Il Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo conferma il suo ruolo di struttura specializzata per la gestione dei casi clinici ad alta complessità.
Presso il Centro di Riferimento Regionale per l’estrazione degli elettrocateteri, diretto dal dottore Salvatore Torre e afferente all’Unità Operativa di Cardiochirurgia guidata dalla professoressa Linda Pisano, un’équipe multidisciplinare composta da cardiochirurghi, chirurghi vascolari, elettrofisiologi e cardio-anestesisti ha trattato con successo, mediante una procedura ibrida completamente mini-invasiva, un paziente affetto da una grave Sindrome della vena cava superiore.
Il paziente, portatore di un dispositivo di resincronizzazione cardiaca, da alcuni mesi presentava un importante rigonfiamento del volto, del collo e della parte superiore del tronco, accompagnato da sintomi fortemente invalidanti.
Dopo un articolato percorso diagnostico in diverse strutture ospedaliere siciliane, il professore Antonio Carroccio e la dottoressa Carola Buscemi, dell’Unità Operativa di Medicina Interna dell’Azienda ospedaliera “Villa Sofia Cervello” di Palermo, hanno diagnosticato una Sindrome della vena cava superiore.
In estrema sintesi, la patologia era causata dalla fibrosi sviluppatasi nel tempo attorno ai vecchi elettrocateteri del dispositivo cardiaco, che aveva determinato un severo restringimento, fino alla quasi completa occlusione, delle principali vene deputate al ritorno del sangue dalla testa e dagli arti superiori al cuore.
Il paziente è stato quindi preso in carico dalla Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria e dal Centro di Riferimento Regionale per l’estrazione degli elettrocateteri.
L’intervento, eseguito e completato in un’unica seduta operatoria, ha richiesto il coinvolgimento di diverse professionalità altamente specialistiche. Nella prima fase il dottore Torre ha proceduto all’estrazione degli elettrocateteri responsabili dell’ostruzione. Successivamente, il team di Chirurgia Vascolare diretto dal professore Felice Pecoraro, con il professore Ettore Dinoto ha effettuato la ricanalizzazione delle gravi stenosi venose mediante angioplastica e il posizionamento di stent vascolari, ristabilendo in modo definitivo il normale flusso sanguigno e risolvendo l’ostruzione.
L’intervento è stato eseguito in anestesia generale dal team di Cardioanestesia diretto dalla professoressa Cesira Palmeri, con le dottoresse Paola Graviano e Maria Rosaria Re.
Grazie all’approccio mini-invasivo, il paziente ha evitato un intervento cardiochirurgico a cuore aperto, con un rapido miglioramento della sintomatologia e un decorso post-operatorio estremamente favorevole. È stato dimesso in ottime condizioni di salute pochi giorni dopo la procedura.
“Questo intervento – afferma la Direttrice Generale dell’AOUP Maria Grazia Furnari – rappresenta un esempio concreto di come il Policlinico sia in grado di affrontare con successo anche i casi più complessi grazie alla collaborazione tra équipe multidisciplinari e all’elevato livello di competenze presenti nella nostra Azienda, confermando la sua classificazione di DEA di secondo livello. Investire in professionalità, innovazione tecnologica e organizzazione significa offrire ai cittadini cure sempre più efficaci, sicure e meno invasive, consolidando il ruolo del Policlinico come punto di riferimento regionale per l’alta specialità”.