapere che lo Stato risponderà con immediatezza, fermezza e severità. La percezione dell’impunità è il vero carburante di questa violenza.

Presidi di sicurezza costanti: le strutture sanitarie devono essere protette. Servono investimenti strutturali e una presenza reale e dissuasiva delle Forze dell’Ordine.

Un Patto Culturale Nazionale: è necessario ripartire dalle scuole, dalle famiglie e dai media per ricostruire il valore della relazione medico-paziente, fondata sul rispetto e sulla fiducia reciproca.

L’Ordine dei Medici di Benevento rinnova il proprio pieno sostegno all’azione della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), che da anni richiama Governo e Parlamento alla necessità di affrontare il fenomeno con un approccio sistemico, e continuerà a denunciare, a lottare e a promuovere campagne di sensibilizzazione come “Io Ti Curo”.

Ma lo Stato deve fare la sua parte, ora. Proteggere chi difende la salute significa proteggere la civiltà stessa della nostra Nazione.

Notiziario

Archivio Notizie