lunedì, 13 Luglio 2026

Infiammazione d’estate. Quando la medicina rigenerativa in alta quota diventa la risposta per articolazioni e tessuti

Image Regenerative Institute a St. Moritz: protocolli clinici a base scientifica e risultati misurabili per gestire l’infiammazione articolare che l’attività fisica può riacutizzare nei mesi estivi

St. Moritz, 13 luglio 2026 – Con l’arrivo dell’estate il corpo cambia ritmo: più sport, più escursioni, più movimento all’aria aperta. Per chi soffre di infiammazione cronica, questo aumento di carico può tradursi in una notevole riacutizzazione di dolori articolari e tensioni muscolari. «Quando il corpo è sottoposto a un’attività maggiore, i segnali dell’infiammazione cronica si manifestano con più evidenza – afferma il Professor Carlo Tremolada, figura di riferimento a livello internazionale nella medicina rigenerativa. In questi casi la scelta dell’ambiente in cui ci si cura non è secondaria: l’alta quota, accompagnata da un protocollo medico mirato e specifico per ogni paziente, può diventare un’alleata preziosa».

A supporto di questo approccio, inoltre, una nuova ricerca pubblicata su Mediators of Inflammation, e co-firmata dallo stesso Prof. Tremolada, ha studiato l’attività biologica del secretoma del tessuto adiposo micro-frammentato (MFAT), ovvero le sostanze che tale tessuto rilascia naturalmente una volta processato. Condotta su un modello cellulare di monociti/macrofagi umani, la ricerca ha analizzato la capacità del secretoma di influenzare la produzione di RANTES e MCP-1, due proteine che richiamano e attivano le cellule immunitarie nelle aree infiammate, e sull’espressione di ICAM-1, molecola chiave nel reclutamento delle cellule immunitarie. I risultati mostrano che il secretoma dell’MFAT riduce l’espressione di ICAM-1 di circa tre volte e inibisce fortemente la produzione di MCP-1 nell’83% dei campioni analizzati, limitando così la capacità delle cellule immunitarie di migrare e accumularsi nelle articolazioni. Lo studio evidenzia, poi, un profilo di sicurezza favorevole: il secretoma non stimola la proliferazione né delle cellule normali né di quelle tumorali. Nel loro insieme, questi dati supportano l’ipotesi che l’efficacia clinica del trattamento nel ridurre l’infiammazione articolare sia dovuta, almeno in parte, a questo meccanismo biologico, riconducibile a un’azione paracrina del tessuto adiposo. «Durante i mesi estivi l’infiammazione cronica tende ad accentuarsi, e proprio su questo terreno la medicina rigenerativa può fare la differenza. Sostenendo e preservando i meccanismi biologici che il nostro organismo utilizza naturalmente per mantenere l’equilibrio e riparare i tessuti, è possibile intervenire sul processo infiammatorio, non sostituendo ciò che il corpo perde, bensì aiutandolo a valorizzare le proprie risorse», prosegue il Prof. Carlo Tremolada.

In questa direzione si muove la sede di St. Moritz di Image Regenerative Clinic, dove i protocolli clinici applicati – da Lipogems® all’ossigeno-ozonoterapia, fino alla Toxopheresis® – sono pensati per intervenire sui meccanismi dell’infiammazione supportando il recupero funzionale.

Lipogems® – tecnologia brevettata, certificata CE e approvata FDA – utilizza il Tessuto Adiposo Microframmentato (MFAT) come principio attivo rigenerativo: attraverso un processo sterile e controllato vengono attivate cellule staminali e fattori di crescita, reintrodotti nell’area da trattare per favorire la rigenerazione dei tessuti, aumentarne la resistenza e rallentare i naturali processi di invecchiamento. Rapide, non invasive e completamente biocompatibili, queste terapie sono indicate sia per il benessere generale sia per problematiche muscoloscheletriche e per il recupero sportivo.

Tra le terapie complementari, l’ossigeno-ozonoterapia è un trattamento innovativo che sfrutta la sinergia tra ossigeno medicale e ozonoterapeutico, per stimolare i processi rigenerativi dell’organismo. Utilizzata per ridurre dolori cronici, migliorare l’energia cellulare e rafforzare le difese immunitarie, questa terapia consente alla pelle di apparire più tonica e luminosa, migliorando l’ossigenazione dei tessuti e prevenendo l’invecchiamento cellulare.

Quando il quadro clinico è più complesso, con un’infiammazione cronica che si accompagna a stress ossidativo, carico tossinico o alterazioni immuno-metaboliche, la valutazione si può estendere, infine, alla Toxopheresis®. Una procedura medica extracorporea che consente di trattare il sangue attraverso sistemi di filtrazione selettiva: a differenza dei comuni percorsi di “detox”, non si basa su un approccio generico, ma su una valutazione clinica e laboratoristica approfondita, analizzando i principali parametri ematici, metabolici, infiammatori e immunologici, per selezionare la tecnologia di filtrazione più adatta al profilo del paziente.

Notiziario

Archivio Notizie